Disabili, la Corte Ue boccia l’Italia: “Misure di inserimento al lavoro insufficienti giovedì, Lug 4 2013 

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L’Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro. L’accusa è della Corte di giustizia europea che invita a porre il nostro Paese a porre rimedio alla situazione al più presto.

Per la Corte, l’Italia “è venuta meno agli obblighi” derivanti dal diritto comunitario a causa di un recepimento incompleto e non adeguato di quanto previsto dalla direttiva varata alla fine del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro. Una norma con la quale è stato stabilito un quadro generale di riferimento per la lotta alla discriminazioni delle persone diversamente abili…continua a leggere

Da Il Fatto Quotidiano

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Obbligo di assunzione dei soggetti disabili e quote di riserva mercoledì, Feb 24 2010 

Consiglio di Stato – Decisione 19 gennaio 2010 , n. 177 – Dario Immordino)

L’obbligo di assunzione di soggetti disabili deve avere come presupposto una scopertura della relativa quota di riserva, ma con riferimento alla quota prevista a regime e senza alcuna non prevista sommatoria di discipline eccezionali di favore, implicanti un diverso temporaneo criterio di calcolo, ovvero un regime di gradualità.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 177 del 19 gennaio 2010, le cui statuizioni mirano a riportare chiarezza in relazione al rapporto del regime ordinario con il coacervo di norme speciali intervenute nella materia in oggetto.

Secondo il Collegio ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di assunzione dei soggetti disabili, vigente l’art. 17 della legge 12 marzo 1999 n. 68 – che prevede la fissazione di una quota di riserva pari al 7% dei lavoratori occupati per i datori di lavoro pubblici o privati con più di 50 dipendenti -, il presupposto necessario e sufficiente a cui fare riferimento è la scopertura della relativa quota di riserva con riferimento alla quota prevista a regime e senza alcuna non prevista sommatoria di discipline eccezionali di favore, implicanti un diverso temporaneo criterio di calcolo, ovvero un regime di gradualità…[continua…]

Da La Previdenza    la notizia qui

Disposizioni in favore di soggetti inabili ai sensi dell’articolo 46 del D.l. 31.12.2007 n. 248 mercoledì, Feb 11 2009 

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Inps, Circolare 6.2.2009 n. 15.

Sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29 febbraio 2008 è stata pubblicata la legge 28 febbraio 2008, n. 31, di conversione del Decreto Legge 31 dicembre 2007 , n 248, pubblicato sulla G.U. n. 302 del 31 dicembre 2007.

Il suddetto provvedimento legislativo contiene, tra l’altro, nuove disposizioni in favore di soggetti inabili. Si tratta, in particolare, dell’articolo 46 che ha introdotto modifiche all’articolo 8 della legge 12 giugno 1984, n. 222.

L’articolo 8, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222, nella disposizione previgente alle modifiche in esame, stabilisce che ”1…[continua…]

Da La Previdenza    la notizia qui

Norme per il diritto al lavoro dei disabili – legge 12 marzo 1999 n. 68 mercoledì, Mag 16 2007 

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Le funzioni, diritti e doveri dei datori di lavoro e dei disabili.
Questa legge riserva un’attenzione particolare e prioritaria allo sviluppo e all’implementazione di strumenti per il collocamento mirato della persona disabile.

Attraverso la riserva di una quota della domanda di lavoro a favore delle persone disabili sono stati mantenuti degli elementi oggettivi di garanzia occupazionale, che però sono stati temperati rispetto al passato riducendo le quote della riserva obbligatoria e prevedendo la possibilità per le aziende di usufruire di agevolazioni a carattere economico per l’inserimento dei lavoratori con una minore capacità lavorativa. L’applicazione della legge 68/99 si integra con il processo di riforma dei servizi all’impiego.

La legge riconosce il diritto al collocamento mirato dei disabili, ovvero alla congruenza tra capacita’ e competenze possedute e posto di lavoro.
A questo scopo si prevede l’istituzione di servizi per l’impiego mirati che, in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, tengono le liste, programmano e attuano interventi specifici e provvedono all’avviamento al lavoro.
La legge istituisce anche i ”comitati tecnici”, composti da esperti sociali e medico-legali, che valutano le residue capacita’ lavorative e definiscono gli strumenti necessari per il lavoro……[continua….]

Da Handimpresa    la notizia qui