Pensioni, riscatto più leggero per i giovani venerdì, Gen 11 2008 

studenti.jpg

La legge 247, venendo incontro a chi inizia il lavoro in età più elevata rispetto al passato e per favorire il raggiungimento di una contribuzione più elevata all’atto del pensionamento, ha concesso alcune agevolazioni per il riscatto dei periodi di studi universitari, come ha ricordato il messaggio Inps 654 di ieri. Anche chi non è ancora iscritto ad alcuna forma obbligatoria può richiedere la copertura del periodo: in tal caso i versamenti affluiscono all’Inps e saranno successivamente trasferiti nella gestione presso la quale avverrà la prima iscrizione. Per tutte le domande di riscatto del periodo di laurea presentate dal 1° gennaio 2008 il pagamento della copertura può avvenire in 120 rate mensili senza applicazione di interessi.

La contribuzione riscattata, oltre a determinare un incremento della pensione, è utile anche per acquisire il diritto a pensione. La nuova legge ha rimosso alcuni impedimenti precedenti, ammettendo l’utilizzo per il diritto alla pensione anticipata con 40 anni di contributi, anche se liquidabile in forma contributiva.

La copertura del periodo per i non iscritti ad alcuna forma obbligatoria avviene, come precisato anche dall’Inps, con il versamento di un contributo per ciascun anno da riscattare calcolato sul reddito imponibile annuo minimo previsto per l’assicurazione commercianti (articolo 1, comma 3 della legge 233/90), applicando l’aliquota di computo prevista per i dipendenti (33%).

Per chi è già iscritto in una gestione obbligatoria, la determinazione dell’onere può avvenire con due procedure. Il decreto legislativo 184/1997 ha infatti introdotto regole uniche per tutte le forme di assicurazione obbligatoria, ma ha stabilito criteri di calcolo diversi in relazione alla pensione liquidabile in forme retributiva o contributiva.
Nella prima ipotesi si applica la procedura prevista dall’articolo 13 della legge 1338/1962, con versamento di una riserva matematica a copertura dell’incremento che avrà la pensione per il periodo riscattato, determinata sulla base della situazione esistente e quindi della retribuzione pensionabile calcolata al momento della domanda. L’importo della riserva matematica è determinato applicando un coefficiente, definito in relazione al sesso, all’età al momento della richiesta e all’anzianità contributiva già maturata, elementi che possono incidere sull’insorgenza del diritto alla pensione.

Le tabelle sono stabilite in relazione ad alcuni fattori, come la presunta durata media di fruizione della rendita, collegata alle aspettative di vita, e la normativa sul diritto alla pensione. Si tratta di fattori variabili nel tempo. Dunque, i coefficienti sono aggiornati periodicamente: una prima revisione è avvenuta nel 1982 e, di recente, con il decreto del ministero del Lavoro del 31 agosto pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» il 6 novembre, che ha determinato un aumento degli oneri, anche se in misura non rilevante.

Nella pensione da liquidare in forma contributiva, si applica all’intero periodo da riscattare il reddito pensionabile medio risultante nei 12 mesi che precedono la richiesta, e sullo stesso si calcola il contributo con le aliquote vigenti al momento della richiesta stessa. La contribuzione così determinata incrementa il montante contributivo, con riferimento all’anno di presentazione della domanda, e rivalutazioni con effetto da tale anno.
Le due modalità di copertura sono collegate pertanto alla collocazione temporanea del periodo oggetto del riscatto: per i periodi a tutto il 1995 deve essere calcolata la riserva matematica e per quelli afferenti gli anni successivi l’importo della contribuzione affluisce a incremento del montante.

L’applicazione rigida del riferimento temporale fa sì che, per i lavoratori con contribuzione dal 1996 e diritto alla pensione contributiva, la copertura del riscatto degli studi universitari precedente al 1996 avviene con importo determinato sulla base della riserva matematica. Dunque, si crea una quota di pensione da liquidare in forma retribuiva. Al limite, il periodo stesso può collocarsi anche ante e post il 31 dicembre 1995, con calcolo dell’onere frazionato nelle due modalità, e diritto alla quota di pensione retributiva per la parte riferita al 1995.

Agli iscritti nella gestione separata è stato sinora negato il riscatto per periodi precedenti al 1° aprile 1996, data di istituzione delle gestione stessa; gli stessi però, anche se non hanno altra contribuzione, possono ora avanzare la richiesta e l’onere sarà costituito sulla base della contribuzione del periodo anche se lo stesso si colloca prima del 1996.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Annunci

La somministrazione fa il pieno di garanzie giovedì, Set 20 2007 

somministrazione-di-lavoro-pa.jpg

Ministero per le Riforme e le innovazioni nella PA, circolare n. 9 del 1° agosto 2007.

