Sicurezza sul lavoro – Infortunio – Rischio improprio venerdì, Feb 26 2010 

CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI – 4 febbraio 2010, n. 514

L’indennizzabilità dell’infortunio sussiste anche nell’ipotesi di rischio improprio, non intrinsecamente connesso, cioè, allo svolgimento delle mansioni tipiche del lavoro svolto dal dipendente, ma insito in un’attività prodromica e strumentale e, comunque, ricollegabile al soddisfacimento di esigenze lavorative, rimanendo irrilevante l’eventuale carattere meramente occasionale di detto rischio, dal momento che va ritenuto estraneo alla nozione legislativa di occasione di lavoro il carattere di normalità o tipicità del rischio protetto.

Conseguentemente l’occasione di lavoro è configurabile anche nel caso di incidente occorso durante la deambulazione all’interno del luogo di lavoro (Cass. civ., Sez. lav., 4 agosto 2005, n. 16417)…[continua…]

Da Ambiente e Diritto   la notizia qui

 

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Obbligo di assunzione dei soggetti disabili e quote di riserva mercoledì, Feb 24 2010 

Consiglio di Stato – Decisione 19 gennaio 2010 , n. 177 – Dario Immordino)

L’obbligo di assunzione di soggetti disabili deve avere come presupposto una scopertura della relativa quota di riserva, ma con riferimento alla quota prevista a regime e senza alcuna non prevista sommatoria di discipline eccezionali di favore, implicanti un diverso temporaneo criterio di calcolo, ovvero un regime di gradualità.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 177 del 19 gennaio 2010, le cui statuizioni mirano a riportare chiarezza in relazione al rapporto del regime ordinario con il coacervo di norme speciali intervenute nella materia in oggetto.

Secondo il Collegio ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di assunzione dei soggetti disabili, vigente l’art. 17 della legge 12 marzo 1999 n. 68 – che prevede la fissazione di una quota di riserva pari al 7% dei lavoratori occupati per i datori di lavoro pubblici o privati con più di 50 dipendenti -, il presupposto necessario e sufficiente a cui fare riferimento è la scopertura della relativa quota di riserva con riferimento alla quota prevista a regime e senza alcuna non prevista sommatoria di discipline eccezionali di favore, implicanti un diverso temporaneo criterio di calcolo, ovvero un regime di gradualità…[continua…]

Da La Previdenza    la notizia qui

La riconoscibilità della malattia professionale da costrittvità organizzativa e la recente sentenza 1576/2009 del Consiglio di Stato mercoledì, Lug 22 2009 

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Articolo della D.ssa Silvana Toriello.

Secondo il Testo Unico che disciplina l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro sono malattie professionali quelle contratte nell’esercizio e a causa del lavoro e più nello specifico delle lavorazioni cd. tabellate, in quanto tali lavorazioni rientrino tra quelle previste all’art. 1 e cioè siano ricomprese tra le attività protette.

La Corte Costituzionale, con sentenza n.179 del 18 febbraio 1988 ha dichiarato illegittimo l’art. 3 del T.U. nella parte in cui limita la tutela alle sole malattie tassativamente elencate nelle tabelle.

In base a tale sentenza è stato introdotto di fatto il sistema misto per effetto del quale sono tutelate sia le malattie cd tabellate che quelle non tabellate delle quali il lavoratore sia in grado di dimostrare l’origine lavorativa…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Nelle gare legittimo chiedere più garanzie di quelle di legge venerdì, Feb 13 2009 

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Le stazioni appaltanti possono esigere dalle imprese in gara requisiti più rigorosi.

Consiglio di Stato 525/2009.

E’ legittimo richiedere alle imprese che partecipano alle gare di appalto requisiti di capacità economica e finanziaria più rigorosi e superiori rispetto a quelli minimi previsti dalla legge.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha così accolto il ricorso di una società che si era vista annullare l’aggiudicazione dell’appalto per la gestione dei servizi di pulizia e sanificazione presso le strutture di un’azienda sanitaria poiché le condizioni di gara erano state ritenute non adeguate dai giudici amministrativi di primo grado dietro ricorso di un’altra impresa concorrente. Infatti la disciplina di gara non appariva ragionevole, in particolare nella parte in cui prevedeva, quale requisito di partecipazione, il possesso di un patrimonio netto pari ad almeno due milioni di euro e nella parte in cui stabiliva che, qualora le imprese avessero dato vita ad una associazione temporanea di imprese (ATI) per poter partecipare, il patrimonio doveva essere posseduto almeno per il 60% dall’impresa mandataria e per almeno il 40% dalle imprese mandanti…[continua…]

Da Azienda Lex    la notizia qui

Una copia del documento di identità è sufficiente per più dichiarazioni sostitutive giovedì, Nov 6 2008 

56570436Un altro intervento del Consiglio di Stato in tema di allegazione di copie del documento di identità alla dichiarazione sostitutiva.

