«L’errore non sarà più reato» – Pronta la legge per i dottori lunedì, Nov 17 2008 

ks106387Per i cittadini sarà meno automatico poter citare i medici in giudizio.

Nove cause su dieci si concludono con l’assoluzione. Santelli: depenalizziamo. Ma imperizia e negligenza resteranno punite.

ROMA — Destino inesorabile per otto su dieci. Denunciati e trascinati in tribunale per sospetta malpractice. Accusati di aver sbagliato. Un rischio che i chirurghi devono mettere in preventivo e dal quale cercano di difendersi con tutte le armi. Ricorrendo ad esempio alla cosiddetta medicina difensiva, cioè prescrivendo al paziente cure, ricoveri, esami che in cuor loro ritengono superflui ma che risulterebbero solidi scudi in caso di processo.

Ogni anno il sistema sanitario pubblico sborsa tra 12 e 20 miliardi per analisi di tipo precauzionale. Una proposta di legge appena depositata ha l’obiettivo di alleggerire «il disagio di fronte alla crescita prepotente del contenzioso medico legale e alla richiesta di risarcimento a tutti i costi».

Un progetto di depenalizzazione dell’errore medico annunciato già a giugno dal sottosegretario al Welfare Fazio, e auspicato dalle categorie dei camici bianchi, chiamati da famiglie e pazienti a sostenere battaglie giudiziarie infinite che in quasi 9 casi su 10 si concludono con l’assoluzione.

Primi firmatari Iole Santelli (vicepresidente commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Palumbo (presidente Affari sociali), entrambi Pdl, il provvedimento introduce nel codice penale e civile una serie di aggiunte e nuovi articoli che definiscono la colpa professionale legata ad un atto medico e chiariscono i meccanismi del nesso di causalità…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

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Prostituzione:no a divieti totali nei comuni mercoledì, Nov 28 2007 

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Le regole nel Ddl del governo: condanne più pesanti anche della metà se la vittima è costretta a drogarsi.

ROMA – I sindaci non possono vietare completamente la prostituzione sul territorio comunale, né istituire zone a luci rosse in posti lesivi della dignità di chi si prostituisce, ma devono fare conoscere le loro decisioni con “opportune forme di pubblicità”. Chi affitta un appartamento a un professionista del sesso non è punibile. Sono, queste, alcune novità contenute nel disegno di legge che, a 50 anni di distanza, aggiorna la legge Merlin.

Il ddl voluto dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, presentato ieri al preconsiglio dei ministri, sarà approvato dal Governo giovedì, dopodiché inizierà l’iter parlamentare. Fra le novità, è previsto che i profitti del racket della prostituzione siano confiscati, assegnati a un fondo istituito presso la presidenza del consiglio dei ministri. E destinati a corsi professionali per le vittime dello sfruttamento o a chi decide di lasciare la strada.

I principi fondamentali della legge Merlin restano invariati: libertà di prostituirsi, lotta agli sfruttatori. Viene aggiunta una nota, diciamo così, sociale: visto l’aumento della prostituzione maschile (soprattutto minorile), nelle norme in cui si parla di prostituzione s’è deciso di sostituire il termine “donna” con quello di “persona”.

Il nuovo ddl vuole adeguare con tre reati specifici – che prevedono l’arresto obbligatorio in flagranza – la legislazione penale ai nuovi fenomeni della tratta di esseri umani e del racket internazionali di sfruttatori. Il primo, è la prostituzione coattiva, commesso da chi costringe qualcuno a vendere il proprio corpo, punito con la reclusione da 5 a 10 anni. Poi c’è lo sfruttamento, con pene da 2 a 6 anni, e infine l’induzione o reclutamento, con il carcere da 1 a 5 anni. Le condanne possono aumentare anche della metà se la vittima è in stato di necessità, se viene costretta a drogarsi o ubriacarsi, e se lo sfruttatore è un parente.

Ma il ddl Amato prevede “tolleranza zero” verso sfruttatori e clienti di minorenni. I primi rischiano da 6 a 12 anni di carcere, per i secondi, se sorpresi in flagranza con ragazze o ragazzi minorenni, è previsto l’arresto facoltativo) e pene fino a 4 anni, che possono salire a 6 se chi si prostituisce ha meno di 16 anni.

Non sono punibili, invece, i volontari che assistono gratuitamente le persone che si prostituiscono, né chi affitta loro appartamenti. Il nodo politico, che sarà risolto giovedì al consiglio dei ministri, riguarda il potere conferito ai Comuni di vietare l’esercizio della prostituzione (oltre che vicino a scuole, ospedali e luoghi di culto), in zone che provocano la reazione di cittadini. Ai clienti sorpresi in quelle zone off limits saranno comminate sanzioni amministrative, ma con modalità che rispettino la privacy. Gli enti locali non possono, però, imporre quel divieto “del tutto, in luoghi pubblici del territorio comunale”, né consentirlo in aree o con modalità “pregiudizievoli della dignità o dell’incolumità delle persone coinvolte”.

