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I videogiochi sono da considerare «opere dell’ingegno» protette dal diritto d’autore: rischia quindi una condanna per violazione della normativa sul copyright chi vende microchip per la Playstation-2 finalizzati a leggere i videogiochi masterizzati.

Lo si evince dalla sentenza n.1243 della Quarta sezione penale della Cassazione.

Sono dunque da considerare vietate le modifiche all’hardware. Il caso riguarda un imprenditore della provincia di Trento che con la sua società vendeva, appunto, dei «modchip» per ampliare le potenzialità della Playstation . La società, in seguito alle vendite dei chip è finita sotto processo ed era stata condannata dalla Corte d’Appello di Bolzano. Nel ricorso in Cassazione il titolare dell’azienda Oscar D., aveva sostenuto che i suoi chip non erano finalizzati a modificare la protezione della Playstation ma solo a «espandere le potenzialità, perfettamente legittime, della Ps2».

I supremi giudici hanno respinto il ricorso e condannato Oscar al pagamento delle spese processuali e a risarcire la Sony di 2.500 euro.
Nella sentenza si ricorda che secondo le normative vigenti i videogiochi non sono più da considerarsi software ma «opere dell’ingegno». Inoltre, secondo i giudici, la stessa Playstation non è da considerarsi un personal computer ma una «consolle per videogiochi».

Dagli esami tecnici, era stato dimostrato come la Playstation modificata con quei modchip non solo leggeva i cd realizzati dalla Sony, ma anche quelli sviluppati da produttori diversi tanto da consentire di «eludere le misure tecnologiche di protezione poste sul supporto dal titolare del diritto».

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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