Le donne diventano: L’Avv. Mei domani a Mantova giovedì, Mar 13 2008 

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Dall’ufficio Stampa e Comunizione della provincia di Mantova…….Venerdì 14 marzo presentazione del testo “Le donne diventano”, un percorso di crescita e di acquisizione di visibilità a cura di Lilia Beretta, Renata Borgato, Maria Grazia Mei e Sara Rubino:

si comincia alle 15.30 presso la Sala Colonne di via Gandolfo 13 e si prosegue a Pegognaga presso la Sala Civica di piazza Vittorio Veneto alle 20.30.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Via Principe Amedeo, 30-32
46100 Mantova
Tel. 0376/204.370
Tel. 0376/204.322
Fax 0376/204.364
e-mail: stampa@provincia.mantova.it

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Pari opportunità tra uomo e donna martedì, Giu 19 2007 

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Il datore di lavoro deve rispettare il principio di uguaglianza professionale tra i lavoratori della sua impresa (art. 3 Costituzione).

L’art. 37 della Costituzione stabilisce infatti “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consistere l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione…”

Discriminazione diretta (L. 903/77): costituisce discriminazione diretta qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discrimando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e altro lavoratore in situazione analoga (art. 2 Direttiva CE 207/76). Si ha questo tipo di discriminazione ogni volta che il datore di lavoro seleziona o valuta il personale femminile in maniera diversa rispetto a quello maschile, senza che i criteri adottati siano adeguatamente motivati in relazione alla professionalità e al tipo di prestazione richiesta. es. di discriminazione si realizza mediante la sottoposizione le aspiranti lavoratrici a test di gravidanza, infatti l’art. 8 Legge 300/70 (statuto dei lavoratori) prevede che lo stato di gravidanza non può essere oggetto di indagine da parte del datore di lavoro. All’interno del concetto di discriminazione diretta rientrano le forma di discriminazione c.d. occulta o dissimulata.

Discriminazione indiretta (L. 125/91 – Circolare Min. Lav. 26 marzo 2001 n. 31): si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono o possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto a lavoratori dell’altro sesso, salvo che riguardino requisiti essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa, purchè l’obiettivo sia legittimo e i mezzi per il suo conseguimento siano appropriati e necessari (art. 2 Direttiva CE 207/76).

Licenziamento della lavoratrice per matrimonio (art. 1 L. 7/63): sono nulle e si considerano non apposte le clausole contenute in un contratto che prevedono la risoluzione del rapporto di lavoro in conseguenza di matrimonio. Si presume tale il licenziamento intimato nel periodo che va dalla richiesta della pubblicazione civile di matrimonio fima a un anno dopo l’avvenuta celebrazione (Cass. 10 maggio 2003 n. 7176).

Le discriminazioni relative all’accesso, al lavoro, alla formazione professionale, alla parità retributiva, alle qualifiche, alle mansioni, alla carriera, nonchè all’età di pensionamento sono punite con l’ammenda da € 103,00 a 516,00.

Vedi anche   Le donne diventano

Il Presidente della Repubblica sul tema delle pari opportunità lunedì, Mag 7 2007 

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Pari opportunità, Napolitano: “Servono norme e iniziative”

Prodi: “Dieci anni fa non ero favorevole, ma oggi serve un discorso serio sulle quote rosa”. Livia Turco: “Abbiamo ottime leggi, ma bisogna applicarle”:

Il presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano lancia un appello per una maggiore attenzione sul tema delle pari opportunità. Nel nostro paese non sono ancora pienamente riconosciute, “occorrono azioni positive e normative ed anche comportamenti indotti dall’azione di governo”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lasciando il convegno organizzato per l’Anno europeo delle pari opportunità per tutti. Napolitano ha sottolineato l’importanza del legame con l’Europa, che dà “un forte impulso. Ancora una volta – ha aggiunto – l’Unione Europea si conferma fonte di avanzamento della nostra società ed è molto importante mantenere fermo il punto dell’Ue e progredire grazie a quel Trattato di cui si sta discutendo a Berlino”. 

