Supermulte e limiti per i neopatentati. Ecco le nuove norme approvate alla Camera giovedì, Giu 28 2007 

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Il disegno di legge di riforma del Codice della strada è stato approvato ieri dalla Camera con 246 voti a favore, 17 contrari e 151 astenuti. Elaborato dal Governo, il testo era stato discusso e ampiamente emendato dalla commissione Trasporti.

Ora, se non verrà modificato dal Senato, si appresta a portare molte innovazioni al Codice del 1992.
Tra le più discusse, quella che introduce il cosiddetto «foglio rosa» a 16 anni, che foglio rosa in senso proprio non è (l’autorizzazione resta legata alla maggiore età e al superamento dell’esame di teoria) ma che consiste nella possibilità, data ai 16enni che siano già in possesso della patente A, di svolgere esercitazioni di guida accompagnata con un tutor che abbia la patente da almeno dieci anni. Il minore dovrà avere svolto prima dieci ore di guida presso un’autoscuola,delle quali almeno quattro in autostrada o su strade extraurbane e due in condizioni di visibilità notturna.

Queste esercitazioni diventeranno obbligatorie anche per prendere la patente B. La guida senza patente, invece, sarà punita con l’arresto. Buona parte dell’articolato è dedicata a quei comportamenti alla guida considerati all’origine di molte sciagure della strada. Infrangere i limiti di velocità, ad esempio, costerà di più nelle fasce più alte di “sforamento”: da 40 a 60 chilometri in più del consentito, si rischieranno multe da 400 a 1.500 euro e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. Oltre i 60 chilometri, la multa andrà da 500 a 2mila euro e il periodo di sospensione della licenza da sei a 12 mesi. Novità anche per gli autovelox: saranno validi anche quelli che calcolano la velocità intermedia di percorrenza, ma dovranno essere resi visibili da cartelli e segnali luminosi.
Misure più pesanti anche per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: nel primo caso le multe saliranno fino a 2mila euro con sospensione di patente fino a un anno; nel secondo sono previsti l’arresto fino a un mese, un’ammenda da 500 a 2mila euro e la sospensione della patente da tre mesi a un anno…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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Truffe negli uffici sinistri mercoledì, Giu 20 2007 

Pubblichiamo qui di seguito una mail ricevuta dal Sig. Gianni D’Agata:

 In allegato Vi trasmetto inchiesta dal settimanale  “ Diario “ di Enrico Deaglio per pubblicarla sul Vs sito: tali procedure consistenti nelle alterazioni dei dati statistici all’interno degli ispettorati sinistri dei Gruppi assicurativi ricadono direttamente sugli assicurati-consumatori, determinando pedissequamente gli aumenti delle tariffe RC Auto. Distinti saluti. Gianni D’Agata

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Stress dal lavoro: il danno da incidente stradale può essere risarcito lunedì, Giu 18 2007 

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La Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza del 7 giugno 2007, n. 13309, ha stabilito che il dipendente che abbia avuto un incidente stradale a causa di stress da lavoro può ottenere il risarcimento, previa dimostrazione della relazione tra lo stress e l’attività lavorativa.

Fatto e diritto
Un funzionario bancario era rimasto gravemente ferito in un incidente mentre era in trasferta e aveva chiesto al datore di lavoro un forte risarcimento per i danni subiti nello stesso incidente provocato, a suo dire, dallo «stress da continua trasferta».
Il giudice del lavoro ed il Tribunale avevano rigettato l’appello principale del lavoratore e quello incidentale del datore di lavoro, diretto ad ottenere la restituzione della retribuzione pagata durante la malattia conseguente all’infortunio.

