Cancellata la procedura per dimissioni volontarie mercoledì, Lug 2 2008 

Il Consiglio dei Ministri, con il D.L. N.112 del 25 Giugno 2008 ha abrogato la legge che prevedeva la nuova procedura per la presentazione delle dimissioni volontarie da parte dei lavoratori.

Perciò, dal 25 Giugno 2008 le dimissioni volontarie da parte del lavoratorepossono essere presentate al datore di lavoro senza l’obbligo di adempiere alla procedura telematica prevista dall’abrogata legge.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Modalita’ del rilascio del modulo per le dimissioni volontarie da parte delle organizzazioni sindacali e patronati giovedì, Apr 17 2008 

(Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Decreto 31.03.2008 )

Il presente decreto definisce la forma della convenzione che le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati devono sottoscrivere con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale – Direzione generale per la tutela delle condizioni di lavoro, al fine di mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici nonche’ dei prestatori d’opera e delle prestatrici d’opera, il modulo in attuazione di quanto disposto dall’art. 1, comma 6 della legge 17 ottobre 2007, n. 188…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

 

Thyssen: “Buonuscita premio a chi rinuncia alla causa” mercoledì, Apr 9 2008 

La denuncia dei sindacati: operai costretti a firmare. L’azienda: stesse clausole da anni.

TORINO– La scoperta è di venerdì sera quando un lavoratore si è presentato alla riunione dei dipendenti Thyssen che intendono costituirsi parte civile contro l’azienda per il rogo del 6 dicembre: “Io sono d’accordo a presentarmi in tribunale – ha detto ai legali del sindacato – ma ho firmato un verbale che mi impedisce di fare causa”.

Ci sono volute poche ore per ricostruire l’accaduto: nel verbale di conciliazione sottoscritto dai dipendenti che concordano la buonuscita con l’azienda è scritto chiaramente che il lavoratore accetta l’incentivo alle dimissioni “a stralcio di ogni e qualsiasi pretesa e/o diritto di ordine sia retributivo, sia normativo sia risarcitorio” e che “rinuncia pertanto” “a risarcimenti per danni presenti e futuri ex articolo… 2043, 2059, 2087… del codice civile”.

I tre articoli del codice citati sono quelli del danno ingiusto, del danno morale (che si può chiedere solo in caso di reato commesso dall’azienda) e della messa a repentaglio dell’integrità fisica dei lavoratori. Proprio le ipotesi di reato previste nella richiesta di rinvio a giudizio dei vertici Thyssen, firmata dal procuratore Raffaele Guariniello. In sostanza l’alternativa è secca: o accettare la buonuscita e rinunciare a chiedere giustizia in tribunale o pretendere giustizia perdendo l’incentivo. Gli ultimi lavoratori che hanno firmato la buonuscita hanno ottenuto dalla Thyssen cifre intorno ai 30 mila euro…[continua…]

Da La Repubblica   la notizia qui

Dimissioni volontarie: nuove istruzioni del Ministero giovedì, Mar 27 2008 

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Min. lavoro lettera circolare 25.3.2008, prot. 5130

Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale integra le istruzioni fornite con la precedente nota circolare del 4 marzo 2008 specificando le modalità operative tramite le quali il lavoratore – previa autenticazione e direttamente dal sito dello stesso Ministero – potrà direttamente provvedere alla compilazione del relativo modello…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Dimissioni volontarie: circolare del Ministero del Lavoro mercoledì, Mar 5 2008 

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Il provvedimento delle dimissioni volontarie si inserisce nell’attuale quadro normativo quale ulteriore nuova azione di contrasto al lavoro irregolare , ha infatti come primo obiettivo quello di evitare il fenomeno delle c.d. “lettere di dimissione in bianco”. Il Decreto Interministeriale 21 gennaio 2008, attuativo della legge 188/2007, non si limita ad adottare il modulo, ma contiene una regolamentazione organica del sistema, definendo i dizionari terminologici e le modalità tecniche di rilascio al lavoratore tramite i soggetti “intermediari”.

Con l’introduzione del nuovo modulo informatico   per la presentazione delle dimissioni volontarie, valido su tutto il territorio nazionale e dotato delle caratteristiche di non contraffazione e falsificazione , diventano nulle le dimissioni presentate in altra forma.

Le Dimissioni Volontarie, a partire dal 5 marzo 2008 , dovranno corrispondere necessariamente a quelle del modulo adottato con il Decreto. La validità viene definita nel tempo: dalla data di emissione fino al 15° giorno successivo.

Il Decreto si applica a tutti i casi di recesso unilaterale del lavoratore previsti dall’articolo 2118 del codice civile, nel rispetto del preavviso, la cui obbligatorietà non viene meno…[continua…]

Dal Ministero del Lavoro  la notizia qui

Vedi anche:  Dimissioni volontarie: nuove istruzioni del Ministero

Adozione del modulo per le dimissioni volontarie dei lavoratori mercoledì, Feb 20 2008 

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(Ministero del lavoro e della previdenza sociale, Decreto 21.1.2008 – GU n. 42 del 19.2.2008 ).

Pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2007, il Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2008 concernente le dimissioni volontarie. Questo provvedimento adotta il modulo informatico per la presentazione delle dimissioni volontarie, valido su tutto il territorio nazionale, dotato delle caratteristiche di non contraffazione e falsificazione, rendendo nulle le dimissioni presentate in altra forma.

Il Decreto Interministeriale non si limita ad adottare il modulo, bensì contiene una regolamentazione organica del sistema che ne deriva, definendo, parimenti per come è avvenuto per i modelli previsti per le comunicazioni dei rapporti di lavoro, i dizionari terminologici e le modalità tecniche di rilascio al lavoratore tramite i soggetti che la legge prevede come “intermediari”: le direzioni provinciali e regionali del lavoro, i centri per l’impiego, i comuni, le organizzazioni sindacali e gli istituti di patronato.

Per scaricare i documenti[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Vedi anche: Dimissioni volontarie: nuove istruzioni del Ministero

Dimissioni: erogazioni retributive relative all’accordo integrativo ed al premio risultato quadri martedì, Nov 20 2007 

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Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 23022 del 31 ottobre 2007.

Il giudice non può sostituirsi all’accordo sindacale periodico.

Con la sentenza del 31 ottobre 2007, n. 23022, la sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione (in parziale accoglimento del ricorso Rete Ferroviaria Italiana contro la sentenza della Corte d’Appello promossa da una dipendente, cessata dal servizio dopo la scadenza del CCNL. e prima della stipulazione del successivo, alla quale tale Corte aveva riconosciuto l’emolumento di cui ad un accordo integrativo) ha stabilito la cancellazione della sentenza impugnata con rinvio della causa alla Corte di appello di Roma per un nuovo esame della pretesa relativa alle erogazioni retributive relative all’accordo integrativo ed al premio risultato quadri dal momento del conseguimento cioè della qualifica di quadro.
Per la Cassazione, scaduto il CCNL, la mancata stipulazione dell’accordo sindacale faceva venire meno il fatto costitutivo del diritto di credito del lavoratore.

Fatto e diritto – Con apposito ricorso Rete Ferroviaria Italiana aveva chiesto la cassazione della sentenza che aveva accolto l’appello di una dipendente, cessata dal servizio dopo la scadenza del CCNL. e prima della stipulazione del successivo, al pagamento delle erogazioni retributive relative all’accordo integrativo ed al premio risultato quadri dal momento del conseguimento cioè della qualifica di quadro.
Il primo CCNL citato contemplava gli elementi aggiuntivi della retribuzione denominati integrativo e premio risultato quadri, stabilendo che questi compensi fossero negoziati a livello compartimentale con cadenza annuale, onde commisurarli agli obiettivi di produzione ed ai risultati di produttività dei singoli compartimenti.
Inoltre tali emolumenti erano stati corrisposti, sulla base dei previsti accordi a livello compartimentale, ma dopo la scadenza del CCNL non erano stati stipulati altri accordi a livello di contrattazione integrativa.
Peraltro il nuovo CCNL, aveva disposto la cessazione dell’efficacia degli accordi relativi al compenso integrativo, stabilendo la corresponsione di un importo una tantum.
Il primo CCNL in questione era rimasto in vigore oltre la scadenza fissata dagli stipulanti sulla base di specifico patto di proroga automatica fino a disdetta, disdetta che non risultava essere stata data.
Il complesso delle disposizioni dettate in tema di salario integrativo dal CCNL. non trovava applicazione nei confronti dei dipendenti cessati dal servizio prima dell’anzidetta data e l’emolumento c.d. integrativo, così come il premio risultato quadri, anche se erano stati direttamente contemplati, tra le componenti della retribuzione, dal CCNL. le cui disposizioni avevano demandato alla contrattazione integrativa soltanto l’esatta determinazione degli importi da corrispondere sulla base degli obiettivi di produttività territorialmente raggiunti.
Al ricorso per cassazione presentato da RFI ha resistito con controricorso la lavoratrice.

La decisione della Cassazione – Con la sentenza del 31 ottobre 2007, n. 23022 la Sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione in parziale accoglimento del ricorso Rete Ferroviaria Italiana spa contro la sentenza d’appello che riconosceva l’emolumento integrativo alla dipendente cessata dal servizio dopo la scadenza del CCNL. e prima della stipulazione del successivo, ha stabilito che Il giudice non poteva sostituirsi, decidendone l’importo, all’accordo sindacale periodico firmato dalle parti firmatarie dello stesso.
Per la Cassazione quindi la sentenza impugnata deve essere di conseguenza cassata, con rinvio della causa alla Corte di appello di Roma per un nuovo esame della pretesa relativa alle erogazioni retributive relative all’accordo integrativo, ed al premio risultato quadri dal momento del conseguimento cioè della qualifica di quadro.
Per la Cassazione in mancanza della determinazione ad opera della contrattazione integrativa, non poteva procedervi il giudice sulla base degli importi liquidati l’anno prima nonostante il CCNL fosse scaduto e non fosse stato stipulato l’accordo sindacale locale che determinava annualmente l’importo da corrispondere per i risultati di produttività raggiunti territorialmente. La stipula delle parti è insindacabile e neanche è rilevante che dopo la stipula i patti locali per gli anni a seguire avevano confermato le stesse somme
Per la Cassazione scaduto il CCNL la mancata stipulazione dell’accordo sindacale (proprio a partire dalla data di fine del Ccnl) faceva venire meno il fatto costitutivo del diritto di credito del lavoratore.

