Il ricovero ospedaliero non è circostanza preclusiva al diritto all’indennità di accompagnamento giovedì, Mar 25 2010 

Corte di cassazione, sentenza 26.1.2010 n. 1585

Con sentenza del 9.5 – 5.7.2005, il Tribunale di Napoli, pronunciando in sede di appello, respinse il gravame proposto da V. A. nei confronti del Ministero dell’Interno avverso la sentenza di primo grado che ne aveva rigettato la domanda volta al riconoscimento della pensione di inabilità e dell’indennità di accompagnamento.

A sostegno del decisum il Tribunale ritenne che:
• quanto alla pensione di inabilità, non poteva ritenersi sufficiente, al fine di dimostrare il possesso di un reddito familiare non superiore ai limiti di legge, l’esibizione di autocertificazioni in tal senso, occorrendo altresì la certificazione dei competenti uffici finanziari, nella specie non prodotta;
• quanto all’indennità di accompagnamento, non era stata prodotta la certificazione di mancato ricovero in strutture statali o di godimento di prestazioni incompatibili.

Avverso l’anzidetta sentenza V. A. ha proposto ricorso per cassazione fondato su due motivi.
L’intimato Ministero dell’Interno non ha svolto attività difensiva….[continua…]

Da La Previdenza  la notizia qui

“Decreto Brunetta” D.L 112 del 25.06.2008 – art 80: Verifica invalidità civili giovedì, Lug 3 2008 

Giro di vite del Governo anche in materia di invalidità civile e di conservazione dei benefici pensionistici. Svolta contro i falsi invalidi? Lasciate pure un commento, osservazioni e critiche qui sotto. Questa pagina è dedicata a voi.

Art. 80

Piano straordinario di verifica delle invalidita’ civili

1. L’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) attua, dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2009, un piano straordinario di 200.000 accertamenti di verifica nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidita’ civile.

2. Nel caso di accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applica l’articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698. vedi l’art. articolo-5

3. Nei procedimenti di verifica, compresi quelli in corso, finalizzati ad accertare, nei confronti di titolari di trattamenti economici di invalidita’ civile, la permanenza dei requisiti sanitari necessari per continuare a fruire dei benefici stessi, l’I.N.P.S. dispone la sospensione dei relativi pagamenti qualora l’interessato, a cui sia stata notificata la convocazione, non si presenti a visita medica senza giustificato motivo. Se l’invalido, entro novanta giorni dalla data di notifica della sospensione ovvero della richiesta di giustificazione nel caso in cui tale sospensione sia stata gia’ disposta, non fornisce idonee motivazioni circa la mancata presentazione a visita, l’I.N.P.S. provvede alla revoca della provvidenza a decorrere dalla data della sospensione medesima. Ove, invece, siano ritenute valide le giustificazioni addotte, verra’ comunicata la nuova data di visita medica alla quale l’interessato non potra’ sottrarsi, pena la revoca del beneficio economico dalla data di sospensione, salvo i casi di visite domiciliari richieste dagli interessati o disposte dall’amministrazione. Sono esclusi dalle disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma i soggetti ultrasettantenni, i minori nati affetti da patologie e per i quali e’ stata determinata una invalidita’ pari al 100 per cento ed i soggetti affetti da patologie irreversibili per i quali, in luogo della automatica sospensione dei pagamenti, si procede obbligatoriamente alla visita domiciliare volta ad accertare la persistenza dei requisiti di invalidita’ necessari per il godimento dei benefici economici.

4. Qualora l’invalido non si sottoponga agli ulteriori accertamenti specialistici, eventualmente richiesti nel corso della procedura di verifica, la sospensione dei pagamenti e la revoca del beneficio economico verranno disposte con le medesime modalita’ di cui al comma 2.

5. Ai titolari di patente di guida speciale chiamati a visita per il rinnovo della patente stessa, gli uffici della motorizzazione civile sono autorizzati a rilasciare un permesso di guida provvisorio, valido sino all’esito finale delle procedure di rinnovo.

6. Nei procedimenti giurisdizionali relativi ai verbali di visita emessi dalle commissioni mediche di verifica, finalizzati all’accertamento degli stati di invalidita’ civile, cecita’ civile e sordomutismo, nonche’ ai provvedimenti di revoca emessi dall’I.N.P.S. nella materia di cui al presente articolo la legittimazione passiva spetta all’I.N.P.S. medesimo.

