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Cass., sez. civile, sen. 13 gennaio 2009, n. 463.

“Se alla morte dell’ereditando sulla proprietà dell’immobile persiste un’ipoteca, siccome ciò consente al creditore ipotecario di assoggettare ad espropriazione forzata tale diritto, l’azione esecutiva già intrapresa nei suoi confronti e la successiva vendita non possono risultare impedite dai diritti attribuiti al coniuge superstite dall’articolo 540 cod. civ., comma 2.

Gli spetterà, invece, all’esito del processo esecutivo, in corrispondenza del valore dei diritti rimasti estinti, l’eventuale residuo.”.

Nel caso all’esame della Corte, prima che la successione si aprisse sull’immobile in oggetto era stata costituita un’ipoteca a garanzia di un credito. Come noto, in virtù dell’ articolo 756 cod. civ., l’ipoteca dà diritto ai creditori ad espropriare i beni su cui è stata iscritta, anche se questi pervengono per effetto della successione a soggetto diverso dall’erede, in quanto oggetto di legato.

Il problema posto nella sentenza in oggetto è se questa disciplina operi anche quando l’immobile abbia ricevuto in vita dell’ereditando una destinazione a casa coniugale…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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