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Le divergenze maggiori sul calcolo dell’inflazione e sulla contrattazione decentrata.

Siglato l’accordo dello scorso ottobre. Resta contrario il sindacato di Epifani: «Ora lavoratori più deboli»

ROMA – Confindustria, Cisl e Uil hanno siglato l’intesa applicativa della riforma del modello contrattuale. L’accordo non è stato sottoscritto dalla Cgil, che ha ribadito le critiche all’impianto del nuovo sistema dei contratti.

ATTO FORMALE – La firma formale è avvenuta nella Foresteria di Confindustria in via Veneto a Roma. Dopo l’ok di Cisl e Uil sarà la volta dell’Ugl. La sigla per l’attuazione della riforma fa seguito agli accordi sottoscritti il 10 ottobre 2008 da Confindustria e Cisl e Uil, gli accordi tra le due confederazioni sindacali e le altre associazioni datoriali e l’intesa-quadro tra governo e parti sociali sottoscritta il 22 gennaio scorso a Palazzo Chigi. Il nuovo modello contrattuale sarà unico per i settori pubblico e privato. Il fronte delle parti sociali è però spaccato sulla riforma: se per gli imprenditori e per la maggior parte delle sigle sindacali si tratta di una svolta storica, per il sindacato di Guglielmo Epifani si tratta di una novità pericolosa per i lavoratori.

«LAVORATORI INDEBOLITI» – «L’accordo è un errore, divide lavoratori e sindacati in un momento di crisi in cui si dovrebbe rimanere uniti» ha detto il leader della Cgil dopo la sigla dell’intesa da parte delle altre confederazioni. Secondo Epifani, il nuovo sistema «riduce lo spazio della contrattazione, non la innova e non la amplia, e fa sì che il contratto nazionale non recuperi mai del tutto l’inflazione reale»…[continua…]

Da Il Corriere Della Sera    la notizia qui

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