Il contratto di somministrazione si applica anche alla pubblica amministrazione, soltanto però nella forma del tempo determinato.

Il ministero per le Riforme e le innovazioni nella PA, con la circolare n. 9 del 1° agosto scorso, ha fatto il punto sulle modalità di applicazione dell’istituto al pubblico impiego. La circolare si sofferma in particolare sull’individuazione del costo del lavoro che deve essere fatta sulla base dell’applicazione del Ccnl di categoria, con l’aggiunta degli oneri previdenziali-assistenziali e degli elementi previsti dalla contrattazione integrativa e dalla legge.

Sul somministratore, poi, gravano gli obblighi di formazione ed informazione di cui al Dlgs n. 626/1994 mentre sull’utilizzatore pesa la garanzia della sorveglianza medica e di quella informativa sui rischi specifici, di cui al predetto decreto legislativo, di dotazione dei dispositivi di protezione individuale, oltre alla responsabilità per violazione degli obblighi di sicurezza.

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Anzianità di servizio: quando viene anche computata mercoledì, Lug 25 2007 

scatti-anzianita.jpg

Computo nel periodo di formazione e lavoro servizio se il rapporto di lavoro viene poi trasformato in rapporto a tempo indeterminato.

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con sentenza 12 giugno 2007, n. 13716, ha stabilito che il periodo di formazione e lavoro deve essere conteggiato nell’anzianità di servizio se il rapporto di lavoro viene poi trasformato in rapporto a tempo indeterminato.
Ai fini del computo, l’anzianità di servizio trascorsa nel periodo di formazione e lavoro è conteggiato nell’anzianità di servizio anche per quanto riguarda gli scatti di anzianità e i passaggi automatici di classe stipendiale.

Fatto e diritto
Un dipendente delle Ferrovie dello Stato, per essere assegnato ad una classe stipendiale superiore, aveva chiesto al Pretore che nell’anzianità di servizio fosse conteggiata l’attività prestata durante il periodo di contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in contratto a tempo indeterminato, previa declaratoria della nullità della clausola del contratto individuale di lavoro (che prevedeva che non fossero computati gli effetti economici derivanti dal periodo di formazione e lavoro).
Il ricorrente sosteneva, invece, di aver diritto ad una classe stipendiale superiore a quella riconosciuta dal datore di lavoro, poiché si doveva computare nell’anzianità di servizio anche il periodo di formazione e lavoro.
L’azienda Ferrovie dello Stato resisteva alle richieste rivolgendosi al Tribunale, che accoglieva la domanda nei limiti della prescrizione quinquennale.
A seguito di impugnazione di Trenitalia s.p.a. (nel frattempo succeduta a Ferrovie dello Stato s.p.a.), la Corte di Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, con la sentenza impugnata, respingeva l’appello, richiamando la giurisprudenza che aveva disposto che il periodo di formazione e lavoro nell’anzianità di servizio, in caso di trasformazione in rapporto a tempo indeterminato, senza distinguere a quale effetto (giuridico o economico) deve essere computato nell’anzianità di servizio…[continua…]

Da Consulenza Del Lavoro   la notizia qui

Libro: Gli zecchini di Pinocchio martedì, Lug 3 2007 

zecchini.jpg

Segnaliamo un interessante manuale scritto da due autrici nostre affezionate amiche: Lilia Beretta e Renata Borgato

Il manuale “Gli zecchini di Pinocchio” è stato pensato per fornire ai clienti e ai loro promotori finanziari gli elementi basilari di un vero e proprio metodo di lavoro, basato sul buon senso e finalizzato al conseguimento di una pratica di investimento consapevole; il libro dedica una particolare attenzione alle frequenti trappole comunicative che traggono in inganno chi risparmia e investe, mettendo in guardia dal pericolo rappresentato dalla distorsione delle informazioni che può portare a scelte finanziarie non rispondenti ai propri fini o addirittura totalmente fallimentari.