Infatti, lo scorso 20 ottobre ha chiarito che, in presenza di più dichiarazioni sostitutive, è sufficiente la produzione di una sola copia del documento di identità.

Come noto, sul punto, vi sono state opinioni contrastanti.

In particolare, con sentenza del 24 gennaio 2007 n. 484, il T.A.R. Lazio – Roma aveva ritenuto che, ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. 445/00, la copia del documento di identità ha una sua specifica funzione e serve ad accertare la provenienza del documento cui è allegata.

Pertanto, secondo questa ricostruzione, ogni singola autodichiarazione necessiterebbe di una copia del documento di identità, essendo, dunque, legittima l’esclusione dalla gara di un concorrente che ne abbia prodotto soltanto una copia…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Permessi allattamento per il padre venerdì, Ott 31 2008 

Il Consiglio di Stato con Sentenza N. 4293/2008 ha stabilito che i permessi allattamento fino al compimento di un anno di età del bambino possono spettare anche al lavoratore padre qualora la moglie svolga l’attività di casalinga.

Da Studio Ciocioni  la notizia qui

Lombardia,aborto:è scontro giovedì, Ott 9 2008 

Consiglio di Stato boccia la Regione.

Non accenna a ridursi lo scontro sulla regolamentazione dell’interruzione di gravidanza in atto alla regione Lombardia. Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che la Regione non può ridurre (da 24 a 22 settimane) il limite sull’interruzione volontaria di gravidanza. Ma i principali ospedali lombardi, sostenuti proprio dalla regione ribattono:”Da noi non cambierà nulla”.

In sostanza l’organo supremo della giustizia amministrativa aveva confermato una pronuncia del Tar del maggio scorso ed ha bocciato le linee guida adottate a gennaio dalla regione in materia di applicazione della legge 194.

L’azione legale era stata promossa da otto medici milanesi, supportati dalla Cgil. Il Pirellone aveva così stabilito che in Lombardia l’interruzione terapeutica di gravidanza (necessaria per gravi malformazioni del feto) potesse essere praticata solo entro la ventiduesima settimana e tre giorni, e non entro la ventiquattresima come avveniva ancora in diversi ospedali.

Da qui la dura battaglia con i movimenti femministi e il centrosinistra secondo cui le linee guida regionali, di fatto, servivano solo a creare un clima ostile all’aborto e limitare l’applicazione della 194. Il tribunale amministrativo non è entrato nel merito della questione ma ha in sostanza detto che la decisione sull’aborto terapeutico deve essere presa dal medico come dice la legge e non dalle linee guida regionali…[continua…]

Da Tgcom   la notizia qui

L’astensione facoltativa deve essere computata a tutti gli effetti nell’anzianità di servizio lunedì, Dic 3 2007 

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Consiglio di stato, Sez. VI, 13 novembre 2007, n. 5797 – Gesuele Bellini

I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità devono essere computati, a tutti gli effetti, nell’anzianità di servizio. Così ha stabilito il Consiglio di Stato, sezione sesta, nella sentenza n. 5797, del 13 novembre 2007. Il caso ha riguardato una insegnante supplente, la quale inserita in una graduatoria provinciale permanente, si era vista attribuire dal Provveditorato agli studi un punteggio inferiore a quello maturato, in quanto era stato escluso da quest’ultimo il periodo di astensione facoltativa ex art. 7, comma 1, L. n. 1204/1971 dalla stessa fruito.

L’interessata proponeva ricorso al TAR che lo respingeva e, per questo, adiva al Consiglio di Stato, dogliandosi della violazione ed erronea applicazione dell’art. 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204. L’alto Consesso, il quale ha accolto il ricorso, ha fatto affermato che in base al dato letterale della disciplina dell’astensione facoltativa si ricava che la stessa è equiparata all’effettiva prestazione di servizio, con l’eccezione degli effetti delle ferie, della tredicesima mensilità e della gratifica natalizia; lettura questa che trova anche conferma nella stessa ratio dell’istituto.

