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La Cassazione rende più elastici i limiti all’uso personale di droghe leggere.

Non si rischia una condanna per spaccio quando, nonostante il superamento della soglia massima consentita dalla legge, chi detiene lo stupefacente riesca a dimostrare che gli serviva per una scorta, come avviene per un pastore in transumanza.

Insomma ai fini di una condanna non è sufficiente il supermento delle quantità ma l’accusa deve provare altri elementi che conducano allo spaccio.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 12146 del 19 marzo 2009, ha respinto il ricorso della Procura di Trento presentato contro l’assoluzione di un pastore che era stato sorpreso con 53 dosi di hashish prima di ritirarsi in montagna.

Da Cassazione.net   la notizia qui

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