Va ridotto il mantenimento se c’è da pagare il mutuo venerdì, Ott 1 2010 

Cass. Sez. civ. sentenza n. 15333/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che “è legittima la decurtazione dell’assegno di mantenimento” se “il coniuge cui spetta l’obbligo dell’assegno” sta pagando per intero “la rata del mutuo della casa coniugale” in cui vive la moglie.

Da Saranno Avvocati    la notizia qui

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La misura dell’assegno divorzile va commisurata ai futuri miglioramenti dell’onerato martedì, Lug 20 2010 

Cassazione, sentenza 23.6.2010 n. 15212.

Con sentenza del 7.02-2.07.2003, il Tribunale di Roma dichiarava lo scioglimento del matrimonio contratto il (OMISSIS) dal ricorrente B.C. e da M.M., affidava al primo il figlio P. (nato il (OMISSIS)) e la figlia secondogenita Ca. (nata il (OMISSIS)) alla M., alla quale assegnava la casa familiare ed attribuiva, con decorrenza dalla pronuncia, l’importo mensile, aggiornabile dal febbraio 2004, di complessivi Euro 660,00, di cui Euro 260,00 quale assegno divorzile ed Euro 400,00, da integrare con il rimborso del 50 % delle spese straordinarie, quale contributo per il mantenimento della figlia affidatale.

Con sentenza del 7.12.2005 – 8.02.2006, la Corte di appello di Roma respingeva il gravame del B., che condannava al pagamento delle spese del grado…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

E’ reato di maltrattamenti disprezzare e umiliare il coniuge mercoledì, Lug 7 2010 

Cass. Sez. pen. Sentenza n. 22740/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che: “nella materialità del delitto di maltrattamenti rientrano percosse, minacce, ingiurie, privazioni imposte alla vittima e anche atti di scherno, disprezzo, umiliazione e di asservimento idonei a cagionare durevoli sofferenze fisiche e morali.

Ne consegue che, non risultando diversamente accertato dal giudice del merito e tenuto conto della coincidenza temporale dei delitti contestati ex art. 572, 610, 612, 594 cp, i singoli episodi vessatori rimangono assorbiti nel reato di maltrattamenti”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

Si deve comunque mantenere il figlio che non è proprio fino alla sentenza di disconoscimento lunedì, Mar 15 2010 

Cass. sez. pen. sentenza n. 8998/2010.

La Corte di Cassazione ha affermato che l’obbligo del mantenimento dura fino a quando “la paternita’ non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale”.

E questo vale anche se si scopre che il figlio non è il nostro. Secondo Cassazione “non e’ in facolta’ dell’obbligato sostituire la somma di denaro, mensilmente dovuta, con cose o beni che, a suo avviso, meglio corrispondono alle esigenze del minore beneficiario: l’utilizzo in concreto della somma versata compete in fatti al coniuge affidatario il quale, propro per tale sua qualita’ gode in proposito di una limitata discrezionalita’ il cui mancato rispetto, in danno del figlio minore, puo’ trovare sanzione ricorrendo nelle condizioni”.

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La madre separata che non permette gli incontri tra padre e figli commette reato mercoledì, Set 30 2009 

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Cass. Sez. pen. Sentenza n. 34838/09

La Cassazione ha di recente affermato che commettono un reato le madri separate che non favoriscono gli incontri con l’altro genitore.

Un comportamento del genere, infatti, spiega la Corte, lungi dal “tutelare l’effettivo interesse” del minore, denota “il proposito di vulnerare l’interesse del marito a frequentare il figlio in costanza di separazione coniugale”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

L’assegno di mantenimento non può essere sostituito dalla “paghetta” venerdì, Lug 24 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 29459/09

La Cassazione ha confermato la multa nei confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva “sostituito il mantenimento” con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l’acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari.

La Corte ha sottolineato che il padre ”non ha adempiuto all’obbligo di mantenimento della figlia e sicuramente non lo ha assolto con la corresponsione di mezzi per spese voluttuarie o per spese straordinarie (mediche e per studi), considerato lo stato di bisogno della figlia minorenne, priva di reddito proprio, e considerato l’obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Spiare la ex in automobile non è interferenza illecita martedì, Lug 21 2009 

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Cassazione 28251/2009.

