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Il datore di lavoro deve tenere conto della condotta complessivamente corretta.

Cassazione 14586/2009

di Roberto Codini
Non si può licenziare il lavoratore che si allontana dal posto di lavoro quando sia stato sempre corretto e diligente e non abbia recato alcun danno alla società.

Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione annullando con rinvio una sentenza della Corte di Appello di Torino che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente di una società che aveva abbandonato per un brevissimo lasso di tempo il posto di lavoro, peraltro rimanendo nella sede lavorativa. In primo grado, infatti, il Tribunale di Biella aveva ritenuto illegittima la sanzione disciplinare, mentre i giudici di appello avevano ritenuto che, ai fini della legittimità del licenziamento, si dovesse tenere conto che la condotta del dipendente aveva determinato il blocco, anche se per un breve tempo, delle macchine e che il dipendente aveva abbandonato il posto di lavoro del quale aveva la responsabilità, per di più in orario notturno, quando i controlli dei superiori erano minori.

Contro la sentenza di appello il dipendente licenziato aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici del merito non avevano tenuto conto della lunga carriera lavorativa, dell’assenza di precedenti sanzioni e della mancanza di qualsiasi danno alla produzione, oltre che della possibilità di una sanzione diversa dal licenziamento prevista dal contratto collettivo…[continua…]

Da Azienda Lex   la notizia qui

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