In tema di prestazione assicurativa per diminuita capacità lavorativa o invalidità lunedì, Set 22 2008 

Corte di giustizia europea, Sentenza 11.9.2008 – c/228-07

Il sig. Petersen, cittadino tedesco, ha svolto attività lavorativa subordinata in Austria. Il 14 aprile 2000 depositava presso l’organismo austriaco di assicurazione pensione una domanda di concessione di pensione d’invalidità ai sensi del regime legale di assicurazione pensionistica. Poiché tale domanda veniva respinta, egli ricorreva avverso tale ecisione.

Nel corso del procedimento giudiziario, l’ufficio per l’occupazione concedeva al sig. Petersen un anticipo ai sensi dell’art. 23 dell’AlVG. Il sig. Petersen, che all’epoca risiedeva ancora in Austria e prevedeva di trasferire il suo domicilio in Germania, chiedeva tuttavia all’ufficio per l’occupazione che tale prestazione continuasse ad essergli corrisposta dopo il trasferimento. Il 28 ottobre 2003, l’ufficio per l’occupazione respingeva tale domanda. Il sig. Petersen proponeva ricorso avverso tale decisione presso il Verwaltungsgerichtshof.

Nella sua decisione, il giudice del rinvio osserva che l’esportabilità della prestazione di cui trattasi nella causa principale dipende dalla sua qualificazione come «prestazione di disoccupazione» o come «prestazione di invalidità» ai sensi dell’art. 4, n. 1, del regolamento n. 1408/71, dal momento che l’art. 10, n. 1, di tale regolamento prevede l’esportabilità della seconda, mentre l’art. 69 del medesimo regolamento restringe quella della prima a un caso particolare che non rileva nella fattispecie di cui al procedimento principale. Orbene, secondo tale giudice, la prestazione di cui trattasi nella causa principale contiene elementi di ciascuna di tali due prestazioni.

Infatti, da un lato, essa verrebbe versata a valere su fondi dell’assicurazione contro la disoccupazione e presupporrebbe che il richiedente

Da La Previdenza   la notizia qui

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Invalidità civile: procedimento amministrativo giovedì, Giu 14 2007 

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La domanda di invalidità civile si presenta alla ASL territorialmente competente, nel cui ambito operano una o più Commissioni Mediche, incaricate di effettuare gli accertamenti.

La modulistica vigente, necessaria per proporre la domanda, è stata isituita dal D.P.R. n. 698 del 21 settembre 1994 che ha previsto un unico modello per tutti i tipi di invalidità in due versioni:

1) “tipo A” se il richiedente è maggiorenne;

2) “tipo B” se il richiedente è minorenne;

Il modello adempie la duplice funzione di richiesta alla ASL di accertamento sanitario per il riconoscimento della condizione di invalido civile, e di richiesta, all’autorità competente delle prestazioni economiche correlate al grado di invalidità accertato.

La domanda, in carta semplice sul modulo prescritto, deve essere accompagnata da certificazione medica che attesti la natura delle infermità invalidanti.

Le domande non conformi al modello stabilito o prive della documentazione indicata sono prese in esame ma hanno effetto dal momento in cui vengono soddisfatti i requisiti mancanti. In questa ipotesi la Commissione medica ASL invita l’interessato a regolarizzare la propria istanza.

Termine per la conclusione del procedimento: il procedimento relativo all’accertamento sanitario da parte delle Commissioni ASL deve concludersi entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.

La Commissione medica ASL in primo luogo deve fissare la data della visita entro 3 mesi dalla presentazione dell’istanza.

Ciascuna visita viene verbalizzata in un apposito modulo.

Trasmissione dei verbali alla Commissione di verifica: La Commissione medica Asl, eseguiti gli accertamenti sanitari e compilato il verbale nel quale esprime il proprio giudizio medico-legale, è obbligata a trasmettere, per il visto, alla Commissione medica di verifica soltanto i verbali di visita da cui risultano i presupposti idonei per il riconoscimento dei benefici di invalidità civile corredati dalla domanda dell’invalido e dalla documentazione sanitaria. La Commissione ASL  trasmette all’interessato, con lettera raccomandata a.r, una copia, con attestazione di conformità all’originale, del verbale di verifica medica. Altra copia autenticata del verbale di visita è trasmessa dalla Commissione ASL al soggetto competente per la concessione delle prestazioni economiche al fine degli adempimenti successivi.

Visto della Commissione di verifica: qualora non abbia nulla da osservare in ordine ai verbali di visita ricevuti dalla Commissione ASL, la Commissione di verifica li restituisce timbrati e annotati.

Una volta concluso favorevolmente l’iter degli accertamenti amministrativi, ha luogo l’emissione di decreto di concessione della prestazione con indicazione della decorrenza.

Competente a mettere in pagamento le prestazioni economiche è l’INPS.

