Prima casa: lo Stato non la può pignorare, le banche sì mercoledì, Giu 19 2013 

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Dopo una riunione fiume, lo scorso 15 giugno, il governo Letta ha licenziato il “decreto del fare” ( ☞ tutte le misure previste): tra gli ottanta punti previsti dal decreto, quello che ha riscosso l’immediato interesse dei media e dell’opinione pubblica è stato l’impignorabilità della prima casa. Come riporta il comunicato stampa pubblicato dal sito del Governo, alla voce “semplificazione fiscale – Pignorabilità delle proprietà immobiliari”:

Se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato innalzato da 20mila a 120mila euro. L’esecuzione dell’esproprio può essere resa effettiva non prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, mentre in passato erano sufficienti 4 mesi.

Per quanto riguarda le imprese, i limiti alla pignorabilità già presenti nel codice di procedura civile per le ditte individuali sono estesi alle società di capitale e più in generale alle società dove il capitale prevalga sul lavoro…continua a leggere

Da Linkiesta

Bond Parmalat: nuova sentenza favorevole ai risparmiatori giovedì, Apr 2 2009 

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Nel lontano febbraio del 2002, un risparmiatore aveva acquistato da una banca intermediaria delle obbligazioni della ‘vecchia’ Parmalat.

Ebbene il risparmiatore, rivolgendosi all’Associazione Confconsumatori, a distanza di oltre sette anni ha avuto ragione in scia ad una sentenza favorevole emessa dal Tribunale di Bologna che ha condannato l’istituto di credito alla restituzione delle somme investite unitamente agli interessi ed alle spese legali…[continua…]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Il commercialista- curatore che danneggia il fallimento è coperto dall’assicurazione lunedì, Feb 23 2009 

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Cass. III sez. civ. Sentenza n. 2460/09

La Cassazione ha stabilito che il rischio assicurato per il commercialista riguarda anche l’attività di curatore, perché il professionista resta un privato anche quando nell’ambito della sua attività svolge un incarico giudiziario che implica l’esercizio di poteri pubblici.

Pertanto, nell’attività professionale di curatore è tenuto indenne anche per il danno ingiusto cagionato alla procedura concorsuale.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Sì definitivo del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che riforma il fallimento lunedì, Set 10 2007 

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DECRETO LEGISLATIVO: Disposizioni integrative e correttive al R.D. 16 marzo 1942, n. 267, nonché al decreto legislativo n. 5 del 2006, in materia di disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa, a norma dell’articolo 1, commi 5, 5-bis e 6, della legge n. 80 del 2005.

Via libera definitivo del Governo al decreto legislativo che modifica e aggiorna la legge fallimentare (regio decreto n. 267 del 1942), con particolare riferimento alla materia del fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.

Tra i punti:
– individuazione degli imprenditori soggetti al fallimento
– coordinamento della disciplina del concordato preventivo con quella del concordato fallimentare
– ridefinizione dell’area della fallibilità
– reclamabilità (non più appellabilità) della sentenza di fallimento
– attuazione del regime di responsabilità del comitato dei creditori
– previsione del pagamento in percentuale dei crediti privilegiati anche nel concordato preventivo
– possibilità per il fallito di iscriversi con una nuova attività nel registro delle imprese

Da Il Sole 24 Ore la notizia qui

Via libera al correttivo della riforma del diritto fallimentare venerdì, Set 7 2007 

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Sì del Consiglio dei ministri al decreto correttivo della riforma del diritto fallimentare. Il via libera al provvedimento, proposto dal Guardasigilli Clemente Mastella e dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, arriva sul filo di lana, visto che la scadenza per esercitare la delega era fissata al 16 settembre. Le modifiche saranno operative dal 1° gennaio 2008 e non dal settembre 2007 come era in origine indicato.

In particolare il provvedimento incentiva il ricorso agli strumenti stragiudiziali di soluzione della crisi d’impresa: il concordato preventivo prevede il pagamento anche parziale dei creditori privilegiati. Gli accordi di ristrutturazione, invece, saranno coperti per 60 giorni da azioni esecutive. Varati nuovi indici: ai tradizionali requisiti basati su investimenti e ricavi si aggiunge il livello di indebitamento (500mila euro). Per essere esclusi dal fallimento i parametri dovranno essere posseduti congiuntamente. Inoltre l’onere della prova sul possesso dei requisiti spetterà all’imprenditore.

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui