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Un collega: “L’odore di carne umana”.

La madre di Rodinò: «Ridatemi mio figlio. Mi diceva: “Se succede qualcosa qui in fabbrica non si salva nessuno”»

TORINO
È stato il giorno dei parenti oggi al Tribunale di Torino, dove si è svolta la sesta udienza del processo per il rogo del 6 dicembre 2007 alla ThyssenKrupp in cui sono imputati sei dirigenti e in cui persero la vita sette operai.

«Eravamo orgogliosi che nostro figlio fosse alla ThyssenKrupp. Mio padre ci aveva lavorato 40 anni. Diceva che era la fabbrica dell’oro. E adesso ci sentiamo in colpa. Voglio sapere perché mio figlio è morto, ho firmato l’accordo con l’azienda ma rivoglio indietro vivo mio figlio».

Queste le strazianti parole della testimonianza di Grazia Cascino, madre di Rosario Rodinò, uno degli operai morti nel rogo. Il dramma di quella notte rivive anche nella testimonianza di Laura, sorella di Rodinò: «Quando è successa la tragedia ero all’ottavo mese di gravidanza, aspettavo due gemelle e quando sono entrata in sala parto mi sono imposta di non soffrire, di non gridare perché mio fratello aveva sofferto molto di più. Mi hanno tolto la gioia di diventare mamma»…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

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