Come leggere la busta paga giovedì, Mar 13 2008 

ax006-302.jpg

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha diffuso un documento semplice e sintetico che consente di comprendere tutte le voci presenti sulla propria busta paga e di verificarne la correttezza in modo da poter consapevolmente richiedere un mutuo, un finanziamento o semplicemente rivendicare i propri.

come_leggere_la_busta_paga.doc

L’efficacia del preavviso: gli opposti convincimenti della Cassazione lunedì, Lug 2 2007 

preavviso.jpg

Due recentissime decisioni della sezione lavoro della Cassazione – n. 11094 del 15.5.2007 e n. 11740 del 21.5. 2007 – intercorse a 6 giorni di distanza, hanno espresso opposti convincimenti in ordine alla natura del preavviso richiesto per l’estinzione del rapporto ex art. 2118 c.c. La n. 11094/2007 (est. De Matteis) si pone nel solco dell’orientamento maggioritario che riconosce al prevviso efficacia cd. reale (rectius, virtualmente reale) – con la conseguenza che in caso di dispensa non risultano pregiudicati i diritti che, qualora fosse stato lavorato, sarebbero maturati nel corso di esso – mentre la seconda n. 11740/2007 (est. Vidiri) rinsalda l’orientamento minoritario che legittima la risoluzione del rapporto con l’erogazione dell’indennità sostitutiva del preavviso, considerando la medesima come legittima alternativa (discrezionalmente azionabile, senza ricerca di consenso) e con la conseguenza che erogata l’indennità sostitutiva il rapporto si estingue immeditamente, insensibile agli eventi e/o migliorie sopravvenuti nel corso del preavviso virtualmente lavorabile.

La massima della prima sentenza – da noi elaborata – è la seguente: « Secondo l’orientamento prevalente, il preavviso ha efficacia reale, nel senso che ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando il preavviso nel termine stabilito dal contratto collettivo, dagli usi o secondo equità. Il diritto a lavorare durante il periodo di preavviso può venir meno solo con il consenso della controparte che, ad esempio, accetti la indennità sostitutiva del preavviso (Cass. 23 luglio 2004 n. 13883, in tema di dimissioni; 30 agosto 2004 n. 17334, 21 novembre 2001 n. 14646; 25 agosto 1990 n. 8717, 13 dicembre 1988 n. 6798)…….

Da La Previdenza   la notizia qui

Recesso ad nutum ex art. 2118 cod. civ. martedì, Giu 19 2007 

recesso-nutum.jpg

(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 maggio 2007, n. 11740 – Avv. Giuseppe Salvi).

In merito al recesso dal contratto di lavoro a tempo indeterminato ex art. 2118 cod. civ., la Suprema Corte, aderisce, con la recentissima pronuncia in epigrafe, alla tesi della “c.d. efficacia obbligatoria” del preavviso configurando in capo al soggetto recedente l’esistenza del diritto potestativo di sostituire il periodo di preavviso con la corresponsione della relativa un’indennità, indipendentemente dal consenso manifestato dall’altra parte del rapporto di lavoro.

Giudici della legittimità stabiliscono, pertanto, che il rapporto lavorativo deve considerarsi cessato al momento della ricezione – e non dell’accettazione – dell’atto unilaterale di recesso, risultando da tale momento ininfluenti eventuali avvenimenti successivi concernenti il rapporto di lavoro cessato.

Questo indirizzo della Corte di Cassazione si pone in netto contrasto con la precedente posizione assunta dai medesimi Giudici della legittimità che, negli anni passati, hanno più volte affermato la tesi contraria della c.d. “efficacia reale” del preavviso secondo la quale può essere consentita la corresponsione di un’indennità sostitutiva del preavviso con effetti estintivi immediati del rapporto di lavoro solo dietro accordo di entrambe le parti a rinunziare alla prestazione lavorativa durante il periodo di preavviso. In mancanza di detto accordo, rimarrebbe pienamente operativo il rapporto di lavoro con tutte le obbligazioni connesse, fino alla scadenza del termine di preavviso…[continua…]

Da La Previdenza.it   la notizia qui

Indennità sostitutiva di preavviso per licenziamento di lavoratore subordinato venerdì, Giu 15 2007 

indennita-licenziamento.jpg

Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 15 maggio 2007, n. 11094.

E’ soggetta agli incrementi salariali stabiliti dal CCNL.

La Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza 15 maggio 2007, n. 11094, ha accolto il ricorso di un ingegnere licenziato dalla Spa i cui aveva il ruolo di dirigente.
Il ricorrente, infatti, riteneva che l’indennità supplementare prevista dal contratto collettivo dirigenti industriali dovesse essere liquidata tenendo conto degli aumenti retributivi stabiliti dal CCNL stipulato in data successiva al licenziamento, ma avente efficacia retroattiva anteriore.
La Corte d’Appello di Napoli aveva rigettato l’appello principale della società e quello incidentale del lavoratore, adducendo che le disposizioni transitorie dell’art. 3 del suddetto CCNL stabiliscono che “gli aumenti retributivi trovano applicazione nei confronti dei dirigenti in servizio alla data del 23 maggio 2000”, mentre il rapporto di lavoro del ricorrente si era concluso nel febbraio del 2000.
L’ingegnere, invece, aveva proposto ricordo in Cassazione, affermando che la decorrenza contrattuale degli aumenti retributivi ricadeva nel periodo di preavviso che avrebbe dovuto lavorare.
La Cassazione, dunque,  ha ricordato che entrambe le parti del rapporto di lavoro possono recedere dal contratto a tempo indeterminato dando il preavviso nel tempo fissato dal CCNL e che il diritto a lavorare in tale periodo può venir meno in seguito alla corresponsione dell’indennità sostitutiva di preavviso, che equivale al pagamento della retribuzione che sarebbe spettata per detto periodo.
Ciò, secondo la Cassazione, comporta l’obbligo di salvaguardare tutti i diritti retributivi che sarebbero maturati nel periodo di preavviso, anche ai fini dell’indennità supplementare e afferma “Il contenuto dell’obbligazione prevista per la parte recedente dall’art. 2218 codice civile di pagare, in mancanza di preavviso lavorato, un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso, attribuisce rilevanza agli aumenti retributivi intervenuti nel corso del preavviso, sia dell’indennità supplementare per i dirigenti”.

Da Consulenza Del Lavoro    la notizia qui