Le osservazioni e le motivazioni dell’azienda
Per il datore di lavoro l’attività del dipendente constava della normale attività lavorativa svolta da tutti i lavoratori incaricati della promozione di affari per conto del datore di lavoro stesso.
Il datore di lavoro, inoltre, aveva sottolineato che l’incidente stradale era avvenuto quando non erano ancora trascorsi quattro giorni dall’inizio della missione e che tale missione era iniziata a distanza di 36 giorni dalla precedente. Ne consegue, secondo il datore di lavoro, che il lavoratore avesse usufruito di un periodo di tempo fra le due missioni sicuramente congruo per reintegrare le energie psico fisiche usurate dalla precedente missione.
Il mancato accoglimento della richiesta di essere destinato a diversa località, inoltre, non poteva costituire particolare aggravio, dato che solo nel primo giorno di missione era stato necessario un percorso più lungo di 300 chilometri, ma ciò risaliva a circa quattro giorni prima del sinistro.
Per il datore di lavoro le modalità dell’incidente stradale rilevavano che lo stesso si era verificato perché il dipendente, nonostante il fondo stradale umido, aveva imboccato una curva ad elevata velocità ed invaso l’opposta corsia, finendo contro un pesante automezzo che procedeva regolarmente nella direzione opposta. E il comportamento del guidatore non sarebbe stato imputabile a condizioni di stanchezza o di abbassamento della soglia di attenzione, ma ad un comportamento imprudente cosciente e volontario.

La decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha riconosciuto il nesso di causalità tra la condotta tenuta dalla banca e l’evento dannoso da cui il ricorrente è rimasto leso.
La Corte, infatti, ha rilevato che la responsabilità dell’imprenditore è causata dalla dimensione inadeguata dell’organico, che costituiva una condizione lavorativa stressante, dalla quale poteva derivare una specifica responsabilità datoriale.
Infatti, sostiene la Cassazione, che il ricorrente era stato in missione per ben 407 giorni, percorrendo alla guida della propria auto 80.409 chilometri, oltre alla sua normale attività lavorativa.
In tale decisone la Corte di Cassazione aveva però escluso che tra le cause avessero potuto concorrere anche lo stato personale di stress, unito all’ansia e alla preoccupazione per le condizioni di salute dei familiari, nonchè lo stato di stress acuito ed aggravato dal profondo insoddisfacimento per una progressione di carriera ingiustamente negata…[continua…]

Da Consulenza Del Lavoro    la notizia qui

RC auto: l’indennizzo diretto non frena i rincari mercoledì, Giu 6 2007 

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Da maggio 2006 a maggio 2007, in base ad un monitoraggio effettuato dall’Associazione Altroconsumo, i premi delle polizze RC auto, ma anche quelle delle moto, hanno registrato un’accelerazione nella crescita dei premi ben superiore all’inflazione, fino al caso limite di Napoli che ha messo a segno un clamoroso aumento dell’8,53%.

Insomma, sottolinea l’Associazione, chi sperava che l’indennizzo diretto agisse come un ago capace di sgonfiare, oltre ai tempi del risarcimento, anche le tariffe delle polizze RC auto dovrà ricredersi. In particolare, per quanto riguarda le polizze RC auto, e per tutto il periodo analizzato, l’indagine Altroconsumo rivela che Napoli è sempre la città più cara, seguita da Roma e Palermo. Milano invece è la città meno costosa.

L’Associazione, per avere un’idea delle tariffe, afferma che si va dai circa 400 euro per un 40enne milanese nella classe di merito più vantaggiosa ai quasi 2.900 euro che deve sborsare un 18enne napoletano in classe di ingresso.

Da Vostri Soldi    la notizia qui

Nuove ombre sull’indennizzo diretto in materia R.C.A. martedì, Mag 29 2007 

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Nuove ombre sull’indennizzo diretto in materia R.C.A.
Chiesta seria discussione per abolizione nuova procedura.

A distanza di oltre quattro mesi dall’esecuzione della nuova procedura d’indennizzo diretto in materia R.C.A., introdotta dagli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni) ed attuato con il D.P.R. 254/2006, numerose ombre vengono proiettate anche in Parlamento sulla nuova procedura che vanno ad alimentare e confermare le copiose polemiche dei mesi immediatamente precedenti e successivi alla sua introduzione.
E’ noto a tutti gli addetti del settore che ben tre proposte di legge sono state presentate per l’abolizione totale della procedura o per prevederne la sua facoltatività, nonché numerosi emendamenti tutti volti al precipuo scopo di garantire il diritto di difesa dei danneggiati, mestamente mortificato dalla procedura.

