images

l bene assegnato ad un erede si considera come entrato nel suo patrimonio sin dall’inizio, ma c’è il diritto degli altri condividenti a vedersi indennizzati della mancata disponibilità dello stesso. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 5768/13.

Il caso
Una donna, con testamento olografo, nomina unico erede il figlio convivente, stabilendo l’obbligo per quest’ultimo di dare ai fratelli ed alle sorelle la loro “giusta parte”, previo il recupero delle spese da lui sostenute per l’assistenza della testatrice. Fratelli e sorelle ricorrono al tribunale, che assegna in quote indivise la casa (quale bene caduto in successione): condanna l’uomo a rilasciare l’immobile ed a versare oltre 22mila euro a titolo di indennizzo per l’occupazione esclusiva del bene e condanna gli assegnatari a corrispondere al convenuto oltre 149mila euro a titolo di conguaglio.

Le cose cambiano dopo il giudizio di appello, dove l’immobile viene assegnato all’unico erede designato, condannandolo al pagamento dei conguagli in favore degli altri condividenti. Questi fa ricorso per cassazione…continua a leggere

Da La Stampa

Annunci