Più tutele nei call center venerdì, Giu 14 2013 

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Nei call center outbound, dove sono gli operatori a effettuare le chiamate a potenziali clienti, il contratto di collaborazione a progetto, in base alla riforma del 2012, ha come presupposto il «corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento».

In attesa della contrattazione collettiva, il ministero del Lavoro con la circolare 14/2013 chiarisce che il compenso non potrà essere inferiore, a parità di tempo della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi applicati a figure analoghe, per competenza ed esperienza, al collaboratore a progetto…

Da Il Sole 24 Ore

Può essere licenziato chi invia troppi sms dal cellulare aziendale mercoledì, Mar 24 2010 

Cass. sez. lav. Sentenza n. 5546/2010

La Cassazione ha affermato che anche l’abuso di invio di sms privati può portare alla perdita del posto di lavoro, infatti è stato spiegato che:”il fatto che l’abuso del cellulare di servizio avvenga con l’invio di sms e non con telefonate non esclude l’inadempimento perche’ con l’espressione traffico si intendono comprese tutte le possibili modalita’ di utilizzo dell’apparecchio”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Collegato lavoro: dall’apprendistato al ritorno dello staff leasing le novità del collegato lavoro giovedì, Mar 4 2010 

C’è di tutto di più nel collegato Lavoro, sbarcato, in quarta lettura, a Palazzo Madama. Nel provvedimento, lievitato dagli iniziali 9 articoli del settembre 2008 agli attuali 50, trovano spazio norme di contenuto assai eterogeneo: dalla nuova possibilità per un 15enne di entrare in azienda come apprendista, ai certificati di malattia on line, alla possibilità di impugnare un provvedimento di licenziamento, anche in sede stragiudiziale.

Tra le novità in arrivo, il ritorno dello staff leasing, la revisione della disciplina pensionistica sui lavori usuranti, il riordino delle sanzioni in materia di orario di lavoro e di sommerso.

Nel corso del passaggio alla Camera, sono, invece, saltati i limiti al riscatto dei periodi di congedo di maternità fuori del rapporto di lavoro e la norma sui direttori scientifici.

Confermata, invece, la mini riforma di conciliazione e arbitrato nelle controversie di lavoro e un vero e proprio “condono” su alcuni contenziosi pendenti per mancate trasformazioni di rapporti precari in posti a tempo indeterminato: il datore di lavoro pagherà al lavoratore un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità di retribuzione…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Se il lavoratore fa concorrenza sleale è legittimo il licenziamento senza preavviso mercoledì, Set 16 2009 

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Cass. sez. lavoro sentenza n. 18169/09

La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che: “secondo la costante giurisprudenza di legittimità, che il Collegio condivide i comportamenti del lavoratore che costituiscano gravi violazioni dei suoi doveri fondamentali sono sanzionabili con il licenziamento disciplinare a prescindere dalla loro inclusione o meno tra le sanzioni previste dalla specifica regolamentazione disciplinare del rapporto e anche in difetto della pubblicazione del codice disciplinare, purché siano osservate le garanzie previste dall’art. 7, commi 2 e 3 della legge n. 300/1970”.

Inoltre, visto che l’attuale ricorrente ha violato “un obbligo fondamentale, quale quello sancito dall’art. 2105 cod. civ., poteva prescindersi dall’avvenuta affissione, o meno, del codice disciplinare, la sentenza impugnata ha pertanto applicato correttamente nella fattispecie i principi testé richiamati”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Non licenziabile il lavoratore che si allontana per poco mercoledì, Lug 29 2009 

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Il datore di lavoro deve tenere conto della condotta complessivamente corretta.

Cassazione 14586/2009

di Roberto Codini
Non si può licenziare il lavoratore che si allontana dal posto di lavoro quando sia stato sempre corretto e diligente e non abbia recato alcun danno alla società.

Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione annullando con rinvio una sentenza della Corte di Appello di Torino che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente di una società che aveva abbandonato per un brevissimo lasso di tempo il posto di lavoro, peraltro rimanendo nella sede lavorativa. In primo grado, infatti, il Tribunale di Biella aveva ritenuto illegittima la sanzione disciplinare, mentre i giudici di appello avevano ritenuto che, ai fini della legittimità del licenziamento, si dovesse tenere conto che la condotta del dipendente aveva determinato il blocco, anche se per un breve tempo, delle macchine e che il dipendente aveva abbandonato il posto di lavoro del quale aveva la responsabilità, per di più in orario notturno, quando i controlli dei superiori erano minori.

Contro la sentenza di appello il dipendente licenziato aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici del merito non avevano tenuto conto della lunga carriera lavorativa, dell’assenza di precedenti sanzioni e della mancanza di qualsiasi danno alla produzione, oltre che della possibilità di una sanzione diversa dal licenziamento prevista dal contratto collettivo…[continua…]

Da Azienda Lex   la notizia qui

Immigrato respinto da Atm, il giudice:«L’azienda smetta di discriminare» mercoledì, Lug 22 2009 

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Parzialmente accolto il ricorso del 18enne marocchino. Salvini:sentenza aberrante, i giudici vadano in Marocco.

