Cassazione: carcere per minori che rubano lunedì, Set 10 2007 

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La Suprema Corte ha annullato una sentenza con cui non veniva convalidato l’arresto di una nomade sorpresa in una casa a rubare.

ROMA – Nessuna scusante d’ora in poi per i minorenni trovati a scippare o a rubare. La Cassazione dà il via libera alla custodia cautelare nei confronti di ragazzini accusati di furto in appartamento o scippi per strada. La Suprema Corte ha infatti annullato l’ordinanza con la quale il Tribunale per i minorenni di Roma aveva disatteso la richiesta di convalida dell’arresto di un’adolescente nomade, sorpresa a rubare in una casa, sostenendo che la misura cautelare non era applicabile per questo genere di reati. La Suprema Corte è stata di diverso avviso e ha annullato con rinvio al Tribunale per i minorenni di Roma che dovrà adottare la «linea dura» nei confronti dei giovanissimi ladri d’appartamento e scippatori.

DOPPIA INTERPRETAZIONE – Sull’applicabilità, o meno, del carcere preventivo ai minori accusati di furto nelle abitazioni o scippo, la Cassazione ha prodotto due filoni giurisprudenziali in netto contrasto tra loro e mai risolti, finora, dalle Sezioni Unite cui la questione era stata sottoposta ma che – per motivi di sopravvenuta mancanza d’interesse – non è stata risolta. In base a un primo orientamento, la custodia cautelare non sarebbe applicabile nei confronti dei minorenni che rubano e scippano in quanto il carcere preventivo per tali reati non sarebbe espressamente richiamato dal Dpr 448 del 1988 che disciplina i casi in cui può essere applicata la custodia nei confronti di imputati minorenni e che non sarebbe stato coordinato con la legge 128 del 2001 che ha definito il furto in appartamenti e gli scippi come autonome e specifiche fattispecie di reato.

Un secondo orientamento – condiviso dalla sentenza 34216 della quarta sezione penale della Suprema Corte, depositata oggi, sostiene che è invece possibile applicare ai minori la custodia cautelare anche nel caso di «illeciti puniti con la reclusione non inferiore a nove anni» ed anche nel caso di «specifiche fattispecie» come quelle del furto «ridisegnate» dalla legge 128 del 2001. In pratica, per gli ermellini «i reati di furto, aggravati perchè commessi in abitazione o con strappo» fanno scattare la custodia cautelare in quanto hanno «l’aggravante incorporata» dalla modalità stessa di commissione del reato e non importa se, per i furti in appartamento e gli scippi, il nuovo articolo 624 bis del Codice Penale prevede la reclusione massima fino a 6 anni. Per effetto di questa decisione il Tribunale dei minori di Roma dovrà rivedere la decisione con la quale, lo scorso 23 gennaio, ha rimesso in libertà Romina N., un’adolescente sorpresa a rubare in un appartamento della capitale. La convalida dell’arresto era stata chiesta dal pm.

Da La Repubblica  la notizia qui

Auto nel parcheggio? Il gestore è responsabile del furto venerdì, Mag 4 2007 

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Finalmente un chiarimento in merito all’annosa questione della responsabilità del gestore del parcheggio nel caso di furto o danneggiamento del veicolo.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 5837/2007, ha chiarito che deve intendersi come clausola vessatoria, che, pertanto, necessita di approvazione specifica per iscritto, quella che esclude la responsabilità del gestore del parcheggio per il caso di furto o danneggiamento del veicolo lasciato in deposito.

In particolare, la Corte ha chiarito che l’offerta relativa al servizio di parcheggio, cui consegue l’accettazione per mezzo dell’immissione del veicolo nell’area, ingenera nell’utente l’affidamento che in essa sia compresa la custodia. Considerata l’immediatezza con cui si conclude il contratto (offerta – immissione del veicolo) è da ritenersi che le clausole relative all’esclusione di responsabilità non vengano a conoscenza dell’utente.