La Class action non sarà retroattiva giovedì, Mag 7 2009 

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Un emendamento del Pdl cancella possibilità di azioni collettive contro gli scandali finanziari degli ultimi anni.

ROMA
La Class action sarà introdotta senza valore retroattivo. «C’è un emendamento in questo senso del senatore Alberto Balboni (Pdl, ndr)», riferisce il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl) a margine dei lavori in senato. Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione industria sono possibili azioni di classi contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l’emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività.

L’azione di classe arriverà in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l’approvazione del Collegato Sviluppo, ora all’esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. L’ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull’energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

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Clausole elastiche nei contratti part-time lunedì, Mar 2 2009 

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La Corte di Cassazione con Sentenza n.1721 del 23 Gennaio 2009 ha stabilito che le clausole elastiche, che permettono al datore di lavoro di determinare l’orario in un contratto a tempo parziale, sono illegittime.

Di conseguenza, il contratto di lavoro a tempo parziale risulta comunque valido, ma vi deve essere integrazione del trattamento economico del lavoratore, se questo dimostri la maggiore penosità ed onerosità della prestazione lavorativa svolta per un tempo maggiore rispetto a quello stabilito dal contratto.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Il commercialista- curatore che danneggia il fallimento è coperto dall’assicurazione lunedì, Feb 23 2009 

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Cass. III sez. civ. Sentenza n. 2460/09

La Cassazione ha stabilito che il rischio assicurato per il commercialista riguarda anche l’attività di curatore, perché il professionista resta un privato anche quando nell’ambito della sua attività svolge un incarico giudiziario che implica l’esercizio di poteri pubblici.

Pertanto, nell’attività professionale di curatore è tenuto indenne anche per il danno ingiusto cagionato alla procedura concorsuale.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Bancarotta fraudenta per il factotum della società quando è “amministratore di fatto” venerdì, Feb 20 2009 

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Risponde di bancarotta il factotum di una società quando, anche senza incarico ufficiale, esercita in via di fatto le funzioni di amministratore che nello statuto risultano appartenere ad altro soggetto. E’ quanto stabilito dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 7044 del 18 febbraio scorso.

“Nei reati di bancarotta in ambito societario, soggetto attivo può essere anche colui che svolga in via di mero fatto, come nella specie le funzioni di amministratore, poiché le fattispecie legali non introducono alcuna distinzione tra ruolo corrispondente ad una carica formale ed analoga funzione esercitata in via di fatto.

(Cass., sez. V, 05 giugno 2003, n. 36630).
E tale funzione può ricavarsi dall’inserimento del soggetto, in qualsiasi momento dell'”iter” di organizzazione, produzione e commercializzazione dei beni e servizi (Cass. sez. I, 12 maggio 2006, n. 18464).”…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Crac Parmalat, dieci anni a Tanzi venerdì, Dic 19 2008 

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I giudici: è colpevole di aggiotaggio, falso dei revisori, ostacolo a Consob. Tutti assolti invece gli altri imputati.

MILANO
Dopo una giornata e mezza passata in camera di consiglio i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano arrivano in aula alle 19.30 con una sentenza sorprendente. Calisto Tanzi, condannato a 10 anni di reclusione, è in pratica considerato l’unico responsabile dell’aggiotaggio.

I giudici hanno assolto gli uomini di Bank of America, la stessa banca statunitense come responsabile civile, i componenti indipendenti del consiglio di amministrazione e Giovanni Bonici che fu il manager di Parmalat Venezuela. Tanzi dovrà risarcire Bank Of America, l’istituto di credito chiamato in causa dalla procura come corresponsabile, con 80 mila euro. È forse questo l’aspetto più clamoroso della sentenza, pari forse solo al verdetto recentemente emesso negli Stati uniti dove è stato deciso che Enrico Bondi commissario della nuova Parmalat dovrà risarcire Citibank…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

Il governo salva Geronzi, Tanzi e Cragnotti giovedì, Ott 9 2008 

Sorpresa nel decreto Alitalia: reati non perseguibili se non c’è il fallimento.
Ad accorgersene per prima Milena Gabanelli, l’autrice della trasmissione Report.

ROMAUn’altra? Sì, un’altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un’altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia.

Non se ne accorge nessuno, dell’opposizione s’intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d’una “bomba atomica” destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.

Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L’emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l’impresa si trovi in stato di fallimento…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico venerdì, Mar 14 2008 

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La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico – Ai fini penali –

Il rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, a seguito della disciplina introdotta con il decreto legislativo n. 165 del 2001, ha assunto connotazioni privatistiche. Ne deriva che non può rientrare nella nozione di “atto pubblico” oggetto di tutela penale un’attività della pubblica amministrazione relativa alla gestione del rapporto con il dipendente, come la determinazione della retribuzione in base alle risultanze del cartellino di presenza. La non veridicità di tale determinazione, per effetto di irregolari annotazioni su tale cartellino, non configura falso in atto pubblico.

L’atto infatti viene posto in essere dall’organo amministrativo con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro ed è destinato ad operare esclusivamente nell’ambito delle paritetiche posizioni contrattuali delle parti (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 9045 del 28 febbraio 2008, Pres. Nardi, Rel. Ferrua).

