Alla casalinga va riconosciuto anche il danno patrimoniale martedì, Mar 24 2009 

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Cass., III sez. CIVILE, sen. n. 6658 del 19 marzo 2009.

Il danno patito da una casalinga a seguito di un infortunio rientra, a pieno titolo, nell’ambito di un danno alla capacità lavorativa specifica.

La casalinga, infatti, “pur non percependo un reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale (come tale autonomamente risarcibile rispetto al danno biologico) quello che la predetta subisce in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa.”.

Così la Cassazione accoglie il ricorso, presentato da una casalinga, avverso la decisione della Corte d’appello che aveva disattendendo le domande di risarcimento del danno patrimoniale da incapacità lavorativa specifica, riconoscendo il solo danno biologico e morale.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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Il giudice di pace può disporre anche del risarcimento del danno non patrimoniale giovedì, Mar 12 2009 

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Cass. III sez. civ. Sentenza n. 4493/09.

La Corte di Cassazione ha affermato che:“quanto alla risarcibilità del danno morale, va ribadito che nel giudizio di equità del giudice di pace, venendo in rilievo l’equità cd. formativa o sostitutiva della norma di diritto sostanziale, non opera la limitazione del risarcimento del danno non patrimoniale ai soli casi determinati dalla legge, fissata dall’art. 2059 che sia pure nell’interpretazione costituzionalmente corretta di tale disposizione”.

Da Saranno Avvocati    la notizia qui

I genitori hanno diritto al danno morale iure proprio per le lesioni gravissime del neonato mercoledì, Feb 25 2009 

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Cass. III sez. civ. sentenza n. 469/09.

La Corte di Cassazione ha stabilito che “sia in considerazione del dictum delle citate SU civili n. 9556 del 2002, che hanno riconosciuto il diritto al risarcimento del danno ingiusto, direttamente ed immediatamente subito dai genitori del macroleso, in relazione alla gravità del fatto reato; sia in considerazione del recentissimo arresto delle SU civili, nella prima delle sentenze gemelle del 2008 (SU sentenza 11 novembre 2008 n. 26972) che si occupa di una fattispecie di responsabilità professionale per lesione della salute, con una vincolante (per questa sezione civile) puntualizzazione in ordine al nuovo dimensionamento del danno non patrimoniale […]

in adesione alle sentenze innovative di queste stessa sezione (nn. 8827 e 8828 del 2003) sulla necessità di una lettura costituzionalmente orientata e dogmaticamente sistemata, dell’art. 2059 del codice civile”.

Da Saranno Avvocati    la notizia qui

Anche chi fa il “palo” in uno stupro è colpevole martedì, Feb 24 2009 

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ROMA – Anche chi fa il “palo” di uno stupratore deve essere condannato per violenza sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso di due giovani confermando la condanna per rapina, violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona inflitta loro nell’ aprile 2008 dalla Corte di appello di Milano, per aver aggredito una ragazza nel parcheggio di una metropolitana.

Il concorso nel reato – scrivono i giudici della seconda sezione penale nella sentenza 7336 – “può configurarsi nella sola ipotesi di quello morale, ossia in tutti i casi in cui un terzo , pur non partecipando agli atti di violenza sessuale e pur non essendo presente sul luogo del delitto, abbia istigato, aiutato, agevolato il singolo autore materiale della violenza e cioé, in una parola, abbia posto in essere tutte quelle condotte che, normalmente, vengono sussunte nella fattispecie del concorso morale”.

Nel caso in questione “é pacifico” che i due imputati erano presenti sul luogo del delitto e che uno dei due “sebbene non abbia praticato alcuna violenza, partecipò all’ azione criminosa, essendo dato lui che da una parte liberò l’ interno della vettura di quanto l’ ingombrava per facilitare la violenza che avrebbe praticato l’ altro, e fece da ‘palo’ tant’ é che , appena si avvide che un elicottero stava sorvolando la zona, prontamente avvertì il complice”.

Da Libero   la notizia qui

Thyssen, in aula il dolore dei parenti mercoledì, Feb 18 2009 

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Un collega: “L’odore di carne umana”.

La madre di Rodinò: «Ridatemi mio figlio. Mi diceva: “Se succede qualcosa qui in fabbrica non si salva nessuno”»

TORINO
È stato il giorno dei parenti oggi al Tribunale di Torino, dove si è svolta la sesta udienza del processo per il rogo del 6 dicembre 2007 alla ThyssenKrupp in cui sono imputati sei dirigenti e in cui persero la vita sette operai.

