greencard01gLe mani del racket sui matrimoni fasulli: boom di denunce in tutta Italia.

PIERANGELO SAPEGNO
MILANO

Nicoleta si sposò un giorno qualunque del 2005, mese di settembre. «Io avevo 20 anni. Mio marito 47». Ma se le chiedi come si chiama lui, non se lo ricorda neanche. Non l’ha più visto da allora. Era un barbone, «sarà tornato a dormire sotto qualche ponte», dice. Gliel’avevano presentato qualche giorno prima i suoi protettori, che avevano organizzato tutto: «un tipo sporchissimo, vestito con degli stracci, con la barba lunga e i pidocchi. Faceva senso. Sembrava che non si fosse mai lavato in vita sua».

Alla sua amica Erika, invece, avevano regalato un tossicodipendente: il giorno del matrimonio aveva preso la sua bella dose in omaggio e barcollava con aria interrogativa senza capire bene che cosa stesse facendo. Nicoleta e Erika erano arrivate da Bucarest a Torino 6 mesi prima come schiave del racket. Per non farle tornare a casa con il foglio di via le avevano obbligate a sposarsi, ma quando Erika aveva visto il suo promesso sposo era scoppiata in lacrime e aveva urlato che lei quello lì non lo voleva vedere neanche in cartolina. I boss erano venuti in camera e l’avevano picchiata a sangue.

O così o così: matrimoni obbligati. Sede, Beinasco. Da allora sono passati 4 anni. Nicoleta ora vive a Milano, «assieme a un perito chimico». Ha fatto la cameriera in un ristorante. Ha denunciato i suoi sfruttatori. E ha chiesto l’annullamento del matrimonio, perché finto. Niente da fare. Non si può…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

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