Ecopass illegittimo, la sentenza del Giudice di pace giovedì, Mar 18 2010 

L’ecopass sarebbe “illegittimo”, e nelle delibere del Comune di Milano, ci sarebbe un “eccesso di potere”. Così dice la sentenza di ieri di un giudice di pace del Tribunale di Milano, che ha accolto il ricorso di un cittadino multato mesi fa.

Di ecopass, su queste pagine, avevamo scritto spesso: mai particolarmente amato dai milanesi, difficilmente però lo vedremo sparire…

Ecco alcuni passi della sentenza: il cardine che dimostrerebbe l’illegittimità dell’ecopass, è nel passo sulla disparità di trattamento…[continua…]

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Multe ingiuste: sei italiani su dieci le contestano martedì, Mar 3 2009 

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In Italia oltre sei automobilisti su dieci che ricevono multe ingiuste le contestano. Il dato emerge da un sondaggio condotto nello scorso mese di febbraio dall’Unione Nazionale Consumatori, e precisamente dal 16 al 27 febbraio. Ebbene, il 61,6% dei partecipanti al sondaggio dichiarano che in caso di recapito di una multa ingiusta si arrabbiano e la contestano.

Solo il 10,50% afferma che, per pigrizia, la lascia nel cassetto, mentre il 27,9% del campione afferma che, con rassegnazione, preferisce pagarla. Il sondaggio dell’Unione Nazionale Consumatori, dal titolo “Cosa fai in caso di multa ingiusta?”, evidenzia come buona parte degli italiani preferisca andare fino in fondo nel far valere i propri diritti, fino a ricorrere al Giudice di Pace.

Non è comunque incoraggiante il fatto che quasi tre italiani su dieci accettino passivamente di pagare la multa, anche se ingiusta; di norma ciò avviene quando l’automobilista, pur riconoscendo l’illegittimità della sanzione, preferisce evitare di perdere altro tempo magari prendendosi un giorno di permesso dal lavoro e facendo lunghe file davanti all’ufficio del Giudice di Pace.

Quest’anno, tra l’altro, le multe sono aumentate: ad esempio, la multa per sosta vietata è salita a 38 euro dai 36 euro dello scorso anno; lo stesso dicasi per chi viene ‘pescato’ a guidare parlando col telefonino privo di auricolare. In tal caso la multa balza a 74 euro dai 70 euro del 2008.

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Corsie riservate al transito dei mezzi pubblici: se le telecamere non risultano auorizzate dal ministero, le multe sono illegittime mercoledì, Gen 21 2009 

images33333333333333Multe illegittime sulle corsie gialle. E non soltanto quando le immagini prodotte sono poco chiare. Ma soprattutto perché le telecamere stesse non sarebbero, il più delle volte, neppure omologate.

Ne sono certi gli avvocati Umberto e Giovanni Lo Cigno che, oltre a incassare una nuova vittoria legale, aprono la strada a una nuova, possibile, teoria di ricorsi.

La storia ha inizio il 9 gennaio scorso, quando la signora Paola De Francisci riesce ad ottenere l´annullamento di un verbale da 80,54 Euro elevato a mezzo telecamere nelle corsie riservate agli autobus redatto a dicembre 2007.

La telecamera utilizzata per cogliere la donna in flagranza a bordo del proprio scooter la immortalò in due fotogrammi, prodotti poi come prova. La prima immagine ritraeva da tergo la moto con a bordo una persona, la cui targa era illeggibile. La seconda indicava, su fondo completamente nero, solamente il numero della targa. Dunque, ne risultò che non vi era oggettivamente alcun collegamento tra le due fotografie, nè riferibilità alla moto della cittadina.

Ma la novità sarebbe un´altra. «In realtà – sostengono gli avvocati Umberto e Giovanni Lo Cigno – quasi tutte le contravvenzioni elevate in merito al transito nelle corsie riservate ai bus sono suscettibili di essere annullate per altre ragioni degne di essere apprezzate»…[continua…]

Da Recuperare Credito   la notizia qui

Cartelle pazze, ancora guai giovedì, Gen 8 2009 

polizia-locale_thumbnailNon si arrestano le cartelle esattoriali errate che l’amministrazione finanziaria continua a recapitare ai contribuenti italiani.

Negli ultimi 60 giorni, allo Sportello del Contribuente da Aosta a Palermo, sono arrivate 382 mila richieste di assistenza. Il motivo? Si tratta di cartelle pazze, una delle nostre anomalie.

Secondo Contribuenti.it che ieri, a Roma, ha partecipato al consiglio straordinario sulle cartelle pazze, questo è un metodo studiato appositamente per “fare cassa ad ogni costo“.

econdo una stima delle richieste pervenute dagli italiani, messa a punto dallo Sportello del Contribuente, il 57% delle cartelle pazze riguarderebbe multe automobilistiche “prescritte o annullate dai giudici di pace”. Per il 31%, si tratta invece di bolli auto caduti in prescrizione, non dovuti o, quel che è peggio, già pagati.

Per il restante 12%, le cartelle sballate notificate, riguarderebbero le tasse sui rifiuti, “erroneamente recapitate al proprietario anziché all’affittuario”, conclude una nota di protesta dell’Associazione Contribuenti Italiani.

