ih006016Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza 12 dicembre 2008, n. 29249.

In sede di giudizio di separazione personale, il Tribunale respingeva, con sentenza, la domanda del marito di addebito alla moglie della separazione ed imponeva al medesimo la corresponsione di un assegno mensile di mantenimento.

In parziale riforma della sentenza di primo grado, impugnata dal marito, la Corte d’Appello addebitava la separazione alla moglie con conseguente esclusione del diritto di quest’ultima all’assegno di mantenimento.
La Corte d’Appello, tra le varie motivazioni addotte, rilevava che il Tribunale aveva omesso di valutare il riscontro probatorio dell’infedeltà e di tenere in adeguata considerazione che la moglie aveva intrattenuto una relazione extraconiugale già in epoca antecedente alla prima separazione seguita da riconciliazione, relazione che era poi ripresa dopo la suddetta riconciliazione.

Aveva il Tribunale, parimenti, trascurato che la moglie dopo la ripresa della relazione extraconiugale lasciava la residenza coniugale per trasferirsi in altro alloggio e che il lungo tempo trascorso insieme dai coniugi e le esperienze condivise impedivano di imputare la rottura del matrimonio ad una non meglio specificata “intollerabilità della convivenza”. Inoltre, continuava la Corte d’Appello, il comportamento della moglie tale da evidenziare agli occhi dei terzi l’esistenza di una stabile relazione extraconiugale rappresentava di per sè una violazione particolarmente grave di fedeltà coniugale, la quale determinando intollerabilità della prosecuzione della convivenza doveva ritenersi causa della separazione e circostanza sufficiente a giustificare l’addebito al coniuge che se ne era reso responsabile a meno che non fosse risultata una crisi coniugale preesistente tale da determinare l’intollerabilità della convivenza (sul punto in questione era mancata del tutto la prova dell’intollerabilità della convivenza coniugale prima della relazione extraconiugale).

Inoltre l’intrattenimento di una relazione extraconiugale della moglie, coltivata con aspetti esteriori quali manifestazioni affettive anche in pubblico (come risultato da testimonianze), comportavano offesa alla sensibilità e al decoro del marito…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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