Da La Repubblica  la notizia qui

Dimissioni del lavoratore su modulistica ufficiale lunedì, Nov 12 2007 

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Legge 17 ottobre 2007, n. 188.

Entra in vigore il 23 novembre 2007 la legge in materia di dimissioni volontarie dei lavoratori subordinati, collaboratori e associati in partecipazione.
La novità fondamentale sta nel fatto che l’atto di dimissioni per iscritto dovrà essere presentato esclusivamente su modelli ufficiali a pena di nullità, modelli che dovranno essere approvati e distribuiti da Direzioni prov. lavoro, centri per l’impiego e i Comuni.
Il modello avrà una validità temporale di 15 giorni dal suo rilascio.

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Vedi anche: Dimissioni volontarie: nuove istruzioni del Ministero
 

Sicurezza stradale, approvato il Dl mercoledì, Ott 3 2007 

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Diventa legge del decreto del 3 agosto scorso con disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione.

Ecco in sintesi tutte le novità

GUIDA SENZA PATENTE – Aumentano le sanzioni: i trasgressori vengono puniti con un’ammenda che va da 2.257 a 9.032 euro.

NEOPATENTATI – Qui la modifica apportata il 27 settembre dalla Camera, sulle limitazioni alla guida per chi ha appena preso la patente. L’emendamento della Rosa nel Pugno, infatti, riduce da tre a un anno il tempi in cui i neopatentati non potranno guidare auto con potenza superiore a 50 chilowatt (prima era 60).

LIMITI DI VELOCITA’ – Chi li supera di oltre 40 kmh rischia ora una sanzione tra 370 e 1458 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Chi supererà di oltre 60 kmh i limiti sarà soggetto ad una sanzione compresa tra 500 e 2000 euro e la sopensione da 6 a 12 mesi.

USO DI TELEFONINI – L’articolo 4 del decreto riformula le regole per l’uso dei dispositivi radiotrasmittenti durante la guida: è consentito solo l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare. A chi trasgredisce è inflitta una sanzione tra 148 e 594 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi se lo stesso guidatore compie un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – Aumentano le sanzioni: in precedenza c’era una sanzione uguale per un tasso alcolico compreso tra 0,5 e 1,5 grammi per litro; ora si è introdotto un limite intermedio di 0,8. E’ prevista l’ammenda da 500 a 2.000
euro e l’arresto fino ad un mese per il tasso compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro; da 800 a 3.200 e l’arresto fino a 3 mesi tra 0,8 e 1,5. L’ultima fascia, superiore a 1,5 grammi per litro prevede l’ammenda tra 1500 e 6000 euro e l’arresto fino a 6 mesi. In questi casi è sempre prevista, con scaglioni graduati, la sospensione della patente. Sono introdotte pene alternative con svolgimento di servizi sociali in istituti dove sono ricoverate vittime di incidenti stradali. Oltre alle sanzioni già previste, ce ne sarà un’altra di 200 euro per chi ha bevuto un bicchierino di più o supera i limiti di velocità tra le 20 e le 7 del mattino.

FONDO PRESSO PRESIDENZA CONSIGLIO – Gli introiti di queste ammende serviranno per rimpinguare il fondo contro gli incidenti notturni da istituire presso la presidenza del Consiglio. Per questa iniziativa è prevista una spesa iniziale di 500 mila euro l’anno fino al 2009.

GUIDA SOTTO EFFETTO STUPEFACENTI – Chiunque guida sotto effetto di stupefacenti è punito con l’ammenda da 100 a 4000 e l’arresto fino a 3 mesi.

PREVENZIONE – L’articolo 6 riguarda la “diffusione della consapevolezza” sui rischi legati all’alcol per chi guida. Si impone alle discoteche ed ai locali di affiggere appositi cartelli per indicare i tassi alcolici pericolosi e le infrazioni che si rischia di commettere. E’ previsto anche che nei locali sia disponibile l’etilometro.

STOP DISTRIBUZIONE ALCOL ALLE 2 – I titolari e i gestori di locali nei quali si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente alla vendita di bevande alcoliche devono interrompere la somministrazione di queste bevande alle 2 di notte e assicurarsi che all’uscita dal locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti un alcool test.

RETROATTIVITA’ – Si stabilisce inoltre che le disposizioni si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto, purchè il procedimento penale non sia concluso.