«Eravamo orgogliosi che nostro figlio fosse alla ThyssenKrupp. Mio padre ci aveva lavorato 40 anni. Diceva che era la fabbrica dell’oro. E adesso ci sentiamo in colpa. Voglio sapere perché mio figlio è morto, ho firmato l’accordo con l’azienda ma rivoglio indietro vivo mio figlio».

Queste le strazianti parole della testimonianza di Grazia Cascino, madre di Rosario Rodinò, uno degli operai morti nel rogo. Il dramma di quella notte rivive anche nella testimonianza di Laura, sorella di Rodinò: «Quando è successa la tragedia ero all’ottavo mese di gravidanza, aspettavo due gemelle e quando sono entrata in sala parto mi sono imposta di non soffrire, di non gridare perché mio fratello aveva sofferto molto di più. Mi hanno tolto la gioia di diventare mamma»…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

Se la casalinga si infortuna le va risarcito anche il danno morale martedì, Feb 3 2009 

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Cass. Sez. civ. Sentenza n. 1343/09.

La Corte di Cassazione ha affermato che anche il diritto al lavoro della casalinga deve essere tutelato e, per questo, in caso di infortunio per incidente stradale vanno risarciti tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali.

Infatti per la Corte: “il danno non patrimoniale va risarcito non solo nei casi previsti dalla legge, ma anche nei casi di lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, specie se il danno è inerente alla perdita rilevante della capacità lavorativa per la riduzione funzionale della deambulazione”.

Inoltre: “il principio che consente di risarcire un danno futuro ed incerto dev’essere individuato nel diritto delle vittime al risarcimento totale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro, che compete anche alla casalinga”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

Danno morale svincolato da quello biologico, le tabelle tramontano venerdì, Dic 19 2008 

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Tabelle verso il tramonto. Il danno biologico, infatti, dovrà essere “necessariamente personalizzato” e quello morale non potrà più essere liquidato come una “quota” dei danni alla salute.

È passato poco più di un mese e gli effetti della cancellazione del danno esistenziale come categoria autonoma si fanno già sentire in sentenze come questa, la n. 29191 del 12 dicembre 2008, con la quale la Cassazione ha affermato due importanti principi.

Da Cassazione.net    la notizia qui

Amianto: condanne più facili per aziende martedì, Dic 2 2008 

443001Pugno di ferro della Cassazione contro le aziende che, ancora oggi, espongono i dipendenti all’amianto.

Il datore rischia una condanna per i decessi e per le malattie contratte anche se il dipendente, molti anni prima, aveva lavorato per brevi periodi in fabbriche a rischi amianto, e anche se la presenza delle sostanze nocive viene accertata nei pressi della sua abitazione.

Lo ha stabilito la Suprema corte con la sentenza n. 42128 del 12 novembre 2008.

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Da Cassazione.net   la notizia qui

Raddoppia il risarcimento delle famiglie delle vittime della strada martedì, Set 30 2008 

Le famiglie delle vittime della strada hanno diritto al risarcimento del danno morale “soggettivo” e parentale.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 23725 del 16 settembre 2008.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Il risarcimento del danno morale può essere determintato solo in via equitativa giovedì, Gen 24 2008 

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IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE PUO’ ESSERE DETERMINATO SOLO IN VIA EQUITATIVA – La valutazione spetta al giudice del merito (Cassazione Sezione Terza Civile n. 25171 del 3 dicembre 2007, Pres. Trifone, Rel. Levi).

La liquidazione del danno morale conseguente alla lesione dell’onore o della reputazione, allo stesso modo di quanto è previsto per ogni altro risarcimento del danno per fatto illecito, sfugge necessariamente ad una precisa determinazione analitica, restando essa affidata al criterio equitativo, non sindacabile in sede di legittimità, ove il giudice del merito abbia dato conto dei criteri adottati e la valutazione medesima risulti congruente al caso e non sia, per difetto o per eccesso, palesemente sproporzionata.

Unica possibile forma di liquidazione – per ogni danno che sia privo, come il danno morale, delle caratteristiche della patrimonialità – è quella equitativa, sicché la ragione del ricorso a tale criterio è insita nella natura stessa del relativo pregiudizio e nella funzione del risarcimento realizzato con una somma di denaro, che non è reintegratrice di una diminuzione patrimoniale, ma compensativa di un pregiudizio non economico. Ne consegue che non si può fare carico al giudice di non aver indicato le ragioni per le quali il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare – costituente, in linea generale, la condizione per il ricorso alla valutazione equitativa – giacché per il danno in tanto una precisa quantificazione pecuniaria è possibile, in quanto esistano dei parametri normativi fissi di commutazione, in difetto dei quali il danno non patrimoniale non può mai essere provato nel suo preciso ammontare.

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

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