MILANO – Il Tribunale del lavoro di Milano ha parzialmente accolto il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua, che lamentava di non poter essere assunto dall’Atm (Azienda di trasporti milanesi) a causa di un regio decreto del 1931 che prevede la cittadinanza italiana o europea per lavorare nel trasporto pubblico. L’immigrato aveva presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Milano che aveva respinto un suo primo ricorso. Il collegio presieduto dal giudice Chiarina Sala ha dichiarato il «carattere discriminatorio» del comportamento dell’azienda, ordinando ad Atm «la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici».

LA DISCRIMINAZIONE – Il tribunale di Milano ha stabilito che la permanenza del requisito di una determinata cittadinanza, ai fini dell’assunzione, «verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il “non cittadino”». I giudici hanno pertanto accolto le richieste del marocchino, salvo il risarcimento danni, e «accertato il carattere discriminatorio del comportamento di Atm Spa» hanno ordinato all’azienda «la cessazione del comportamento e la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione»…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Lavoro occasionale accessorio: il limite al compenso è netto per il lavoratore martedì, Lug 14 2009 

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Inps cir. 9 luglio 2009, n. 88.

L’Inps, in funzione dell’evoluzione normativa (da ultimo art. 7, D.L. n. 5/2009, legge n. 33/2009) in materia di lavoro occasionale di tipo accessorio ex art. 70, D.lgs. n. 276/2003, con particolare riguardo all’ampliamento del campo di applicazione (studenti, casalinghe, pensionati, percettori di prestazioni integrative del reddito) e all’estensione, in alcuni casi, a tutti i settori produttivi, fornisce importanti precisazioni sull’utilizzo di tale tipologia contrattuale.

In particolare precisa che il limite del compenso di 5.000 euro per anno solare, con riferimento al singolo committente, va inteso, in analogia con i criteri che regolano le posizioni assicurative nella gestione separata, come netto per il prestatore di lavoro. Conseguentemente, per il committente il limite reddituale risulta fissato in 6.660 euro.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

La Corte Costituzionale salva i precari martedì, Lug 7 2009 

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La Consulta boccerà la norma:costrasta il principio di uguaglianza. La Cgil: sentenza giusta e doverosa.

La Corte Costituzionale si avvia a bocciare la norma anti-precari che, nell’agosto dello scorso anno, ha tentato di arginare gli effetti dei numerosi ricorsi dei lavoratori a termine delle Poste che si erano rivolti al giudice per ottenere un’assunzione a tempo indeterminato.

Una norma inclusa nella manovra della scorsa estate e su cui erano già sorti dubbi di costituzionalità, dubbi ritenuti non infondati dalla corte d’appello di Bari che, ad ottobre, si era rivolta alla Consulta per decidere sulla legittimità della norma sollevata dal legale di una dipendente di Poste Italiane.

Secondo indiscrezioni apprese dall’agenzia di stampa Ansa, la Corte avrebbe deciso che la norma sarebbe in contrasto con il principio di uguaglianza in quanto prevede un trattamento diverso per le violazioni della legge sul contratto di lavoro tra lavoratori che hanno fatto causa prima o dopo il 22 agosto del 2008…[continua…]

Da La Stampa    la notizia qui

Bonus precari: come richiederlo mercoledì, Giu 10 2009 

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A favore dei lavoratori precari, ed in particolare di quelli con un contratto di collaborazione a progetto, il Governo ha messo a punto il cosiddetto “bonus precari” grazie al quale al soggetto che, lavorando per un solo committente, ha perso o perderà il posto di lavoro, potrà essere riconosciuta una somma pari al 20% di quella percepita nell’anno precedente.

A ricordarlo è l’Associazione Altroconsumo che, sul proprio sito Internet, ha messo a disposizione degli interessati il modulo INPS che si può scaricare per presentare la domanda.

I contributi di sostegno al reddito per i lavoratori precari co.co.pro. che perdono il posto di lavoro sono validi anche per l’anno 2010 e 2011, ma in tal caso viene riconosciuto solamente il 10% del reddito percepito dal lavoratore precario nell’anno precedente…[continua…]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Ricongiungimento familiare anche per chi non ha il lavoro fisso mercoledì, Giu 3 2009 

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Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 20 maggio 2009 n. 11803.

Gli immigrati hanno diritto al ricongiungimento familiare con i propri figli anche se non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza 11803/2009 che ha respinto il ricorso del Ministero dell’Interno contro il decreto del tribunale di Milano che aveva annullato il rifiuto del Questore di concedere il nulla osta per il ricongiungimento familiare di un cittadino senegalese con la propria figlia minore.

Secondo la Cassazione perché operi il beneficio non è necessaria l’esistenza di un posto di lavoro fisso ma è sufficiente che l’immigrato provi di avere “la diponibilità di un reddito annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale”…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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