7. Con decreto del ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti termini e modalita’ di attuazione del piano straordinario di cui al presente articolo, avuto riguardo, in particolare, alla definizione di criteri selettivi in ragione dell’incidenza territoriale dei beneficiari di prestazioni rispetto alla popolazione residente nonche’ alle sinergie con le diverse banche dati presenti nell’ambito della amministrazioni pubbliche, tra le quali quelle con l’amministrazione finanziaria e la motorizzazione civile.

Vedi anche:  “Decreto Brunetta” – D.L. 112 del 25.06.2008 – art 71

Vedi anche: Brunetta dichiara guerra ai falsi malati

Vedi anche: Note a margine del D.L. 112/2008: contrapposizione ai principi Costituzionali o istituzione di nuove guarentigie giuridiche?

Vedi anche: Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia

Le regole per gli strumenti didattici per i disabili martedì, Giu 17 2008 

DPCM 30.4.2008 – GU n. 136 del 12.6.2008

Come devono essere le copie su supporto digitale dei testi scolastici e gli strumenti didattici ad uso degli studenti disabili? Innanzi tutto i libri in formato elettronico dovranno includere l’ultima edizione del programma di lettura previsto del ministero per l’innovazione e le tecnologie, oltre che le istruzioni d’uso, con la specifica dell’organizzazione del contenuto del supporto digitale, le modalità di installazione e di utilizzo del materiale fornito.

Le caratteristiche logiche e strutturali del libro di testo originale dovranno essere mantenute inalterate nella corrispondente versione elettronica ed il testo dovrà essere presentato in modo linea rizzato, eventualmente suddiviso in blocchi e colonne. I libri dovranno avere, poi, un sommario navigabile per consentire il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno all’indice od ai contenuti alla fine di ciascuna sezione…[continua…]

Da Cittadino Lex   la notizia qui

Lo sfratto è eseguibile se l’ultrasessantacinquenne può affittare un alloggio anche più disagiato mercoledì, Mag 7 2008 

Cass. III sez. civ. sentenza n. 8961/08

La Corte di Cassazione ha stabilito che non è sospesa l’esecuzione dello sfratto quando l’esecutato ultrasessantacinquenne percepisce un reddito che gli consente di prendere in fitto un alloggio, anche a condizioni più disagiate, purché adeguato alla situazione personale e alle conseguenti esigenze abitative dell’interessato.

La Cassazione ha infatti chiarito il senso e l’applicazione delle norme di protezione sociale e le proroghe contenute nell’articolo 80 della L. 388/2000 che sono valide se l’esecutato, o un suo familiare, hanno più di sessantacinque anni o sono gravemente handicappati.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Diritto familiare convivente con una persona disabile a scegliere la sede lavorativa più vicina lunedì, Mag 5 2008 

(Corte di Cassazione, Sentenza 27 marzo 2008, n.7945)

Il diritto del genitore o del familiare convivente con una persona disabile di scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza consenso non è un diritto assoluto ed incondizionato, in quanto non può essere esercitato ove finisca per comprimere in maniera irragionevole le esigenze economiche, produttive ed organizzative del datore di lavoro.

Con questa decisione la Cassazione afferma la necessità di un bilanciamento tra l’interesse del familiare all’assistenza continua alla persona portatrice di handicap ed altri interessi di rilevanza costituzionale sicchè il riconoscimento del diritto del lavoratore familiare può, a seconda delle situazioni fattuali a fronte delle quali si intenda farlo valere, cedere a rilevanti esigenze economiche, organizzative e produttive dell’impresa.

Tale necessario bilanciamento d’interessi era stato già affermato dalla decisione della Cassazione n.12692 del 29 settembre del 2002 dove, in un passo della motivazione, si sottolineava che la stessa lettera dell’art.33 della legge 104/92 stabilisce che la scelta prioritaria della sede di lavoro non è assoluta ma solo “ove possibile”.

