droghe

Cassazione, VI sez. PENALE, sen. n. 9874 del 4 marzo 2009.

La nuova disciplina in materia di detenzione degli stupefacenti, introdotta per effetto della legge 21 febbraio 2006, n. 49 che ha apportato modifiche al D.P.R. 309/1990, nel cancellare la differenza tra droghe pesanti e leggere ha reso, di fatto, inapplicabile la continuazione del reato (ex art. 81 c.p.).

In particolare la riforma, nel sopprimere la distinzione tabellare tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”, ha necessariamente mutato il trattamento sanzionato da riservarsi a chi illegalmente detiene sostanze stupefacenti di tipo e natura diversi.

Prima dell’introduzione della riforma la disciplina in materia (ex art. 73, commi 1 e 4) prevedeva diverse figure di reato in considerazione della diversità dell’oggetto materiale delle condotte; di conseguenza il colpevole rispondeva di due reati differenti, generalmente unificati dal vincolo della continuazione.

L’avvenuta assimilazione impone oggi di trattare il reato come unico e, dunque, di considerate il trattamento sanzionatorio in un’ottica più favorevole rispetto al passato.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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