Invero, continua il Collegio, la circostanza che l’astensione facoltativa sia fruibile a scelta dell’interessata, non toglie che essa è rivolta alla tutela della prole, ossia al soddisfacimento di esigenze intimamente compenetrate, in un’ottica di naturale continuazione, con la tutela della maternità naturale posta a fondamento dell’astensione obbligatoria. Questi elementi, per il Consiglio di Stato – che si riallaccia a un consolidato indirizzo giurisprudenziale (Cons. Stato, sezione VI, 26 aprile 2002, n. 2254; Cons. Stato, sezione VI, 9 aprile 2000. n. 2038; sezione II, parere 17 ottobre 1990; Cons. Stato, sezione VI, 16 maggio 2001, n. 2760) – escludono la possibilità di differenziare la computabilità dell’astensione obbligatoria e di quella facoltativa alla stregua di servizio effettivamente prestato.

Da La Previdenza  la notizia qui

Lavoro straordinario nella PA: le condizioni per la retribuibilità mercoledì, Set 26 2007 

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Per il pagamento occorre l’autorizzazione della P.A.

Con la sentenza del 7 settembre 2007, n. 4702, la sezione quinta del Consiglio di Stato, si è pronunciata sulla retribuibilità del lavoro straordinario nella PA, stabilendo che può essere pagato solo se è stato autorizzato ovvero se l’amministrazione ha valutato le concrete esigenze dei propri uffici per evitare il sistematico ed indiscriminato ricorso alle prestazioni straordinarie.

Fatto e diritto
Un impiegato comunale si era rivolto al Tar perché accertasse il diritto al compenso per 904 ore di lavoro straordinario svolto nell’arco di 7 anni.
Il Tar aveva però ritenuto che il servizio non potesse essere retribuito, poichè era stato svolto senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio cui l’impiegato comunale apparteneva.
Allora l’impiegato comunale si era rivolto al Consiglio di Stato per far modificare la sentenza…[continua…]

Da NewsFood   la notizia qui

Ferie non godute – Compenso sostitutivo – Quando spetta lunedì, Set 10 2007 

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Consiglio di Stato, Sezione quinta, sentenza 13 agosto 2007, n. 443.

L’onere della prova che non sono state concesse ricade sul lavoratore.

Troppo facile sarebbe per il lavoratore, secondo il Consiglio di Stato, sostenere senza dimostrarlo che le ferie non sono state concesse dal datore di lavoro, ai fini del compenso sostitutivo. In altre parole la Sezione quinta del Consiglio di Stato con sentenza del 13 agosto 2007, n. 443 ha sostenuto che non compete alcun compenso sostitutivo al lavoratore se il dipendente non dimostra che le ferie richieste sono state negate dall’amministrazione di appartenenza per esigenze di servizio.

Fatto e diritto
Un dipendente in possesso della 2° qualifica dirigenziale aveva presentato ricorso contro l’amministrazione provinciale ed il giudice di primo grado avrebbe condannato la stessa al risarcimento per il mancato godimento delle ferie.

Le decisioni del Tar
Premesso che per i dipendenti degli enti locali vale il principio di irrinunicabilità del congedo ordinario annuale, fissato dalle disposizioni che disciplinano il rapporto, e quello della sua fruibilità nel corso dell’anno ‘salvo eventuali motivate esigenze di servizio’, con diritto, in questo caso, di cumulo entro il primo semestre dell’anno successivo, il Tar Calabria, adito dall’Amministrazione, aveva accolto solo in parte il ricorso del dipendente argomentando che il giudice di primo grado sarebbe incorso in errore, in quanto avrebbe omesso di considerare che il mancato godimento delle ferie non sarebbe dipeso da fatto imputabile all’Amministrazione, né, in contrario, sarebbero stati forniti, dal dirigente, elementi probatori.
In buona sostanza il Tar lo aveva respinto per la parte relativa alla pretesa corresponsione dei compensi per lavoro straordinario in eccedenza e delle indennità di funzioni di coordinamento non goduti e lo aveva accolto, al contrario per la parte relativa alla monetizzazione delle ferie non godute, condannando l’Amministrazione al pagamento dei relativi importi aumentati di rivalutazione monetaria ed interessi senza applicazione del divieto di cumulo stante l’anteriorità del credito.
Contro tale sentenza il dirigente ha proposto appello….[continua…]

Da Neswfood  la notizia qui

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