Cassazione, sentenza n. 2734/2010.

Il dipendente di una società, unico licenziato al termine della procedura di mobilità, chiede al tribunale l’annullamento del licenziamento collettivo intimatogli.

I giudici di primo grado, nel respingere l’istanza del dipendente, rilevano come il lavoratore non ha contestato la procedura né i criteri di scelta, ma solo il fatto che l’azienda non ha assolto compiutamente l’impegno di ricollocare i lavoratori sospesi.

La Corte d’appello, in riforma della decisione di primo grado, stabilisce che la procedura non ha correttamente osservato il vincolo disposto dall’articolo 24 della legge 223/1991 in relazione al requisito numerico dei dipendenti da licenziare, disponendo conseguentemente per il reintegro del lavoratore e il corrispettivo risarcimento del danno…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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