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Sentenza della Cassazione: «Non merita il licenziamento il dipendente che reagisce ai numerosi rimproveri»

ROMA – Se il capo rimprovera troppo spesso il dipendente, la sua eventuale reazione non merita il licenziamento. Anche se il lavoratore osa rivolgere al suo superiore il classico «ma chi c… ti credi di essere?»: l’espressione offensiva, infatti, può essere considerata una «reazione emotiva istintiva». La Cassazione si mostra comprensiva nei confronti dei dipendenti vittime dei datori di lavoro troppo esigenti.

LA SENTENZA – I giudici della sezione lavoro, con la sentenza 6569, hanno confermato il reintegro in servizio di un dipendente di una casa di cura di Napoli (Alma Mater Villa Calmaldoli) che nel 2002 era stato licenziato per «insubordinazione». All’amministratore della struttura che gli aveva già contestato alcune mancanze nel suo lavoro di addetto al servizio stoviglie, il dipendente ad un certo punto aveva replicato a «muso duro»: «Chi c… ti credi di essere? Se sei un uomo esci fuori! Se no non ti faccio campare più tranquillo!»…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

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