PRODI.Dieci anni fa non ero favorevole, ma oggi serve un discorso serio sulle quote rosa“. Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno europeo delle pari opportunità. Il premier sostiene che sulla questione delle pari opportunità le legislazioni europea ed italiana hanno fatti passi importanti, ma aggiunge: “Il problema non può essere affrontato solo dal punto di vista della legislazione, ma soprattutto con interventi concreti. In Italia c’è una distorsione mentale, si pensa cioè che fatta la legge sia risolto il problema. Questo è drammaticamente sbagliato”. “La legge – continua Prodi – è sempre un primo passo. Il contenuto delle norme poi deve diventare realtà. Se di fronte a un’innovazione legislativa non ci sono offerte come asili nido o servizi fondamentali, allora quelle innovazioni legislative si dimostrano inutili. Quindi in certi momenti occorre anche forzare sulle quote rosa per rendere la parità effettiva e non accontentarci della parità legislativa”.

TURCO. L’ Italia “ha fatto enormi passi avanti sulle pari opportunità, abbiamo ottime leggi, ma le leggi non bastano. Bisogna applicarle“: lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, parlando a margine della cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno europeo per le pari opportunità per tutti. Il ministro ha elogiato l’idea, lanciata dalla collega Barbara Pollastrini nel suo intervento, di una commissione parlamentare per i diritti e le pari opportunità: “È una cosa importante – ha detto Livia Turco – ma è anche vero che in Italia abbiamo leggi molto avanzate e il compito più difficile è però quello di applicarle e di applicarle bene, oltre che di far crescere la cultura”. “E poi – ha aggiunto – occorre che ciascuno faccia la sua parte, imprenditori, datori di lavoro, enti locali, sindacati, affinchè soprattutto cresca l’occupazione femminile e perchè le donne possano conciliare meglio lavoro e famiglia”. Questo, ha concluso il ministro della Salute, è “un problema non delle donne, ma della società italiana, del suo sviluppo, della sua crescita, equità e serenità”.

03/05/2007 16:13 da L’Unione Sarda.it  la notizia qui

Sull’argomento vedi anche Le donne diventano la notizia qui

Le donne diventano lunedì, Apr 23 2007 

libro-mg.jpg    E’ finalmente stato pubblicato “Le donne diventano”. Il libro, le cui autrici sono Lilia Beretta, Renata Borgato, Maria Grazia Mei e Sara Rubino, è edito da Bine editore e può essere richiesto all’Ufficio Formazione di CGIL Lombardia.

La pubblicazione acquista maggiore importanza se sol si pensi che esso vede la luce in quello che dalla Commissione Europea è stato dichiarato “anno europeo delle pari opportunità”.

La necessità di una tale dichiarazione rende evidente come ancora nel terzo millennio vi siano disparità di trattamento tra uomini e donne e sperequazioni a loro danno, nonché la necessità di orientare scelte formative e professionali femminili verso settori fino ad oggi di esclusivo appannaggio maschile.

Non può del pari trascurarsi che il libro nasce in un contesto storico in cui sembra registrarsi una regressione con riferimento ad alcuni dei diritti dalle donne tanto faticosamente acquisiti e che occorre un intervento mirato per tutelare le situazioni di emarginazione in cui si trovano a vivere tante donne immigrate nel nostro paese.

“Le donne diventano” si rivolge in primis a tutte le donne, quale strumento per acquisire consapevolezza dei diritti acquisiti nel corso di un secolo e dei limiti tuttora esistenti ai fini del raggiungimento della parità. Tra le donne, giovani e meno giovani, è infatti ancora scarso il livello di conoscenza di quante lotte, quanti mutamenti e quante conquiste siano intervenuti nel corso di un secolo.

Si rivolge, inoltre, al legislatore, invitandolo a sperimentare nuove forme al fine della realizzazione della uguaglianza di opportunità tra uomini e donne, nonché a tutti gli uomini per i quali si propone di costituire uno strumento di riflessione.