Lecito l’affitto ai clandestini se il canone è equo giovedì, Mag 28 2009 

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Corte di Cassazione, prima sezione penale 7 maggio 2009, n. 19171.

Affittare ad un cittadino extracomunitario, privo del permesso di soggiorno, è lecito a patto che il canone di affitto sia equo. Questa è la conclusione cui è giunta la prima sezione penale della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del proprietario dell’immobile oggetto di locazione, avverso il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip.

Secondo la Corte non si prospetta dolo specifico (fine di trame ingiusto profitto) quando il canone d’affitto si possa ragionevolmente considerare equo, come nel caso in esame (per l’affitto era stato pattuito un canone pari a 150,00 euro mensili)…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore    la notizia qui

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Se i suoceri mettono in difficoltà la coppia è lecito andarsene giovedì, Mag 28 2009 

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Il rapporto con i suoceri che “mettono in difficoltà la coppia” e le “disarmonie familiari” possono giustificare l’abbandono della casa coniugale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 11922 del 22 maggio 2009, ha implicitamente confermato, oltre alla separazione senza addebito, la decisione della Corte d’Appello di Roma di non imporre orari o giorni di visita a un padre che chiedeva di vedere il figlio adolescente senza limiti.

In particolare la prima sezione civile, sposando la decisione della Corte territoriale sul fronte addebito della separazione, ha messo nero su bianco che “i giudici, con accertamento in fatto e valutazione di merito non sindacabile, hanno affermato l’inesistenza di elementi dai quali poter desumere che l’allontanamento dalla casa coniugale possa essere stato determinato da ragioni contrarie agli obblighi inerenti il matrimonio ed ha conseguentemente interpretato il detto distacco come conseguenza del venir meno dell’affectio coniugalis, piuttosto che come causa del fallimento del matrimonio, valorizzando in particolare sotto tale aspetto i comportamenti dei suoceri di lei, che avrebbero indubbiamente messo in difficoltà l’armonia della coppia”.

Da Cassazione.net   la notizia qui