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Il cessionario di un ramo d’azienda non può dar corso ad una procedura di riduzione del personale avviata in precedenza dal cedente mercoledì, Mar 12 2008 

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IL CESSIONARIO DI UN RAMO D’AZIENDA NON PUO’ DAR CORSO AD UNA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE AVVIATA IN PRECEDENZA DAL CEDENTE – In base alla legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 4334 del 20 febbraio 2008, Pres. Mattone, Rel. Miani Canevari).

Nell’aprile del 1996 la società Italcatering ha avviato, in base alla legge n. 223 del 1991, una procedura di riduzione del personale comunicando alle organizzazioni sindacali l’intenzione di licenziare 75 dipendenti.

La procedura si è conclusa il 6 giugno 1996 senza che l’azienda abbia raggiunto un accordo con i sindacati. Con effetto dal 1 luglio 1996 l’Italcatering ha ceduto alla società Sir il ramo di azienda interessato dalla annunciata riduzione di personale. Il 13 agosto 1996 la cessionaria ha effettuato il licenziamento del personale addetto al ramo d’azienda trasferitole, facendo riferimento alla procedura svolta in precedenza dalla Italcatering. Antonio R. ed altri lavoratori licenziati hanno impugnato i licenziamenti davanti al Pretore di Roma, sostenendo che alla Sir non era consentito avvalersi delle procedure in precedenza svolte dalla Italcatering.

Il Pretore ha ritenuto inefficaci soltanto due licenziamenti mentre ha respinto le domande proposte dagli altri lavoratori. Questa decisione è stata riformata, in grado di appello, dal Tribunale di Roma che ha dichiarato inefficaci tutti i licenziamenti, ha ordinato la reintegrazione dei lavoratori licenziati ed ha condannato l’azienda al risarcimento del danno in base all’art. 18 St. Lav…[continua…]

Da Legge e Giustizia    la notizia qui

Cirio: a giudizio Cragnotti, Fiorani e Geronzi martedì, Set 25 2007 

Andranno alla sbarra per bancarotta fraudolenta con altri 32 imputati. Il processo comincerà il 14 marzo prossimo.

MILANO – Dopo oltre un anno di udienze l’inchiesta sul crac del gruppo Cirio è giunta alla conclusione. Il giudice Barbara Callari ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex patron del gruppo, Sergio Cragnotti, del presidente di Capitalia e del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi, dell’ex ad dell’allora Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani e di altri 32 imputati tranne gli esponenti del gruppo Sanpaolo. Saranno processati per bancarotta fraudolenta per il crac del gruppo Cirio che nel 2003 fece andare in default obbligazioni per 1.125 miliardi di euro emesse fra il 2000 e il 2002. Il processo comincerà il 14 marzo prossimo davanti alla prima sezione penale del Tribunale.

GLI ALTRI A PROCESSO – Rinviati a giudizio anche i familiari di Cragnotti, i figli Andrea, Elisabetta e Massimo, il genero Filippo Fucile, e la moglie Flora Pizzichemi. Prosciolti invece dalle accuse, nove imputati tra cui gli ex dirigenti del San Paolo Imi, Rainer Masera, Massimo Mattera e Luigi Maranzana. Assolto l’unico imputato che aveva fatto ricorso al rito abbreviato, Antonio Petrucci ex componente del collegio sindacale di Cirio holding. Il gup ha accolto le richieste di rinvio a giudizio fatte dalla Procura nel maggio di due anni fa e ribadite prima dell’estate nella requisitoria pronunciata dai pubblici ministeri nel corso dell’udienza preliminare.

Da Corriere della Sera   la notizia qui

Processo Parmalat, rinvii a giudizio per Tanzi, Tonna e Geronzi giovedì, Lug 26 2007 

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Danni morali, rimborsi per 40 milioni ai risparmiatori.

L’ex patron Calisto Tanzi e Fausto Tonna, ex numero uno e direttore finanziario della Parmalat, uno dei registi dei bilanci truccati, sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta nell’ambito del filone principale del processo sul crac da 14 miliardi dell’azienda alimentare. L’imputazione per Tanzi è per i reati di associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta. Proscioglimento per alcuni capi e sottocapi d’accusa, quale ad esempio l’associaziazione a delinquere riferita alla quotazione in Borsa. Il dibattimento inizierà in aula il 14 marzo 2008. Questo l’esito dell’ultima udienza preliminare, raccolta in un documento di 508 pagine, che si è svolta a Parma. Rinvio a giudizio anche per Cesare Geronzi, neo presidente del consiglia di sorveglianza di Mediobanca e numero uno di Capitalia, imputato per bancarotta e usura nel filone Ciappazzi del procedimento (gli altri due sono Parmalat e Parmatour), che nel febbraio 2006 gli era costato un’interdizione di due mesi.

Il gup Domenico Truppa ha mandato a giudizio 66 imputati in tutto: 23 riguardano Parmalat, 32 il filone del turismo, 8 Capitalia, 2 la truffa riguardante l’Emilia Romagna Factor e 1 il caso Ributti. Alcuni imputati, come Calisto Tanzi, sono stati rinviati a giudizio per più di un filone d’inchiesta. Nove invece i proscioglimenti: per lo più si tratta di imputati, come l’ex numero uno del Monte Paschi Siena, Carlo Zini, che si erano occupati dello sbarco in Borsa che il giudice non ha ritenuto operazione dolosa. Ratificati infine, come da previsione, i 16 patteggiamenti per cui i Pm avevano già dato il proprio consenso….[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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