Di recente, infatti, seppur respinti o ritirati tutti gli emendamenti al Progetto di Legge 2272-bis, presentati in sede di discussione avanti alla X Commissione Attività Produttive della Camera, e volti tutti al riconoscimento delle spese di consulenza ed assistenza professionale, è, invece, stato approvato un emendamento, dal contenuto contraddittorio, che prevede che “All’articolo 150, comma 1, del decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera d), in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «, ivi comprese le spese sostenute dal danneggiato per assistenza legale o consulenza professionale»”.
Nessuna aspettativa di ripristino immediato del giusto diritto al riconoscimento delle spese di assistenza professionale in favore dei danneggiati in caso di risarcimento diretto quindi, ma un tentativo, magari contraddittorio, di andare verso la giusta direzione…
[continua…]

Dal Blog di Stefano Mannacio  la notizia qui

Pubblico impiego: niente infortunio in itinere se il dipendente non rispetta il codice della strada giovedì, Mag 24 2007 

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Consiglio di Stato, sezione VI, 20 marzo 2007, n. 1309.

Non può essere riconosciuta la dipendenza da causa di servizio delle lesioni riportate dal pubblico dipendente che, nel recarsi al luogo di lavoro con la propria autovettura, sia rimasto coinvolto in un incidente stradale, allorché risulti che quest’ultimo sia stato causato da un errore di guida inescusabile del dipendente stesso (nel caso di specie, l’interessato si era immesso su una strada senza fermarsi allo “stop”).

Da La Previdenza    la notizia qui

Più difficile il riconoscimento del danno estetico mercoledì, Mag 16 2007 

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Riconoscimento del danno estetico a ostacoli. Infatti, il ristoro è accordato soltanto a chi ha riportato una deturpazione del volto e non a chi ha avuto piccole alterazioni, “visibili solo da vicino”.

Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 10848 dell’11 maggio 2007, ha respinto il ricorso di una donna investita, alla guida della sua moto, da un’auto che non aveva rispettato la precedenza.

Da Cassazione.net    la notizia qui

Studente che perde l’anno scolastico a causa di un incidente stradale?: merita il risarcimento del danno martedì, Mag 8 2007 

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 “Merita il risarcimento del danno, anche solo futuro, lo studente che perde l’anno scolastico, a causa di un incidente stradale”.
 

(Cass. Civ., sez. III, 20 febbraio 2007, n. 3949)

Nella sentenza in epigrafe la Corte di Cassazione, ribadendo il proprio orientamento sul punto, ha cassato la sentenza del giudice di merito che aveva respinto la domanda di risarcimento del danno subito per il mancato conseguimento del risultato scolastico nell’anno in cui si era verificato il sinistro nel quale era rimasto vittima il minore, nonché quella di risarcimento conseguente alla diminuita capacità lavorativa.

 In particolare, la Corte precisa che il giudice del rinvio dovrà procedere “all’accertamento ed alla eventuale liquidazione del risarcimento del danno da mancato guadagno subito dalla vittima, tenendo conto che, benché non sia configurabile un danno da lucro cessante specificamente rapportabile al ritardo (in via eziologica riferibile all’atto illecito produttivo del danno alla persona) nel conseguimento del titolo di studio, di questa circostanza può essere eventualmente tenuto conto nella misura in cui quel ritardo stesso allunga i tempi per svolgere la probabile attività lavorativa (produttiva di reddito) per il cui esercizio il titolo di studio è necessario”.

 A supporto di tale principio di diritto la S.C. richiama il principio, consolidato in giurisprudenza, secondo cui “il danno patrimoniale da lucro cessante, per un soggetto privo di reddito e a cui siano residuati postumi permanenti in conseguenza di un fatto illecito altrui, configura un danno futuro, da valutare con criteri probabilistici, in via presuntiva e con equo apprezzamento del caso concreto……[continua]

Da La Previdenza.it    la notizia qui

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