Nella «giungla dei cantieri» martedì, Mag 27 2008 

Viaggio con i Vigili della Prevenzione Infortuni di Milano – «Abbiamo le mani legate: i controlli ci sono ma sono inutili»

MILANO – «Abbiamo le mani legate: i controlli ci sono ma sono inutili». A parlare sono gli agenti della Freccia 5 dei Vigili di Milano, squadra prevenzione infortuni. Nel 2007 l’azienda sanitaria locale insieme ai vigili urbani ha effettuato sul territorio milanese 2 mila controlli su mille cantieri.

Le violazioni delle norme sulla sicurezza, di ogni genere anche le più vistose, sono una certezza dietro quasi tutti i cartelli «Lavori in corso»…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

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Malattia professionale: obblighi del datore di lavoro lunedì, Ott 22 2007 

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Definizione: Le malattie professionali sono quelle dovute all’azione nociva, lenta e protratta nel tempo, di un lavoro o di materiali o di fattori negativi presenti nell’ambiente in cui si svolge l’attività lavorativa.

Obblighi del datore di lavoro: Deve trasmettere la denuncia di malattie professionali all’Istituto assicuratore, corredata da certificato medico, entro i 5 giorni successivi a quello nel quale il prestatore d’opera ha fatto denuncia al datore di lavoro della manifestazione di malattia. L’art 53 del D.P.R. n .1124 del 1965 (Testo Unico delle disposizioni per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) non fa obbligo all’assicurato di qualificare la patologia denunciata, prescrivendo soltanto che alla denuncia sia allegata una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall’ammalato stesso e di quella rilevata dal medico certificatore.

Il diritto sostanziale alla prestazione in materia di malattia professionale, sorge nel momento in cui la stessa raggiunge il grado minimo indennizzabile; mentre il diritto ad agire in giudizio per conseguire la rendita si prescrive nel termine previsto dal T.U., che decorre dal momento in cui l’assicurato abbia consapevolezza della malattia e della sua incidenza sull’attività professionale; con la conseguenza che trattandosi di termini non necessariamente coincidenti, che hanno diversi presupposti e che rispondono a diverse esigenze, il diritto alla prestazione assicurativa può nascere prima che l’assicurato si renda conto dell’entità della malattia e del suo rapporto eziologico con la professione esercitata (Cass. 24.05.2000, n. 6828).

Vedi anche:  Malattia professionale: obblighi del lavoratore

Vedi anche:  Malattia professionale: obblighi del medico

Appalti e subbappalti “sorvegliati speciali” dopo la manovra d’estate martedì, Set 25 2007 

Legge n. 123 del 3 agosto 2007.

L’art. 1655 c.c. definisce il contratto di appalto come quel contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’ opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro mentre l’articolo 1656 c.c. dispone che “l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non è stato autorizzato dal committente”.

Dunque, nel contratto di appalto operano più figure : il committente (o appaltante), l’appaltatore ed eventualmente il subappaltatore. Tutte le norme introdotte in materia di appalti e subappalti, dal 2003 ad oggi, sono da un lato volte a migliorare la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori e dall’altro ad agevolare il corretto adempimento degli obblighi previdenziali, assicurativi, retributivi e fiscali.

Con la Manovra d’estate (legge n. 123 del 3 agosto 2007 in vigore dal 25 agosto 2007) si sono voluti mettere sotto stretta sorveglianza gli appalti e i subappalti sotto il profilo della sicurezza ma non solo.

Unico documento di valutazione dei rischi
L’articolo 7 del D.lgs 626/94 titolato “Contratto di appalto o contratto d’opera” così come modificato dalla legge n. 123/2007 dispone che il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima deve :
a) verificare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato, l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o contratto d’opera;
b) fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
Inoltre, i datori di lavoro hanno obbligo di:
– cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
– coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.
La novità consiste nel fatto che il datore di lavoro committente deve promuovere la cooperazione ed il coordinamento elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze. Tale documento deve essere allegato al contratto di appalto o d’opera. Le presenti disposizioni non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi….[continua…]

Da NewsFood  la notizia qui

Il nuovo provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per violazione delle regole sulla sicurezza mercoledì, Set 5 2007 

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Min. lavoro lettera circolare 22.7.2007, prot. 10797.