Da NewsFood   la notizia qui

Dimissioni del lavoratore su modulistica ufficiale lunedì, Nov 12 2007 

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Legge 17 ottobre 2007, n. 188.

Entra in vigore il 23 novembre 2007 la legge in materia di dimissioni volontarie dei lavoratori subordinati, collaboratori e associati in partecipazione.
La novità fondamentale sta nel fatto che l’atto di dimissioni per iscritto dovrà essere presentato esclusivamente su modelli ufficiali a pena di nullità, modelli che dovranno essere approvati e distribuiti da Direzioni prov. lavoro, centri per l’impiego e i Comuni.
Il modello avrà una validità temporale di 15 giorni dal suo rilascio.

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Vedi anche: Dimissioni volontarie: nuove istruzioni del Ministero
 

Stop alle lettere di dimissioni in bianco mercoledì, Set 26 2007 

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D’ora in poi saranno valide solo se scritte su appositi moduli, che scadono dopo 15 giorni. Il provvedimento approvato dal Senato in via definitiva.

Stop alle lettere di dimissioni in bianco fatte sottoscrivere nel momento dell’assunzione da imprese non corrette: da ora in poi le dimissioni saranno valide solo se scritte su appositi moduli predisposti dal ministero del Lavoro, che avranno un codice di identificazione e una validità massima di 15 giorni. Lo prevede un provvedimento approvato in via definitiva dall’Aula del Senato ieri 25 settembre.

La legge punta a eliminare la pratica delle false dimissioni, cioè delle dimissioni in bianco, firmate quando il rapporto di forza tra i contraenti è a favore del datore di lavoro. Per questo le dimissioni da ora in poi saranno valide solo se verranno compilati i nuovi moduli messi a punto dal ministero e disponibili entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge. Per evitare abusi ciascun modello riporterà un codice progressivo e la data di emissione.

Sempre per evitare abusi ciascun modulo avrà anche una “scadenza”: quindici giorni dalla data di emissione. Le nuove disposizioni si applicano a tutti i tipi di contratto di lavoro, indipendentemente dalle caratteristiche e dalla durata, compresi i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, a progetto e le collaborazioni di natura occasionale, nonchè i contratti di associazione in partecipazione per cui l’associato fornisca prestazioni lavorative e in cui i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, e i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.

Da Kataweb.it   la notizia qui

L’efficacia del preavviso: gli opposti convincimenti della Cassazione lunedì, Lug 2 2007 

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Due recentissime decisioni della sezione lavoro della Cassazione – n. 11094 del 15.5.2007 e n. 11740 del 21.5. 2007 – intercorse a 6 giorni di distanza, hanno espresso opposti convincimenti in ordine alla natura del preavviso richiesto per l’estinzione del rapporto ex art. 2118 c.c. La n. 11094/2007 (est. De Matteis) si pone nel solco dell’orientamento maggioritario che riconosce al prevviso efficacia cd. reale (rectius, virtualmente reale) – con la conseguenza che in caso di dispensa non risultano pregiudicati i diritti che, qualora fosse stato lavorato, sarebbero maturati nel corso di esso – mentre la seconda n. 11740/2007 (est. Vidiri) rinsalda l’orientamento minoritario che legittima la risoluzione del rapporto con l’erogazione dell’indennità sostitutiva del preavviso, considerando la medesima come legittima alternativa (discrezionalmente azionabile, senza ricerca di consenso) e con la conseguenza che erogata l’indennità sostitutiva il rapporto si estingue immeditamente, insensibile agli eventi e/o migliorie sopravvenuti nel corso del preavviso virtualmente lavorabile.

La massima della prima sentenza – da noi elaborata – è la seguente: « Secondo l’orientamento prevalente, il preavviso ha efficacia reale, nel senso che ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando il preavviso nel termine stabilito dal contratto collettivo, dagli usi o secondo equità. Il diritto a lavorare durante il periodo di preavviso può venir meno solo con il consenso della controparte che, ad esempio, accetti la indennità sostitutiva del preavviso (Cass. 23 luglio 2004 n. 13883, in tema di dimissioni; 30 agosto 2004 n. 17334, 21 novembre 2001 n. 14646; 25 agosto 1990 n. 8717, 13 dicembre 1988 n. 6798)…….

Da La Previdenza   la notizia qui

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