Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia mercoledì, Lug 16 2008 

Arrivano anche per i 500mila dipendenti di Regioni ed enti locali le prime indicazioni operative sul taglio agli stipendi nei primi 10 giorni di malattia, disposto dall’articolo 71 del Dl 112/2008. Le conseguenze non sono positive per gli interessati, e la misura si rivela più incisiva del previsto.

Rispondendo al quesito di un’amministrazione, punta dell’iceberg di pressioni sindacali che si sono attivate negli enti locali, l’Aran ha messo nero su bianco un elenco di 12 voci stipendiali colpite dalla stretta antiassenteismo, in cui rientrano anche indennità di comparto, retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa, cioè dei dipendenti di categoria D che in virtù di un incarico a termine svolgono mansioni tipiche di un livello superiore, e indennità di direzione e staff per il personale dell’ex ottava qualifica funzionale.

Tutte queste voci, insieme con le remunerazioni più specifiche ( turno, orario notturno e tempo potenziato), rientrano nello stop imposto nei primi dieci giorni di malattia dal Dl 112, che salva solo il «trattamento fondamentale». Di quest’ultimocapitolo fanno parte solo stipendio tabellare, tredicesima e progressione orizzontale che, in quanto «forma di carriera esclusivamente retributiva», di fatto si traduce in un aumento del tabellare.

Salvi, ma assai più rari, sono anche le retribuzioni individuali di anzianità precedenti alla scomparsa degli scatti a fine anni ’80 e gli eventuali assegni ad personam nati dall’esigenza di mantenere la retribuzione individuale di chi prima occupava posti meglio pagati…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Vedi anche: Statali: ‘fannulloni’ pronti al ricorso – Sul piede di guerra contro Brunetta

Vedi anche: Brunetta dichiara guerra ai falsi malati

La falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro non comporta necessariamente la legittimità del licenziamento disciplinare martedì, Giu 5 2007 

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(Corte di Cassazione, sez. lavoro, sentenza 20.4.2007 n. 9414 – Avv. Giuseppe Salvi).

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 9414 del 20 aprile 2007, ha sancito l’illegittimità dell’irrogazione della massima sanzione disciplinare del licenziamento comminata ad un lavoratore dipendente a causa della falsa attestazione, effettuata sul registro aziendale, della propria presenza sul luogo di lavoro.

La Suprema Corte, in applicazione del principio di proporzionalità di cui all’art. 2106 del codice civile, rilevando che il giorno successivo a quello nel quale il lavoratore aveva attestato falsamente la propria presenza in azienda quest’ultimo aveva svolto una prestazione lavorativa “abnorme”, prottrattasi dalle ore 2,45 del mattino alle 21,30 della sera, ha ritenuto che l’illecito comportamento del dipendente non fosse tale da compromettere in modo necessario il livello di fiducia esigibile da chi è chiamato a ricoprire il delicato incarico di preposto ad un filiale di un’azienda.

 La Corte di Cassazione ha, quindi, ritenuto che, nel caso di specie, il dipendente non meritasse la massima sanzione del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, non escludendo, comunque, la facoltà del datore di lavoro di irrogare nei confronti del lavoratore una diversa e meno afflittiva sanzione disciplinare, sussistendone tutti i presupposti soggettivi ed oggettivi.

Da La Previdenza.it    la notizia qui

Visita controllo domiciliare: assenza ingiustificata del lavoratore martedì, Mag 22 2007 

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Di seguito segnaliamo la procedura da osservare in caso di assenza del lavoratore alla visita di controllo domiciliare.

Il medico, in caso di assenza del lavoratore alla visita di controllo domiciliare, deve informare il lavoratore e la sede dell’INPS che, a sua volta, avvisa il datore di lavoro ed invitare il lavoratore per il giorno successivo, non festivo, alla visita di controllo ambulatoriale.

Se il lavoratore non si reca a tale visita, l’INPS ne dà comunicazione al datore di lavoro ed invita il lavoratore a da dare spiegazioni in merito entro 10 giorni.

Giurisprudenza: Corte Cost. 26 gennaio 1988 n. 78, ha così disciplinato la materia:

1) l’assenza alla prima visita di controllo comporta la totale perdita di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia;

2) l’assenza anche alla seconda visita di controllo comporta, oltre alla sanzione prevista dal punto 1, la riduzione del 50% del trattamento economico per il restante periodo;

3) l’assenza anche alla terza visita di controllo determina l’interruzione dell’erogazione dell’indennità economica da parte dell’INPS da quel momento fino al termine del periodo di malattia.

Sanzioni disciplinari: l’assenza del lavoratore configura in ogni caso un’inadempienza anche nei confronti del datore di lavoro, sussistendo l’interesse d iquest’ultimo a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa del proprio dipendente. In conseguenza a ciò il lavoratore può essere sanzionato in  relazione alla gravità del caso, sino ad arrivare anche al licenziamento.

Vedi anche: Pagina Facebook Studio Legale Associato Mei & Calcaterra

Vedi anche: Le assenze dal domicilio del dipendente malato in occasione delle visite di controllo possono giustificare il licenziamento

Curarsi alle terme senza permesso dell’azienda, solo sanzione disciplinare venerdì, Apr 6 2007 

terme.jpg La Corte di Cassazione con sentenza n. 8402 del 4 aprile 2007, ha stabilito che andare alle terme, per curarsi l’artrite, senza l’autorizzazione dell’azienda non costituisce motivo di licenziamento, al più solo un richiamo o una sanzione disciplinare.