Anche nel caso di gravi e reiterate violazioni alle norme di sicurezza sul lavoro, il servizio ispettivo può sospendere l’attività imprenditoriale, di qualsiasi settore; per gravi violazioni devono intendersi quelle che comportino l’applicazione di una pena detentiva e pecuniaria e che siano state reiterate.


L’ispettore deve, contemporaneamente, emanare il provvedimento che prescrive al datore di lavoro di ripristinare quanto previsto dalla legge assegnandogli un termine.
La revoca del provvedimento di sospensione potrà realizzarsi non solo a seguito della regolarizzazione da parte dell’impresa, ma anche del pagamento di una sanzione pari ad 1/5 delle sanzioni immediatamente accertate. A tale fine non è peraltro necessario il pagamento immediato delle restanti sanzioni amministrative.

Da Il Sole 24 Ore la notizia qui

Lavori rischiosi: dai piloti agli autisti arriva il test obbligatorio antidroga venerdì, Giu 22 2007 

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Obbligatorio essere puliti dalla droga per tutti coloro che svolgo mansioni tali da poter mettere a rischio l’incolumità e la salute altrui.
A prevedere test antidroga obbligatori per i conducenti di autobus, taxi, treni e veicoli a noleggio, piloti e controllori di volo, personale navigante e trasportatori in genere – ma anche per chi maneggia gas tossici, fabbrica fuochi d’artificio o si occupa di esplosivi – è lo schema d’intesa Governo-Regioni trasmesso ieri al ministero del Lavoro, dopo aver incassato l’assenso degli assessori regionali alla Sanità.

Il provvedimento traduce nella pratica l’indirizzo espresso dal ministro della Salute, Livia Turco, all’indomani dell’incidente di inizio maggio in cui hanno perso la vita due scolari per il ribaltamento di un autobus il cui conducente era risultato positivo all’uso di cannabis.
Lo schema di intesa dispone infatti che il datore di lavoro prima di adibire il dipendente alle mansioni elencate debba richiedere l’intervento del medico competente per l’esecuzione della visita e degli accertamenti necessari a verificare l’assunzione anche occasionale di stupefacenti…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore  la notizia qui

Igiene e sicurezza sul lavoro venerdì, Giu 8 2007 

L’art. 2087 cod. civ. prevede che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

L’obbligo di sicurezza non si limita a comprendere un dovere di astensione da condotte lesive dell’incolumità altrui, ma impone al datore di lavoro di adottare tutte quelle misure che, anche se non richiamate in modo specifico dalle norme e la lui violazione sia prevista come reato autonomo, appaiono nella concreta circostanza necessarie o anche solo utili od opportune a prevenire malattie o infortuni e a garantire la sicurezza sul lavoro.

L’obbligo gravante sul datore di lavoro ha proprio la funzione di strumento di integrazione delle eventuali lacune e di adeguamento della normativa alle concrete e mutevoli situazioni (Cass. 12 luglio 2004 n. 12863).

Dalla lettura dell’art. 2087 cod. civ. si desume che la responsabilità del datore di lavoro sussiste ogni volta che il danno sia riferibile a sua colpa per violazione di obblighi di comportamento inpossti da fonti legali o suggeriti dalla tecnica, ma concretamente individuati (Cass. 23 luglio 2004 n. 13887).

Incombe sul lavoratore l’onere di provare di aver subito un danno alla salute a causa dell’attività lavorativa svolta e della nocività dell’ambiente di lavoro, nonchè il nesso causale fra questi due elementi.

Quando il lavoratore abbia provato tali circostanze, grava sul datore di lavoro l’onere di dimostrare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno (Cass. 1 ottobre 2003 n. 14645).

Obblighi specifici che gravano sul datore di lavoro:

  1. prevenzione;
  2. informazione, formazione e consultazione;
  3. fornitura di mezzi di protezione;
  4. luoghi di lavoro;
  5. attrezzature di lavoro;
  6. sostenza pericolose e nocive;
  7. servizi sanitari;
  8. controllo e vigilanza;