No al licenziamento se il dipendente esce prima dal lavoro ma è sostituito dal collega giovedì, Giu 27 2013 

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Cassazione del 26 giugno 2013 n. 16095

E’ sproporzionato il licenziamento inflitto a un dipendente se questi va via dal posto di lavoro mezz’ora prima ma, nel frattempo, è sostituito dal collega del turno successivo arrivato in anticipo. La Cassazione, chiamata a disciplinare un caso simile, ha stabilito infatti che, in tal caso, sebbene vi sia l’abbandono del posto, la condotta risulta meno grave perché la postazione non è restata a lungo scoperta

Secondo la Suprema Corte, il recesso per giusta causa da parte del datore di lavoro è legittimo solo quando la condotta addebitata al lavoratore è in grado di ledere effettivamente, per sempre, il rapporto di fiducia con il datore, impedendone la prosecuzione senza che ne derivi un danno all’azienda…continua a leggere

Da La Legge per Tutti

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Il licenziamento per scarso rendimento è possibile in caso di evidente violazione dell’obbligo di diligente collaborazione mercoledì, Giu 26 2013 

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Cassazione Sezione Lavoro n. 14758 del 12 giugno 2013.

Ricorre l’ipotesi del licenziamento per scarso rendimento qualora sia risultato provato sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente – ed a lui imputabile – in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione dei lavoratori e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali ad una media di attività fra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione…continua a leggere

Da Legge e Giustizia

Droga, sanzione amministrativa per il consumo di gruppo lunedì, Giu 24 2013 

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Il consumo di droga in gruppo non è reato. Anche dopo la modifica del 2006, a opera della legge Fini-Giovanardi, del cosiddetto Testo unico sugli stupefacenti, l’acquisto e la detenzione per uso personale, se avvenuto sin dall’inizio anche per altri soggetti, integra un illecito amministrativo.

Lo hanno ribadito le Sezioni unite della Cassazione, con la sentenza 25401/2013…continua a leggere

Da Il Sole 24 Ore

Fisco, da oggi controlli sui conti correnti lunedì, Giu 24 2013 

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Si intensifica la lotta delle autorità italiane contro l’evasione fiscale. Da lunedì l’agenzia delle Entrate potrà avvalersi di un nuovo strumento che, secondo alcuni osservatori, potrebbe determinare la fine del segreto bancario.

L’inizio della settimana sarà segnato dal varo del Sid, Sistema interscambio dati, grazie al quale l’Agenzia delle entrate potrà ottenere automaticamente dalle banche le informazioni relative ai conti correnti degli italiani…continua a leggere

Da Il Velino

Violazione degli obblighi familiari anche nelle coppie di fatto venerdì, Giu 21 2013 

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Cassazione n. 15481 del 20 giugno 2013

La donna non spostata, abbandonata dal convivente con un figlio da assistere, ha diritto a chiedere tutela al tribunale e ottenere, eventualmente, il risarcimento del danno da violazione degli obblighi familiari. E questo, appunto, anche se manca una famiglia in senso stretto.

A dirlo, è la Suprema Corte in una sentenza pubblicata ieri che apre ulteriormente le porte alle coppie conviventi “more uxorio”, in linea con le recenti scelte del legislatore…continua a leggere

Da La Legge per tutti

Casa assegnata solo a uno dei figli: gli altri hanno diritto all’indennizzo venerdì, Giu 21 2013 

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l bene assegnato ad un erede si considera come entrato nel suo patrimonio sin dall’inizio, ma c’è il diritto degli altri condividenti a vedersi indennizzati della mancata disponibilità dello stesso. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 5768/13.

Il caso
Una donna, con testamento olografo, nomina unico erede il figlio convivente, stabilendo l’obbligo per quest’ultimo di dare ai fratelli ed alle sorelle la loro “giusta parte”, previo il recupero delle spese da lui sostenute per l’assistenza della testatrice. Fratelli e sorelle ricorrono al tribunale, che assegna in quote indivise la casa (quale bene caduto in successione): condanna l’uomo a rilasciare l’immobile ed a versare oltre 22mila euro a titolo di indennizzo per l’occupazione esclusiva del bene e condanna gli assegnatari a corrispondere al convenuto oltre 149mila euro a titolo di conguaglio.

Le cose cambiano dopo il giudizio di appello, dove l’immobile viene assegnato all’unico erede designato, condannandolo al pagamento dei conguagli in favore degli altri condividenti. Questi fa ricorso per cassazione…continua a leggere

Da La Stampa

Licenziamento per superamento del periodo di comporto e mobbing giovedì, Giu 20 2013 

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Con sentenza n. 14643 del 11 giugno 2013, la Cassazione ha affermato che è illegittimo il licenziamento del dipendente per il superamento del periodo di comporto se la malattia (frequenti stati depressivi, ansie e crisi di panico) è dipeso dal mobbing subìto all’interno dell’azienda…la sentenza integrale la trovi qui

Da Dpl Modena

Il mobbing è una condotta persecutoria lesiva della salute e della personalità del dipendente giovedì, Giu 20 2013 

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Cassazione dell’11 giugno 2013

Per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità…continua a leggere

Da Legge e Giustizia

 

Prima casa: lo Stato non la può pignorare, le banche sì mercoledì, Giu 19 2013 

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Dopo una riunione fiume, lo scorso 15 giugno, il governo Letta ha licenziato il “decreto del fare” ( ☞ tutte le misure previste): tra gli ottanta punti previsti dal decreto, quello che ha riscosso l’immediato interesse dei media e dell’opinione pubblica è stato l’impignorabilità della prima casa. Come riporta il comunicato stampa pubblicato dal sito del Governo, alla voce “semplificazione fiscale – Pignorabilità delle proprietà immobiliari”:

Se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato innalzato da 20mila a 120mila euro. L’esecuzione dell’esproprio può essere resa effettiva non prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, mentre in passato erano sufficienti 4 mesi.

Per quanto riguarda le imprese, i limiti alla pignorabilità già presenti nel codice di procedura civile per le ditte individuali sono estesi alle società di capitale e più in generale alle società dove il capitale prevalga sul lavoro…continua a leggere

Da Linkiesta

Il marito geloso taglia i capelli alla moglie: non è cortesia, ma violenza privata martedì, Giu 18 2013 

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La condotta del marito non era, come sostenuto dalla difesa, un aiuto alla moglie che cercava di tagliarsi i capelli da sé, ma l’imposizione di un comportamento in violazione della libertà morale della donna. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 10413/13.

Il caso
Un uomo è condannato in entrambi i gradi di merito per violenza privata aggravata (art. 610 c.p.), in quanto, per gelosia, ha imposto alla moglie, brandendo le forbici, di subire il taglio dei capelli. L’imputato fa ricorso, sostenendo che in realtà i fatti da lui compiuti integrerebbero i reati di ingiuria e minacce; queste ultime, inoltre, non sarebbero state finalizzate al taglio dei capelli, ma ad ottenere chiarimenti su un presunto tradimento della moglie: la donna, infatti, voleva tagliarsi i capelli da sé e il marito l’avrebbe semplicemente aiutata. Per la Cassazione il ricorso non è fondato: i giudici di merito hanno correttamente ricostruito la vicenda, concludendo che effettivamente l’imputato ha minacciato la moglie con le forbici per poi imporle il taglio dei capelli…continua a leggere

Da La Stampa

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