Oltre il danno anche la beffa, denuncia Contribuenti.it, perchè l’esattore pretende il “solvi et repete” cioè, “prima paghi e poi discutiamo”. Un procedimento che ha ingolfato gli iter giudiziari e i tavoli dei giudici di pace, da un mare di ricorsi avviati da contribuenti vessati.

Purtroppo, non pagare è peggio: in base al decreto salva crisi, infatti, agli insolventi dopo 60 giorni, vengono ipotecati immobili, pignorati stipendi e conti correnti, attanagliate auto e moto con le ganasce fiscali.

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Nulle le multe elevate con gli autovelox e con i cosiddetti Telelaser se non vi è la preventiva segnalazione martedì, Nov 18 2008 

Di seguito potrete leggere l’allegato inviatoci da Giovanni d’Agata.c0032616

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Giudice di Pace: nei sinistri stradali il risarcimento diretto è una facoltà non un obbligo martedì, Lug 15 2008 

Giudice di Pace di Pozzuoli – Avv. Italo Bruno, Sentenza 14 luglio 2008

Il Giudice di Pace, ricorrendo a quanto recentemente stabilito dalla Corte Costituzionale con ordinanza 205/2008 secondo cui “Le norme di cui agli articoli 149 e 141 del D.L.vo 209/05 (Codice delle assicurazioni private) rafforzano la posizione del danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia di assicurazione o della compagnia assicuratrice del veicolo su cui era trasportato, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell’autore del fatto dannoso” ha rilevato che il principio ermeneutico da seguire è il rafforzamento della posizione del trasportato, (o del danneggiato in senso lato) che dev’essere considerato soggetto debole.

Pertanto, prosegue il Giudice di Pace, “E’ del tutto evidente, che ogni altra interpretazione della normativa di cui agli articoli 141 e 149 nel senso che tali norme, anziché limitarsi ad aggiungere nuove e semplificate azioni al danneggiato, lo avrebbero privato della generale azione diretta prevista in sede comunitaria come livello di tutela minimale, non pare abbia incontrato il favore della Corte”.

In definitiva “in assenza di espresse modifiche, non appare dubitabile che il danneggiato ha la facoltà di agire in giudizio nei soli confronti del danneggiante (avendolo, però, preventivamente messo in mora) o congiuntamente con la sua compagnia d’assicurazione, ai sensi degli articoli 2043 e 2054 c.c. (assicuratore già messo in mora ex articolo 149 e 145)”…[continua…]

Da Filodiritto   la notizia qui

Applicabilità dell’istituto della prova delegata dinanzi al giudice di pace mercoledì, Mag 7 2008 

La sentenza della Cassazione, n. 9725 dell’11 aprile 2008 ha ad oggetto l’applicazione dell’art. 203 c.p.c. (disciplinante l’assunzione dei mezzi di prova fuori dalla circoscrizione del tribunale) dinanzi al giudice di pace.

L’art. 203 c.p.c. stabilisce che: “1. Se i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, il giudice istruttore delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente e il presidente del tribunale consente che vi si trasferisca il giudice stesso. 2. Nell’ordinanza di delega al pretore, il giudice fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio. 3.

Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita. 4. Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del pretore delegato, istanza per la proroga del termine”…[continua…]

Da Filodiritto    la notizia qui

Si perde il diritto di alloggio se si lascia la casa popolare per mesi mercoledì, Apr 16 2008 

Cass. sez. civ. sentenza n. 8519/08

La Corte di Cassazione ha affermato che abbandonare per più di tre mesi una casa popolare fa perdere il diritto all’alloggio.

Secondo la Corte, “in tema di edilizia residenziale pubblica l’abbandono dell’alloggio, ancorché abbia causa in ragioni di lavoro, giustifica la revoca dell’assegnazione in locazione poiché lo scopo della norma e’ quello di rendere disponibili gli alloggi, non più occupati stabilmente per le esigenze dei soggetti del tutto privi di alloggio e senza che abbia rilevanza la ragione dell’abbandono dell’alloggio stesso da parte dell’assegnatario”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Giudice di pace per più di dieci anni? Niente iscrizione all’albo degli avvocati martedì, Apr 8 2008 

Non può pretendere l’iscrizione di diritto all’albo degli avvocati il giudice di pace che ha esercitato per più di dieci anni.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 8737 del 4 aprile 2008.

Da Cassazione.net    la notizia qui

 

Ammissibilità dell’impugnazione del provvedimento di espulsione con ricorso collettivo e cumulativo venerdì, Mar 28 2008 

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(Cassazione, sezione I civile, sentenza del 29.02.2008, n° 5714 – Cesira Cruciani)

La Suprema Corte di Cassazione, sezione I civile, con la sentenza del 29.02.2008, n° 5714, ha ritenuto ammissibile l’impugnazione del provvedimento prefettizio di espulsione proposta con un unico ricorso al Giudice di Pace, ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, da più cittadini stranieri ed avverso distinti provvedimenti espulsivi, nel concorso delle seguenti condizioni:

i provvedimenti, pur autonomi, abbiano identico contenuto; i ricorrenti si trovino in analoga situazione; non sussista alcun potenziale conflitto di interesse tra i ricorrenti. In seguito all’esito di una perquisizione d’urgenza nell’immobile in cui vivevano, i cittadini…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

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