Legittimi, naturali e adottivi: i figli avranno pari diritti mercoledì, Lug 10 2013 

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Presto cadrà la distinzione fra figli legittimi, naturali e adottivi. Sono infatti pronte le norme di attuazione della legge delega 219/2012 approvata dal Parlamento il 28 novembre scorso e pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 293 del 17 dicembre 2012.

Il testo del decreto legislativo proposto dal presidente del Consiglio e dai ministri dell’Interno, della Giustizia, del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia dovrebbe essere esaminato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri…continua a leggere

Da Il Sole 24 Ore

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Si deve comunque mantenere il figlio che non è proprio fino alla sentenza di disconoscimento lunedì, Mar 15 2010 

Cass. sez. pen. sentenza n. 8998/2010.

La Corte di Cassazione ha affermato che l’obbligo del mantenimento dura fino a quando “la paternita’ non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale”.

E questo vale anche se si scopre che il figlio non è il nostro. Secondo Cassazione “non e’ in facolta’ dell’obbligato sostituire la somma di denaro, mensilmente dovuta, con cose o beni che, a suo avviso, meglio corrispondono alle esigenze del minore beneficiario: l’utilizzo in concreto della somma versata compete in fatti al coniuge affidatario il quale, propro per tale sua qualita’ gode in proposito di una limitata discrezionalita’ il cui mancato rispetto, in danno del figlio minore, puo’ trovare sanzione ricorrendo nelle condizioni”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Diritto del padre lavoratore dipendente ad usufruire dei risposi giornalieri qualora la madre non possa accudire la prole lunedì, Ott 19 2009 

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Inps, Circolare 15.10.2009 n. 112.

L’art. 40, lett. C, del d.lgs. 151/2001 (T.U. maternità/paternità) prevede che il padre lavoratore dipendente possa fruire dei riposi giornalieri “nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente”.

In attuazione della citata disposizione, l’Inps, in varie circolari, aveva ritenuto che per madre “lavoratrice non dipendente” dovesse intendersi la madre “lavoratrice autonoma (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta o colona, imprenditrice agricola, parasubordinata, libera professionista) avente diritto ad un trattamento economico di maternità a carico dell’Istituto o di altro ente previdenziale” e non anche la madre casalinga, con conseguente esclusione, in tale ultima ipotesi, del diritto del padre a fruire dei riposi giornalieri salvi, ovviamente, i casi di morte o grave infermità della madre (vedi circolari n. 109/2000, 8/2003 e 95 bis 2006).

Con sentenza n. 4293 del 9 settembre 2008, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha dedotto, in via estensiva, che la ratio della norma in esame, “volta a beneficiare il padre di permessi per la cura del figlio”, induca a ritenere ammissibile la fruizione dei riposi giornalieri da parte del padre anche nel caso in cui la madre casalinga, considerata alla stregua della “lavoratrice non dipendente”, possa essere tuttavia “impegnata in attività che la distolgano dalla cura del neonato”…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

La madre separata che non permette gli incontri tra padre e figli commette reato mercoledì, Set 30 2009 

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Cass. Sez. pen. Sentenza n. 34838/09

La Cassazione ha di recente affermato che commettono un reato le madri separate che non favoriscono gli incontri con l’altro genitore.

Un comportamento del genere, infatti, spiega la Corte, lungi dal “tutelare l’effettivo interesse” del minore, denota “il proposito di vulnerare l’interesse del marito a frequentare il figlio in costanza di separazione coniugale”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

L’assegno di mantenimento non può essere sostituito dalla “paghetta” venerdì, Lug 24 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 29459/09

La Cassazione ha confermato la multa nei confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva “sostituito il mantenimento” con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l’acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari.

La Corte ha sottolineato che il padre ”non ha adempiuto all’obbligo di mantenimento della figlia e sicuramente non lo ha assolto con la corresponsione di mezzi per spese voluttuarie o per spese straordinarie (mediche e per studi), considerato lo stato di bisogno della figlia minorenne, priva di reddito proprio, e considerato l’obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Non è diseducativo dare troppi soldi ai figli per il mantenimento martedì, Mag 26 2009 

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Cass. sez. civ. sentenza n. 11538/09.

Secondo la Corte di Cassazione l’art. 147 del codice civile “obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicita’ di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, culturale, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale”, in una parola: ”alla opportuna predisposizione, fin quando l’eta’ dei figli lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessita’ di cura e di educazione”.

Da Saranno Avvocati    la notizia qui

L’adulterio non prova che il figlio è di un altro lunedì, Apr 27 2009 

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L’infedeltà della compagna non prova che il figlio è di un altro se il presunto padre si rifiuta di sottoporsi al test del DNA. ha respinto il ricorso di un giovane nei confronti del quale era stata pronunciata la dichiarazione giudiziale di paternità anche se lui lamentava il tradimento della compagna all’epoca del concepimento del bambino.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6873 del 2009 ha respinto il ricorso di un giovane nei confronti del quale era stata pronunciata la dichiarazione giudiziale di paternità anche se lui lamentava il tradimento della compagna all’epoca del concepimento del bambino.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Madri anoressiche separate non perdono il diritto di vedere i figli lunedì, Mar 23 2009 

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Madri anoressiche piú tutelate. Non perdono il diritto di vedere i figli affidati al padre anche se questi non vogliono avere rapporti con loro perché la malattia gli ha impedito di instaurare un solido legame affettivo. Ma non basta.

I regali della famiglia di origine, che migliorano le condizioni economiche del coniuge che ha diritto al mantenimento (come ad esempio l’uso di una casa), non giustificano la riduzione dell’importo dell’assegno.

Sono questi i due principi affermati dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6200 del 13 marzo 2009..[continua…]

Da Cassazione.net    la notizia qui

L’individuazione della casa coniugale non può fondarsi sul desiderio dei figli venerdì, Mar 6 2009 

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Solo la casa nella quale la famiglia ha vissuto può essere assegnata al coniuge affidatario dei figli minori e a nulla rileva la circostanza che un’altra casa nella disponibilità della coppia andata in crisi, sia più adatta alle esigenze della prole in quanto più vicina alla scuola e ai parenti del genitore affidatario.

Lo sottolinea la Prima sezione civile della Cassazione con la sentenza 4816. Senza successo, infatti, una moglie separata aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado che le aveva assegnato come casa coniugale un appartamento, diverso da quello dove la famiglia aveva vissuto unita, più rispondente ai desideri della figlia che viveva con lei

Da Cassazione.net   la notizia qui

Padri dei minori Rom non devono lasciare che i figli vagabondino da soli per le città o rispondono di abbandono mercoledì, Mar 4 2009 

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Non si salva dalla condanna per abbandono di minore il genitore nomade che ritiene il figlio in grado di badare a se’ stesso girando per le strade delle città in compagnia di coetanei della sua stessa etnia.

Lo afferma la Quinta sezione penale della Cassazione con la sentenza 9276.

Secondo i supremi giudici le abitudini familiari assorbite dal minore non lo salvaguardano dai rischi che corre nel trovarsi in un ambiente esterno “governato da diversi costumi”.

Per il padre in questione – rintracciato dopo che il figlio di sette anni era stato fermato dalla polizia per aver rubato un cellulare – è diventata definitiva la condanna a sette mesi di reclusione.

Da Cassazione.net   la notizia qui

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