La procedura per l’interdizione mercoledì, Mag 2 2007 

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Il procedimento per l’interdizione di un soggetto incapace di intendere e di volere si apre con un ricorso da proporsi al Tribunale del luogo in cui l’interdicendo ha la residenza o il domicilio. Il ricorso può essere proposto dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente e personalmente da parte dello stesso interdicendo.

Nel ricorso devono specificarsi le ragioni sulle quali si fonda la domanda, in particolare i fatti sui quali si basa l’abituale infermità del soggetto e devono essere specificati nome, cognome e residenza del coniuge e dei parenti entro il quarto grado e degli affini entro il secondo.

Il ricorso va depositato nella cancelleria del Tribunale, che provvede a trasmetterlo al Presidente, il quale ne ordina la comunicazione al Pubblico Ministero. Qualora quest’ultimo ne faccia richiesta, il Presidente può rigettare la domanda. Altrimenti, nomina il Giudice istruttore, fissa l’udienza di comparizione del o dei ricorrenti, dell’interdicendo e di tutte le persone indicate nel ricorso da cui ritenga utile acquisire informazioni. Ricorso e decreto del Presidente vanno notificati a cura del ricorrente alle persone indicate nel decreto, che è altresì comunicato al Pubblico Ministero.

Vediamo un esempio di ricorso:

TRIBUNALE DI XXXXXX

Ricorso  ex  art. 414 c.c. 

La   sig.ra   xxxxxx  nata a xxxx il xxxxx               residente  a  xxx in xxxxxx, il sig. xxxxxx nato a xxxxx, il xxxxx, residente in xxxxxx e la sig.ra xxxxx nata a xxxx, il xxxxx, residente in xxxx in via xxxxx rappresentati e difesi dall’Avv. xxxxxx ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in xxxxxxxx come da mandato a margine al presente atto

                                                                     premesso che 

1) i ricorrenti xxxxxxx sono rispettivamente la madre, il padre e la sorella di xxxxx, nato a xxxxxxx e residente in xxxxxxx

2) xxxxxx, a causa di una grave malattia, si trova, secondo i medici curanti, in uno stato di totale incapacità di intendere e volere;

3) il xxxxxxx è affetto dalla nascita da tetraparesi spastica in esiti di sofferenza cerebrale perinatale con insufficienza mentale di tipo grave ed epilessia come risulta dalla documentazione medica in atti; (doc. 6)4) dalla relazione dello psicologo xxxxxxx della Provincia di xxxxx, xxxxxx, emerge come il xxxxxx non sia, fra l’altro, in grado di svolgere attività cognitive complesse, oltre ad avere gravi difficoltà nella comunicazione verbale e un grave deficit della memoria a breve termine. Lo stesso, inoltre, mostra una notevole compromissione della comprensione e non è orientato nello spazio e nel tempo; (doc. 4)

5) lo stesso non è quindi in grado di assumere alcuna decisione in relazione alle cure necessarie per il suo stato di salute, né di provvedere alla cura della sua persona e dei suoi interessi economici;

6) allo stesso è stata riconosciuta invalidità civile pari al 100% dalla Commissione Sanitaria per l’accertamento delle invalidità civili di xxxxxxxx, con conseguente dichiarazione di inabilità totale e permanente al lavoro e necessità di assistenza continua; (doc. 5)

7) appare, inoltre, opportuno predisporre opportune tutele al fine di evitare che lo stesso possa compiere atti pregiudizievoli per sé stesso e per la propria situazione economica e patrimoniale; 

8) i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo sono i signori:–  

* * *

Tutto ciò premesso, i xxxxxxxxxx come sopra rappresentati,  difesi e domiciliati  

CHIEDONO

Che Ill.mo Tribunale di xxxxxx voglia ai sensi dell’art. 417 c.c., dichiarare l’interdizione del sig. xxxxxxx con ogni conseguenza di legge.

Si producono in copia i seguenti documenti:

1)   Certificato di residenza;

2)   Copia integrale atto di nascita;

3)   Stato di famiglia;

4)   Relazione medica xxxxxx , ASL n. xxxxxx,

5)   Certificato Commissione Sanitaria per l’accertamento degli stati di invalidità civile Regione xxxxxxxx

6)   Relazione clinica xxxxxxx 

Milano, lì

Avv. xxxxxxxxx 

L’interdizione non può essere pronunciata senza che si sia proceduto all’esame dell’interdicendo al fine di vagliarne l’effettivo stato di incapacità. Il Giudice nel procedere all’esame può anche farsi assistere da un consulente tecnico. All’udienza di esame, presenzia anche il Pubblico Ministero e sono ascoltate le persone citate al fine di acquisire informazioni rilevanti per la decisione. Dopo l’esame, qualora sia ritenuto opportuno, il Giudice nomina un tutore provvisorio. Nell’ipotesi in cui l’interdicendo non possa recarsi in udienza, sarà il Giudice a recarsi nel luogo in cui l’interdicendo si trova. Il procedimento si chiude con la sentenza che dichiara l’interdizione.

Vedi anche