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Corte Costituzionale 200/2009.

Incostituzionali due lettere del decreto sul ridimensionamento degli istituti.

Il governo non può emanare regolamenti per definire il numero delle scuole e la loro distribuzione sul territorio. E non può nemmeno intervenire per ridurre il disagio degli utenti se vengono soppresse le scuole nei piccoli comuni.

Il monito viene dalla Corte costituzionale, che il 20 luglio 2009 ha dichiarato incostituzionale una parte dell’articolo 64 del decreto legge 112/2008: la norma con la quale sono state poste le premesse per tagliare 131mila posti di lavoro nella scuola. La Consulta si è pronunciata per rispondere ad alcune regioni, che avevano presentato dei ricorsi lamentando invasioni di campo da parte del governo in ambiti di loro competenza.

In particolare per quanto riguarda i cosiddetti piani di dimensionamento, che sono i provvedimenti con i quali le regioni decidono il numero e la distribuzione delle scuole sul loro territorio.

E la Corte costituzionale ha dato loro ragione. I giudici della Consulta hanno spiegato che il governo può emanare regolamenti sulle norme generali dell’istruzione, perché si tratta di un ambito in cui lo Stato ha competenza legislativa esclusiva…[continua…]

Da Cittadino Lex  la notizia qui

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