Da Filodiritto    la notizia qui

La sindrome dissociativa presuppone il requisito di inabilita’ a qualsiasi proficuo lavoro mercoledì, Mar 19 2008 

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(Corte dei conti Lazio, sentenza 4.3.2008 n. 458 – Giovanni Dami)

In tema di riconoscimento della pensione di reversibilita’ Inpdap all’ orfano maggiorenne segnaliamo questa sentenza della Corte dei Conti del Lazio. La corte, chiamata a decidere sul caso di un soggetto affetto da sindrome dissociativa sin dalla giovane eta’gli riconosce (post mortem) lo status di inabile a qualsiasi proficuo lavoro (e la concessione della pensione di reversibilita’) anche se svolgeva lavoretti saltuari…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

I disabili e le barriere: senza lavoro 7 su 10 giovedì, Gen 17 2008 

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Le associazioni «Siamo più di 5 milioni, tanti ma invisibili». La ricognizione di Ferrero in 21 città.

Diritti negati, dai viaggi allo studio.

«Vuole sapere come funziona l’inserimento sociale dei disabili in Italia? Male grazie». Pietro Barbieri è presidente della Fish, la Federazione italiana superamento handicap: 34 associazioni nazionali che si prendono cura di epilettici, cerebrolesi, Down, autistici. E di tutti quei figli di un dio minore nascosti fino a pochi anni fa dietro le mura domestiche. Segregati. Per vergogna, ignoranza, cattiveria. Per la paura di vedere in loro lo specchio di noi stessi. «Persone non rassegnate, impegnate a esprimere una speranza attiva realizzando al meglio sé grazie a una splendida rete di solidarietà», ha detto di loro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di fine anno. Una popolazione che ancora sfugge ai censimenti ufficiali. L’Istat ne conta 2 milioni 609 mila, il 4,8% della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia (una su dieci ha un disabile in casa).

Ma è una stima per difetto. L’Oms calcola che il 10% della popolazione ha disabilità più o meno gravi. Del resto, e la fonte è il sito disabilitaincifre.it patrocinato dal ministero della Solidarietà e dal-l’Istat, nel 2004 i beneficiari di pensioni di invalidità di ogni tipo sono stati oltre 4,8 milioni, per una spesa pubblica di 52,2 milioni di euro.

Impegno internazionale
«Siamo tanti, ma invisibili», si lamentano le associazioni. Malgrado questo sia un anno importante per loro. L’Italia nel marzo scorso ha firmato la Convenzione Onu sui disabili, accolta da Kofi Annan come «la promessa di una nuova era». L’ultimo Consiglio dei ministri del 2007 ha approvato il disegno di legge di ratifica, che ora dovrà seguire l’iter parlamentare. Proprio per questo il ministro Paolo Ferrero comincia domani a Firenze una serie di 21 incontri che lo porteranno in tutta Italia per parlare con Regioni, Province e Comuni, competenti (nell’ordine) di barriere architettoniche, integrazione professionale e assistenza alle persone. «Perché a parole nel mondo politico sono tutti d’accordo — ha detto ieri —. Ma in realtà le cose non funzionano come dovrebbero e anche laddove le leggi sono avanzate non vengono rispettate».

Associazionismo
«L’iniziativa è encomiabile, ma queste cose mi lasciano perplesso. L’integrazione va cambiata con l’inclusione», spiega Pietro Barbieri. «Esistono ancora oggi strutture segreganti che prelevano ingenti risorse statali. Penso a Serra d’Aiello, in Calabria, all’Istituto Vaccari di Roma, al Piccolo Cottolengo di Tortona. Noi vorremmo che i finanziamenti pubblici fossero impiegati per includere, non per escludere. I disabili devono poter stare in mezzo a tutti gli altri. Non si può pensare, per aiutarli, di aggiungere nuove tasse: i cittadini si ribellerebbero».

Diritto al lavoro
La Fand, che è la Federazione delle 5 associazioni storiche di ciechi, invalidi civili e sul lavoro, mutilati per servizio e sordomuti, da anni insiste sull’adeguamento delle pensioni di invalidità ai minimi Inps. Il presidente Giovanni Pagano non si stanca di ricordarlo: «Un disabile grave, con un’invalidità del 100 per cento, riceve dallo Stato 8,4 euro al giorno. Non siamo ancora riusciti a far capire al Governo che non si può vivere così». Per Tommaso Daniele, in testa all’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic), la nota dolente è il lavoro. Seicentomila disabili sono iscritti nelle liste di collocamento mirate, 400 mila soltanto al Sud. Il loro tasso di disoccupazione sfiora il 70%, contro quello ordinario del 5,6%. Daniele precisa: «I ciechi che lavorano sono quindicimila su 380 mila. Per noi la tecnologia sta diventando un nemico. La funzione del centralinista, che per legge ci deve essere riservata nel 51% dei casi, è sempre più spesso assolta da dischi automatici. Nei call center il problema è il precariato. Anche la professione del fisioterapista, un tempo a noi congeniale, ci viene pian piano estromessa da tecnologie sempre più sofisticate»…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Il dipendente pubblico portatore di handicap può esercitare la scelta prioritaria fra le sedi disponibili solo al momento dell’assunzione martedì, Lug 3 2007 

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(Cassazione Sezione Lavoro n. 14624 del 22 giugno 2007, Pres. De Luca, Rel. Curcuruto).

Renato C., dipendente del Ministero dell’Economia, con sede di lavoro in Trento, è stato inserito, nel luglio del 1999, nella graduatoria dei vincitori di un concorso per la qualifica di primo dirigente dell’Amministrazione finanziaria. Il relativo incarico gli è stato conferito il 21 febbraio 2001. Il 4 settembre 2001 egli è stato dichiarato portatore di handicap. Facendo riferimento all’art. 21 della legge n. 104 del 1992 egli ha chiesto il riconoscimento del suo diritto, in quanto portatore di handicap, alla scelta prioritaria della sede di lavoro esprimendo la preferenza per Sassuolo o, in alternativa per Carpi. Poiché l’amministrazione non ha accolto la sua domanda egli ha chiesto al Tribunale di Trento, tra l’altro, di affermare il suo diritto alla scelta della sede.

Il Tribunale ha accolto la domanda, ordinando all’Amministrazione di formulare a Renato C. una proposta irrevocabile di incarico dirigenziale per le due sedi da lui scelte. Questa decisione è stata riformata dalla Corte d’Appello di Trento, che ha ritenuto che la tutela prevista dall’art. 21 della legge n. 104 del 1992 in materia di scelta della sede di lavoro riguarda solo i soggetti che siano portatori di handicap all’atto della costituzione del rapporto e non quelli che lo divengano successivamente. La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 14624 del 22 giugno 2007, Pres. De Luca, Rel. Curcuruto) ha rigettato il ricorso proposto dal dirigente. Il testo dell’art. 21 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 (Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate)…[continua…]

Da Legge e Giustizia   la notizia qui

Revoca della pensione dell’invalido per interdizione e revoca dalle liste speciali giovedì, Giu 28 2007 

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Con la sentenza del 14 giugno 2007, n. 68, il Tribunale di Ivrea, sezione lavoro, ha dichiarato l’illegittimità della revoca della pensione di un invalido civile e che era stata inflitta per la mancata iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio degli invalidi civili e perché era stata emanata una sentenza di interdizione, senza che fosse stato valutato se la patologia sofferta dallo stesso avesse potuto in qualche modo compromettere la sua residua capacità lavorativa.

Fatto e diritto
Un invalido civile, titolare di pensione di invalidità Inps, aveva chiamato in giudizio Inps (e Ministero dell’Economia e delle Finanze) che gli aveva revocato la pensione per mancata iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio degli invalidi civili e per intervenuta sentenza di interdizione legale, nonchè per aver superato per un anno il limite reddituale previsto dalla legge, richiedendo peraltro la restituzione di quanto percepito per tali periodi.
Si costituiva in giudizio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, richiedendo di dichiarare il proprio difetto di legittimazione passiva.
Si costituiva in giudizio anche Inps, domandando in via preliminare di rito di dichiarare il ricorso improponibile od improcedibile e il rigetto della domanda.
Dopo l’espletamento senza esito del tentativo di conciliazione ed ascoltati i teste (tra i quali il responsabile del centro per l’impiego di Ivrea) ha avuto luogo il processo…[continua…]

Da Consulenza Del Lavoro  la notizia qui

Diritto dei fratelli di persona con handicap ai permessi in caso di inabilità dei genitori lunedì, Mag 21 2007 

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Con sentenza n. 233/2005, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 42, c. V, del decreto legislativo n. 151/2001, nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o sorelle conviventi con soggetto portatore di handicap grave a fruire dei congedi, nell’ipotesi in cui entrambi i genitori siano nell’impossibilità di provvedere all’assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili.

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