Lo status giuridico di figlio diventa “unico” mercoledì, Ott 10 2007 

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Delega al Governo per la revisione della normativa in materia di filiazione.

In esame in Commissione Giustizia di Montecitorio il disegno di legge contenente la delega al Governo per la revisione della normativa in materia di filiazione.
Fissato il 2 ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti.Il provvedimento è composto da tre articoli:

L’articolo 1 sostituisce l’art. 315 del c.c. al fine di ribadire i doveri del figlio nei confronti verso i genitori e di ampliare, altresì, i diritti del figlio nelle relazioni familiari. Stabilisce che figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Ha, altresì, il diritto di crescere in famiglia, di mantenere rapporti significativi con i parenti e, se capace di discernimento, di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.
Per quanto riguarda i doveri, il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa.
Lo stesso articolo 1
inserisce nel codice civile il nuovo articolo 315bis che mira a rendere “unico” lo stato giuridico di figlio senza distinzione tra figli nati nel matrimonio o fuori del matrimonio.

L’articolo 2 contiene la delega al Governo per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione al fine di eliminare ogni “residua ingiustificata disparità di trattamento tra i figli nati nel matrimonio e i figli nati fuori del matrimonio o da matrimonio putativo“. Vengono elencati, quindi, i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi nell’attuare la delega.

L’articolo 3, infine, stabilisce che il Governo entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto o dei decreti legislativi di cui all’articolo 2 apporti le necessarie e conseguenti modifiche alla disciplina dettata in materia di ordinamento dello stato civile.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Ok della Camera al decreto liberalizzazioni mercoledì, Giu 13 2007 

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Via libera in prima lettura da Montecitorio. Ora il ddl passerà al Senato. Ecco tutte le novità e i vantaggi per i cosumatori.

ROMA – Via libera, in prima lettura, dell’Aula della Camera al ddl liberalizzazioni, la terza lenzuolata del ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani. I voti a favore sono stati 265, i voti contrari 221 e unico astenuto Salvatore Cannavò, «dissidente» del Prc della corrente sinistra critica. Il provvedimento, il cui testo in buona parte è stato modificato in corso d’esame, passerà all’esame del Senato. Soddisfazione da parte del promotore del decreto, Pierluigi Bersani, malgrado alcuni passi falsi nel passaggio alla Camera: «Il processo sta andando avanti. Non vorrei che passasse l’idea che in questo Paese non si possa cambiare», ha detto il ministro.

VANTAGGI PER I CONSUMATORI – Con la terza lenzuolata di liberalizzazioni (ma la Cdl, viste le modifiche al decreto originario, parla più volentieri, ironicamente, di «fazzoletto») i consumatori potranno avere pane fresco anche la domenica e libri appena usciti da subito a prezzi da saldo, farmaci da banco al supermercato e biglietti «last minute» in aeroporto, segreteria gratis nei cellulari e (forse) un risparmio in banca sulla commissione di massimo scoperto. Ma per il via libera definitivo alle misure previste dal ddl ci vorrà l’ok del Senato, Dove alcune norme verranno cancellate, anche per iniziativa del governo: la vendita dei farmaci di fascia «C» al supermercato, per esempio, decadrà, come ha già annunciato il ministro della Salute, Livia Turco.

In effetti, già nel passaggio alla Camera qualche misura rilevante è stata accantonata: per esempio è stata stralciata l’abolizione del Pra (il pubblico registro automobilistico, che il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, considera un doppione della Motorizzazione civlie). La cancellazione del Pra confluirà in un apposito progetto di legge. E’ rimasto inoltre l’obbligo del notaio per vendite di immobili sotto i 100mila euro di valore catastale. E qualcos’altro è stato aggiunto, come la moratoria (in attesa di una nuova legge di settore) a tutte le privatizzazioni dei servizi idrici. Ecco, in sintesi, le novità…[continua…]

Da La Repubblica  la notizia qui

Sbarca in aula al Senato il ddl che rivoluziona l’attribuzione del cognome ai figli mercoledì, Mag 16 2007 

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Arriva in aula a Palazzo Madama il disegno di legge che rivoluziona l’attribuzione del cognome ai figli 

Il cognome nel matrimonio. In otto articoli viene stabilito che con il matrimonio il coniuge conserva il proprio cognome, che al figlio di genitori coniugati è attribuito il cognome del padre o della madre o di entrambi i genitori, nell’ordine da questi concordato. La scelta, revocabile, si effettua all’atto del matrimonio o all’atto della nascita del primo figlio. In caso di mancato accordo o in caso di morte, irreperibilità o incapacità di entrambi, sono attribuiti al figlio i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico, limitatamente al primo cognome di ciascuno. Ai figli comuni successivi al primo, anche se nato prima del matrimonio, è attribuito lo stesso cognome del primo. Il figlio al quale viene trasmesso il cognome di entrambi i genitori può trasmetterne solo uno, a sua scelta.