I reati di intromissione nella vita altrui valgono solo per i luoghi di privata dimora.

di Roberto Codini
L’automobile non è equiparabile ad un luogo di privata dimora e pertanto non costituisce reato installare nell’auto della propria ex ragazza un apparecchio che consenta la ripresa sonora di quanto avviene al suo interno.Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una sentenza del Tribunale della Libertà di Potenza.

Il caso riguarda un ragazzo, la cui fidanzata aveva interrotto la loro relazione sentimentale, che aveva installato nell’auto della ragazza, più precisamente nel vano della luce di cortesia, un telefono cellulare con suoneria disattivata sul quale era impostata la funzione di risposta automatica in modo da consentire la ripresa sonora di quanto avveniva all’interno dell’automobile.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza aveva chiesto la misura della custodia cautelare in cercere nei confronti del ragazzo, ma il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Potenza aveva escluso che fossero ravvisabili i reati di interferenze illecite nella vita privata e di installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni previsti e puniti dal codice penale.

Per tale motivo il Procuratore della Repubblica di Potenza aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l’automobile dovesse essere considerata come un luogo di privata dimora…[continua…]

Da Cittadino Lex  la notizia qui

E’ reato negare il figlio all’ex marito per le vacanze martedì, Lug 21 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 27995/09.

La Corte di Cassazione ha affermato che: “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo.

‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il bambino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di vacanza prestabilito.

L’asserito esercizio del diritto-dovere di avere agito esclusivamente nell’interesse del minire, che avrebbe manifestato indisponibilità ad allontanarsi, sia pure temporaneamente, dal suo ambiente abituale, è rimasto indimostrato. Non va, peraltro, sottaciuto che rientra nei doveri del genitore affidatario quello di favorire, a meno che sussistano contrarie indicazioni di particolare gravità, il rapporto del figlio con l’altro genitore, e ciò proprio perché entrambe le figure genitoriali sono centrali e determinanti per la crescita equilibrata del minore”.

“L’ostacolare gli incontri tra padre e figlio – precisa la Corte -, fino a recidere ogni legame tra gli stessi, può avere effetti deleteri sull’equilibrio psicologico e sulla formazione della personalità del secondo”.

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Illegittima la notifica di accertamento alla ex coniuge martedì, Giu 16 2009 

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Cassazione, sez. CIVILE, sen. 11.06.2009, n. 13510.
La Corte di Cassazione torna nuovamente sul tema delle notificazioni, e in particolare, sullo spinoso tema della notificazione in caso di variazione anagrafica del domicilio.

Nel proporre una lettura accurata dell’art. 60 d.p.r. n. 600 del 1973, la Corte ribadisce che “la notificazione degli avvisi deve essere eseguita presso il domicilio fiscale del contribuente, ma stabilisce, che le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno comunque effetto, ai fini della notificazioni, dall’avvenuta variazione anagrafica (comma 3).”.

In particolare tale lettura della norma si impone a seguito della sua declaratoria di illegittimità, operata dalla sentenza n.360/2003 Corte Costituzionale, che ha espunto l’inciso che condizionava l’efficacia della variazione al decorso del termine di 60 giorni, nemmeno dalla variazione anagrafica, quanto alla successiva comunicazione della stessa da parte del Comune all’Ufficio medesimo.

Da Il Sole 24 Ore     la notizia qui

Non sono restituibili i soldi prestati tra marito e moglie martedì, Giu 9 2009 

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Cass. sez. civ. sentenza n. 12551/09.

La Suprema Core ha sottolineato che i ‘prestiti’ tra coniugi sono una modalità per fare fronte a quella una solidarietà reciproca che dovrebbe esistere tra marito e moglie.

In ogni caso, spiegano gli Ermellini, “il giudice di merito ha evidentemente escluso la sussistenza di circostanze”, tali da determinare la restituzione del denaro, “in particolare non ha considerato tali, la documentazione prodotta dalla moglie, ne’ il fatto che la consegna o un prestito di denaro tra coniugi avviene generalmente nella riservatezza della vita familiare, ne’ che i lavori di ristrutturazione della casa coniugale sono stati effettivamente eseguiti”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

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