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Per i giudici alcune norme contenute nell’articolo 240 del codice di procedura penale debbono prevedere le stesse garanzie del contraddittorio previste per gli incidenti probatori.

Vietato rendere noto come atti e documenti sono stati raccolti e acquisiti.

ROMA – Non tutte le intercettazioni o i dossier illegali devono essere distrutti. Alcune norme contenute nell’articolo 240 del codice di procedura penale sono state infatti dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale, che ha così accolto parzialmente le eccezioni sollevate dal gip di Milano Giuseppe Gennari nel procedimento che vede tra gli imputati l’ex capo della sicurezza di Telecom-Italia Giuliano Tavaroli.

In particolare, i giudici della Consulta ritengono che l’attuale articolo 240 del codice di procedura penale debba prevedere le stesse garanzie del contraddittorio previste per gli incidenti probatori (presenza di rappresentanti di accusa e difesa, diritto a partecipare per i rappresentanti delle persone offese dal reato). E che il divieto di riferire i contenuti delle intercettazioni distrutte debba essere inteso anche come divieto di rendere note modalità e circostanze con cui gli atti e i documenti sono stati raccolti e acquisiti…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

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