Ed. Franco Angeli

Avv. Maria Grazia Mei

Dott. Massimiliano Calcaterra

Il Presidente della Repubblica sul tema delle pari opportunità lunedì, Mag 7 2007 

pari-opportunita.jpg

Pari opportunità, Napolitano: “Servono norme e iniziative”

Prodi: “Dieci anni fa non ero favorevole, ma oggi serve un discorso serio sulle quote rosa”. Livia Turco: “Abbiamo ottime leggi, ma bisogna applicarle”:

Il presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano lancia un appello per una maggiore attenzione sul tema delle pari opportunità. Nel nostro paese non sono ancora pienamente riconosciute, “occorrono azioni positive e normative ed anche comportamenti indotti dall’azione di governo”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lasciando il convegno organizzato per l’Anno europeo delle pari opportunità per tutti. Napolitano ha sottolineato l’importanza del legame con l’Europa, che dà “un forte impulso. Ancora una volta – ha aggiunto – l’Unione Europea si conferma fonte di avanzamento della nostra società ed è molto importante mantenere fermo il punto dell’Ue e progredire grazie a quel Trattato di cui si sta discutendo a Berlino”. 

PRODI.Dieci anni fa non ero favorevole, ma oggi serve un discorso serio sulle quote rosa“. Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno europeo delle pari opportunità. Il premier sostiene che sulla questione delle pari opportunità le legislazioni europea ed italiana hanno fatti passi importanti, ma aggiunge: “Il problema non può essere affrontato solo dal punto di vista della legislazione, ma soprattutto con interventi concreti. In Italia c’è una distorsione mentale, si pensa cioè che fatta la legge sia risolto il problema. Questo è drammaticamente sbagliato”. “La legge – continua Prodi – è sempre un primo passo. Il contenuto delle norme poi deve diventare realtà. Se di fronte a un’innovazione legislativa non ci sono offerte come asili nido o servizi fondamentali, allora quelle innovazioni legislative si dimostrano inutili. Quindi in certi momenti occorre anche forzare sulle quote rosa per rendere la parità effettiva e non accontentarci della parità legislativa”.

TURCO. L’ Italia “ha fatto enormi passi avanti sulle pari opportunità, abbiamo ottime leggi, ma le leggi non bastano. Bisogna applicarle“: lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, parlando a margine della cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno europeo per le pari opportunità per tutti. Il ministro ha elogiato l’idea, lanciata dalla collega Barbara Pollastrini nel suo intervento, di una commissione parlamentare per i diritti e le pari opportunità: “È una cosa importante – ha detto Livia Turco – ma è anche vero che in Italia abbiamo leggi molto avanzate e il compito più difficile è però quello di applicarle e di applicarle bene, oltre che di far crescere la cultura”. “E poi – ha aggiunto – occorre che ciascuno faccia la sua parte, imprenditori, datori di lavoro, enti locali, sindacati, affinchè soprattutto cresca l’occupazione femminile e perchè le donne possano conciliare meglio lavoro e famiglia”. Questo, ha concluso il ministro della Salute, è “un problema non delle donne, ma della società italiana, del suo sviluppo, della sua crescita, equità e serenità”.

03/05/2007 16:13 da L’Unione Sarda.it  la notizia qui

Sull’argomento vedi anche Le donne diventano la notizia qui

Le donne diventano lunedì, Apr 23 2007 

libro-mg.jpg    E’ finalmente stato pubblicato “Le donne diventano”. Il libro, le cui autrici sono Lilia Beretta, Renata Borgato, Maria Grazia Mei e Sara Rubino, è edito da Bine editore e può essere richiesto all’Ufficio Formazione di CGIL Lombardia.

La pubblicazione acquista maggiore importanza se sol si pensi che esso vede la luce in quello che dalla Commissione Europea è stato dichiarato “anno europeo delle pari opportunità”.

La necessità di una tale dichiarazione rende evidente come ancora nel terzo millennio vi siano disparità di trattamento tra uomini e donne e sperequazioni a loro danno, nonché la necessità di orientare scelte formative e professionali femminili verso settori fino ad oggi di esclusivo appannaggio maschile.

Non può del pari trascurarsi che il libro nasce in un contesto storico in cui sembra registrarsi una regressione con riferimento ad alcuni dei diritti dalle donne tanto faticosamente acquisiti e che occorre un intervento mirato per tutelare le situazioni di emarginazione in cui si trovano a vivere tante donne immigrate nel nostro paese.

“Le donne diventano” si rivolge in primis a tutte le donne, quale strumento per acquisire consapevolezza dei diritti acquisiti nel corso di un secolo e dei limiti tuttora esistenti ai fini del raggiungimento della parità. Tra le donne, giovani e meno giovani, è infatti ancora scarso il livello di conoscenza di quante lotte, quanti mutamenti e quante conquiste siano intervenuti nel corso di un secolo.

Si rivolge, inoltre, al legislatore, invitandolo a sperimentare nuove forme al fine della realizzazione della uguaglianza di opportunità tra uomini e donne, nonché a tutti gli uomini per i quali si propone di costituire uno strumento di riflessione.