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Le verifiche sui conti bancari non bastano per condannare il professionista o l’imprenditore per evasione o per un altro reato fiscale.

La presunzione secondo cui i versamenti nel conto corrisponderebbero ai ricavi dell’attività, infatti, vale soltanto in sede civile per il recupero dell’imposta. Ma nel processo penale lo cose vanno diversamente: il giudice deve motivare le ragioni per cui “i dati delle verifica su conti” sono attendibili.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 5490 del 6 febbraio 2009.

Da Cassazione.net   la notizia qui

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