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Cass. II sez. PENALE, sen. n. 6561 del 16 febbraio 2009.

Viene anzitutto in causa l’art. 240 co. 1 c.p., essendo la società cosa pertinente al reato di riciclaggio perché fu destinata, secondo la dizione della legge, a commetterlo.

Poiché la società non possiede una propria essenza fisica che possa essere oggetto di confisca, tale misura di sicurezza dovrà appuntarsi sui meccanismi che ne costituiscono l’essenza e ne consentono il funzionamento ovvero i diritti di partecipazione che ne fissano il sostrato e dal quale promanano gli organi sociali.”

Nella fattispecie è dunque soggetta a confisca non la sola partecipazione dell’amministratore – ovvero di colui che è definito dalla Corte “motore immobile” del reato di riciclaggio (non lo commette direttamente ma ne determina la commissione e se ne attribuisce l’utilità immediata) – ma anche di tutte le quote di partecipazioni nella società…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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