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Esercizio abusivo della professione.

Cassazione, VI sez. PENALE, sen. 11004/2009.

In tema di esercizio abusivo di una professione, ex articolo 348 c.p., l’iscrizione all’albo abilita il medico chirurgo allo svolgimento non solo delle attività professionali sanitarie principali, ma anche a quelle ausiliarie, per le quali non è richiesto dalla legge il possesso di un apposito diploma o specializzazione.

Il caso al vaglio della Corte parte dall”indagine istruttoria, compiuta a seguito di un esposto presentato dalla ex dipendente di uno studio medico, in cui era stata riscontrata l’esistenza di una attività di somministrazione di anestesia locale per la realizzazione di interventi di chirurgia plastica a livello ambulatoriale., in assenza in capo al medico responsabile del requisito della specializzazione in anestesia.

La Cassazione spiega come “la rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche registrati negli ultimi decenni ha comportato lo spostamento di alcuni settori dell’operatività chirurgica al di fuori degli ospedali pubblici e consentito la distinzione tra quegli interventi, che per la loro natura e complessità – interventi di anestesia generale (narcosi) – non possono non essere effettuati se non in regime ospedaliere e interventi chirurgici o procedure diagnostiche a bassa complessità o invasività o seminvasive, praticabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori privati in anestesia locale o in sedo-analgesia…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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