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È quasi impossibile per una società sconfessare le indagini della guardia di finanza che certifica l’emissione di fatture false.

Infatti, non solo è perfettamente legittimo l’avviso di rettifica Iva che si fonda pedissequamente su un processo verbale di constatazione ma non serve a liberare l’impresa contribuente neppure il fatto che questa abbia dimostrato l’esistenza, presso il venditore, di macchinari per la lavorazione dei prodotti fatturati.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 27056 del 13 novembre 2008.

Da Cassazione.net   la notizia qui 

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