 Figli dentro il matrimonio, o fuori. Scompaiono dalle disposizioni normative le espressioni «figlio legittimo» e «figlio naturale», sostituite da «figlio nato nel matrimonio» e «figlio nato fuori dal matrimonio». Al figlio nato fuori dal matrimonio, riconosciuto contemporaneamente dai genitori, il cognome è attribuito secondo la volontà dei genitori (o quello della madre, o quello del padre o entrambi, nell’ordine concordato dai genitori). Se il figlio è riconosciuto da un solo genitore ne assume il cognome. Se la filiazione viene accertata o riconosciuta dopo il riconoscimento dell’altro genitore, al primo cognome del genitore che ha effettuato il riconoscimento si aggiunge il primo cognome dell’altro genitore, con il consenso dell’altro genitore. È necessario il consenso espresso del minore che abbia compiuto 14 anni.

Nomi. È vietato imporre al figlio lo stesso nome del padre, della madre, di un fratello o di una sorella viventi se ne deriva l’omonimia con il congiunto. No anche all’attribuzione di un cognome come nome, o di nomi ridicoli o vergognosi. Le disposizioni non sono retroattive, ma si applicano a tutti i nati dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni che non abbiano fratelli nati dagli stessi genitori. I cognomi che alla data di entrata in vigore della legge siano composti da più parole di considerano come cognome unico. Il disegno di legge detta le regole anche per la dimostrazione di filiazione e di parentela fra una persona e la famiglia alla quale reclama di appartenere……[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Approvata la riforma della Bossi-Fini martedì, Apr 24 2007 

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Via libera dal Consiglio dei ministri al provvedimento sugli immigrati. Amato: «Con la vecchia legge troppi clandestini»

ROMA – Via libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge delega sull’immigrazione che riforma la legge Bossi-Fini. Il testo è stato redatto a quattro mani dai ministri dell’Interno Giuliano Amato e della Solidarietà sociale Paolo Ferrero.

AMATO – «La modifica della Bossi-Fini si è resa necessaria perché i meccanismi adottati hanno favorito lo sproporzionato ingresso degli immigrati clandestini, rispetto a quelli regolari» ha puntualizzato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, al termine del Cdm. «Bisogna porre fine – ha aggiunto Amato – a questo fenomeno ed è questo lo scopo primario del ddl che abbiamo presentato».

COSA CAMBIA
– Ecco le principali novità contenute nel provvedimento: test d’italiano nel Paese d’origine per iscriversi alle liste di «collocamento» nelle nostre ambasciate. Corsie preferenziali per infermieri, badanti, colf, tecnici specializzati, manager, artisti. Per tutti gli altri, comunque, abolizione del contratto di soggiorno, previsto dalla Bossi- Fini. Decreto flussi triennale con correzioni in corso d’opera ogni anno. Procedure semplificate per permessi d’ingresso e nulla osta. Documenti regolari, per un anno, anche per chi viene licenziato e cerca un nuovo lavoro. Rimpatri volontari e incentivati grazie alla creazione di un apposito Fondo nazionale. Espulsioni decise dal giudice ordinario e non più da quello di pace. Superamento graduale degli attuali Cpt con la creazione di un triplo circuito: centri d’identificazione aperti, «con un congruo orario d’uscita», per le famiglie e gli stranieri che collaborano, identificazione obbligatoria in carcere per gli arrestati, centri di trattenimento solo per chi, in attesa dell’espulsione, non vuole dichiarare la propria identità.

24 aprile 2007

Da La Repubblica la notizia

Salute e Sicurezza sul Lavoro lunedì, Apr 23 2007 

sicurezza-sul-lavoro.jpg Venerdì 13 aprile, il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano, e del Ministro della salute, Livia Turco, ha approvato il disegno di legge recante: “Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico per il riassetto normativo e la riforma della salute e sicurezza sul lavoro”.

La presentazione congiunta rappresenta la prima importante novità del provvedimento ed è testimonianza concreta del lavoro di squadra che caratterizza l’operato di questo Governo.
Ogni parola contenuta nel testo approvato è frutto di un approfondito esame tecnico-giuridico ma è soprattutto il risultato di una laboriosa opera di concertazione con le parti sociali e le Regioni, di cui abbiamo accolto rilievi ed integrazioni.
Il riordino della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro era diventata esigenza ormai improrogabile. [continua…]

Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale disegno di legge