Da La Repubblica    la notizia qui

Tutele in termini d’indennizzi per i lavoratori danneggiati sul luogo di lavoro giovedì, Set 27 2007 

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Di seguito pubblichiamo un importante comunicato stampa pervenutoci da un nostro assiduo lettore: Giovanni d’Agata

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Dal 2008 anche la Cina avrà il diritto del lavoro lunedì, Set 24 2007 

La Cina dal prossimo 1° gennaio volta pagina sul diritto del lavoro. E, dopo anni di tentativi di riforma, si adegua ai principi del diritto del lavoro occidentali. Vale a dire: contratto di lavoro scritto obbligatorio, periodi di prova più limitati, contratti a tempo indeterminato meno vantaggiosi per i datori di lavoro, freni ai licenziamenti collettivi, risarcimenti per licenziamenti illegittimi, limite ai patti di non concorrenza, maggior potere ai sindacati sia per l’informazione sia per quanto riguarda il negoziato sui livelli contrattuali previsti, limiti all’apprendistato infinito e alle retribuzioni arbitrariamente inferiori ai minimi legali. D’altra parte anche per i lavoratori, ovviamente operai dell’industria manifatturiera, scattano obblighi finora quasi sconosciuti o ignorati: tra questi un limite e delle penalità alle dimissioni improvvise nonché una maggior tutela per i segreti industriali. C’è aria di Occidente in questa nuova svolta che oggi conosciamo articolo per articolo, ben 98, all’esame di giuristi e studiosi, ma ben presto anche delle aziende che già operano o che vorranno operare in Cina. E che d’ora in poi dovranno fare i conti con una rete di vincoli in precedenza inesistenti.

Ecco le novità da tenere d’occhio in vigore in Cina dal 1° gennaio 2008

– Il contratto di lavoro deve essere scritto: i “rapporti di fatto” si considerano a tempo indeterminato dopo un anno dalla richiesta di contratto nero su bianco
– Il periodo di prova scatta solo per contratti a partire da tre mesi in su
– Ci sono nuovi limiti al contratto di lavoro a tempo determinato
– I Iicenziamenti superiori ai venti dipendenti o al 10% del totale devono essere concordati con i sindacati e per i licenziamenti collettivi non basterà più la semplice motivazione della “carenza finanziaria”
– Licenziamenti illegittimi: scatta il diritto al risarcimento pari a due mensilità per anno lavorato ma non è più possibile dimettersi senza preavviso alcuno né portarsi dietro segreti aziendali
– Limiti al patto di non concorrenza (che va adeguatamente remunerato)
– Il sindacato deve essere informato di ogni tipo di licenziamento e coinvolto nell’applicazione dei contratti collettivi

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Sicurezza: la memoria del Dna in aiuto della giustizia lunedì, Set 17 2007 

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Anche l’Italia avrà una banca dati del Dna. Dopo mesi di incertezze, legate a ragioni di merito (preoccupazioni per la salvaguardia della privacy, per esempio) e di copertura (solo nelle ultime ore sono stati trovati i fondi necessari, 10 milioni per partire e 6 all’anno in seguito), il disegno di legge è stato diramato ieri mattina.

 Il che significa che il provvedimento dovrebbe approdare a uno dei prossimi Consigli dei ministri, sbloccando così un’impasse che durava almeno dall’autunno scorso. Era il 12 ottobre 2006 quando venne approvato dal Governo un disegno di legge con le modifiche al Codice di procedura penale per consentire il prelievo di campioni biologici. A necessario completamento doveva essere varata la banca dati del Dna che però è rimasta sinora lettera morta malgrado il ministro dell’Interno, Giuliano Amato,si fosse impegnato all’adozione con gli accordi di Prum. Accordi che sono tesi a facilitare la circolazione dei dati relativi anche al Dna, oltre che alle impronte digitali, fra sette Paesi dell’Unione (Belgio, Francia, Germania, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria).

La spinta al rispetto del Trattato si è rivelata decisiva soprattutto nella prospettiva delle indagini sui reati di terrorismo e criminalità organizzata che assumono sempre più una dimensione internazionale. Ma non solo. La banca dati del Dna è diretta anche, se non soprattutto, a scoprire gli autori di reati che oggi, in larga parte, restano ignoti, come nel caso di furti e rapine (1 milione e mezzo i furti denunciati nel 2005 di cui è rimasta impunità la quasi totalità), a rintracciare persone scomparse, a stabilire l’identità di persone decedute.
L’unica struttura presente in Italia, simile a quella richiesta per il test del Dna, è legata all’identificazione attraverso le impronte digitali, ma a mancare era stato fino a oggi il coordinamento per lo scambio di dati tra le forze di polizia e gli istituti di medicina legale ai quali di solito l’autorità giudiziaria affida l’analisi del Dna. «Tutti i risultati ottenuti dall’analisi del Dna – sottolinea la relazione al disegno di legge – rimangono confinati ai singoli episodi ed eventuali comparazioni di dati vengono effettuate con ricerche manuali»…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui