Germania: il superstite di una coppia gay ha diritto alla pensione di reversibilità venerdì, Apr 4 2008 

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Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, 1 aprile 2008, procedimento C-267/06

Oggetto della domanda di pronuncia pregiudiziale: interpretazione degli artt. 1, 2, n. 2, lett. a) e b), sub i), nonché 3, nn. 1, lett. c), e 3, della direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU L 303, pag. 16).

Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il superstite di una coppia gay e l’ente di previdenza dei lavoratori teatrali, in merito al diniego di quest’ultimo di riconoscergli una pensione di vedovo a titolo delle prestazioni ai superstiti previste dal regime previdenziale obbligatorio di categoria al quale era iscritto il suo partner, poi deceduto, con il quale aveva contratto un’unione solidale.

La Corte (Grande Sezione) ha dichiarato:
1) Una prestazione ai superstiti concessa nell’ambito di un regime previdenziale di categoria come quello gestito dalla Versorgungsanstalt der deutschen Bühnen rientra nella sfera di applicazione della direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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L’imposta di registro è un’obbligazione indivisibile martedì, Ott 16 2007 

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In caso di imposta di registro dovuta più eredi se uno di loro non paga , gli altri sono obbligati a versare anche la sua quota, salvo poi il diritto a rivalersi su chi è stato inadempiente. Ciò perché il debito verso il fisco è uno e non può essere diviso.

Sentenza n. 21482 del 12 ottobre 2007.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Ereditare non comporta aumento dell’entità dell’assegno di mantenimento dovuto giovedì, Giu 14 2007 

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Non v’è collegamento con la situazione patrimoniale determinatasi durante il matrimonio

(Claudia B., ex moglie di Claudio Q., ha chiesto al Tribunale di Roma un aumento dell’assegno divorzile posto a carico dell’ex marito, sostenendo che le condizioni economiche del medesimo erano migliorate, dopo il divorzio, per effetto di beni lasciatigli in eredità dalla madre. Il Tribunale ha rigettato la domanda. Questa decisione è stata riformata dalla Corte di Appello di Roma che aumentato l’assegno dovuto dall’ex marito, in considerazione del miglioramento della sua posizione patrimoniale verificatosi per effetto dell’eredità materna. Claudio Q. ha proposto ricorso per cassazione censurando la decisione della Corte di Roma per violazione di legge.
           
La Suprema Corte (Sezione Prima Civile n. 12687 del 30 maggio 2007, Pres. Luccioli, Rel. Felicetti) ha accolto il ricorso. Il legislatore, subordinando la revisione dell’assegno alla sopravvenienza di giustificati motivi – ha osservato la Corte – non ha inteso stabilire un automatismo fra i miglioramenti della situazione economica del coniuge obbligato, successivi al divorzio, e l’aumento dell’assegno; ciò in primo luogo perché, ove la richiesta di modifica venga a fondarsi unicamente su tali miglioramenti, è necessario che si valuti se ed in quale misura il coniuge che richieda la rivalutazione dell’assegno possa ritenersi titolare di un affidamento a un tenore di vita correlato a detti miglioramenti, in relazione alla loro natura. In particolare – ha affermato la Corte – occorre accertare se detti miglioramenti siano rapportabili all’attività svolta, in costanza di matrimonio, o al tipo di qualificazione professionale dell’onerato; fra tali incrementi non possono ricomprendersi i miglioramenti dovuti ad eredità ricevute dall’onerato dopo il divorzio, risultando i relativi incrementi reddituali privi di collegamento con la situazione economica dei coniugi durante il matrimonio e con il reciproco contributo datosi nel corso di esso. Le aspettative ereditarie – ha rilevato la Corte – sono infatti, sino al momento dell’apertura della successione, prive, di per sé, di valenza sul tenore di vita matrimoniale e giuridicamente inidonee a fondare affidamenti economici; con la conseguenza che, mentre le successioni ereditarie che si verifichino in costanza di convivenza coniugale, incidendo sul tenore di vita matrimoniale, concorrono a determinare la quantificazione dell’assegno dovuto dal coniuge onerato, quelle che si verifichino dopo non sono idonee ad essere valutate. Da Legge-e-giustizia.it

Case popolari, eredi senza tutela lunedì, Mag 21 2007 

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L’ assegnazione di una casa popolare non può essere trasmessa agli eredi se l’assegnatario è deceduto prima della stipulazione definitiva del contratto di compravendita.

A questa conclusione sono pervenute le Sezioni unite civili della cassazione che, con la sentenza n. 11334 del 17 maggio 2007, hanno messo la parola fine a un complesso contrasto di giurisprudenza.

Da Cassazione.net   la notizia qui