Il marito geloso taglia i capelli alla moglie: non è cortesia, ma violenza privata martedì, Giu 18 2013 

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La condotta del marito non era, come sostenuto dalla difesa, un aiuto alla moglie che cercava di tagliarsi i capelli da sé, ma l’imposizione di un comportamento in violazione della libertà morale della donna. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 10413/13.

Il caso
Un uomo è condannato in entrambi i gradi di merito per violenza privata aggravata (art. 610 c.p.), in quanto, per gelosia, ha imposto alla moglie, brandendo le forbici, di subire il taglio dei capelli. L’imputato fa ricorso, sostenendo che in realtà i fatti da lui compiuti integrerebbero i reati di ingiuria e minacce; queste ultime, inoltre, non sarebbero state finalizzate al taglio dei capelli, ma ad ottenere chiarimenti su un presunto tradimento della moglie: la donna, infatti, voleva tagliarsi i capelli da sé e il marito l’avrebbe semplicemente aiutata. Per la Cassazione il ricorso non è fondato: i giudici di merito hanno correttamente ricostruito la vicenda, concludendo che effettivamente l’imputato ha minacciato la moglie con le forbici per poi imporle il taglio dei capelli…continua a leggere

Da La Stampa

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E’ reato di maltrattamenti disprezzare e umiliare il coniuge mercoledì, Lug 7 2010 

Cass. Sez. pen. Sentenza n. 22740/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che: “nella materialità del delitto di maltrattamenti rientrano percosse, minacce, ingiurie, privazioni imposte alla vittima e anche atti di scherno, disprezzo, umiliazione e di asservimento idonei a cagionare durevoli sofferenze fisiche e morali.

Ne consegue che, non risultando diversamente accertato dal giudice del merito e tenuto conto della coincidenza temporale dei delitti contestati ex art. 572, 610, 612, 594 cp, i singoli episodi vessatori rimangono assorbiti nel reato di maltrattamenti”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

Violenza in coppia stabile è maltrattamento in famiglia lunedì, Nov 2 2009 

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Le vessazioni tra persone che hanno un rapporto consolidato equivalgono a quelle tra sposati.

Cassazione 40727/2009.

di Roberto Codini
Le vessazioni e le violenze sul partner sono sempre da considerarsi maltrattamenti in famiglia tutelati dalla legge penale purché si tratti di coppie stabili anche se non sposate o conviventi.
Lo ha stabilito la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una sentenza della Corte di Appello di Cagliari che aveva condannato un signore per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna.

La Suprema Corte, respingendo il ricorso dell’imputato contro la sentenza di appello, ha affermato che “ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia, non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai danni di una persona convivente “more uxorio”, atteso che il richiamo contenuto nell’art.572 del codice penale. alla “famiglia” deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo”.

La sentenza costituisce un ulteriore passo in avanti in materia di tutela della c.d. “famiglia di fatto”, cioè delle unioni tra soggetti non uniti dal vincolo del matrimonio. È utile ripercorrerne brevemente le tappe…[continua…]

Da Cittadino Lex   la notizia qui

E’ falsa testimonianza se la moglie tace dei maltrattamenti davanti al giudice martedì, Giu 30 2009 

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Cass. Sez. pen. Sentenza n. 26606/09

La moglie che, innanzi al Giudice, tace dei maltrattamenti del marito per paura di possibili ritorsioni va condannata per falsa testimonianza.

Nella sentenza la Suprema Corte riconosce che l’esimente prevista dall’art. 384 c.p. che prevede la non punibilità di ha commesso taluni reati per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore, “non e’ limitata ai soli casi di necessita’ di salvare i beni della liberta’ e dell’onore, ricorrendone le condizioni dello stato di necessita’” anche nei casi di “grave nocumento alla integrita’ fisica”.

Questo perche’ “il temuto danno alla incolumita’ fisica si riverbera negativamente sulla stessa liberta’ morale della persona minacciata”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Capo aggressivo,impiegata risarcita giovedì, Giu 11 2009 

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Cassazione: “Causato profondo stress”

Un dirigente di un ufficio giudiziario ligure è stato condannato dalla Cassazione a risarcire una sua dipendente. L’uomo aveva provocato, con il suo comportamento aggressivo e prevaricatore, stati ansiosi e depressivi. Ad avviso dei giudici non c’è dubbio che si tratti di mobbing. Il dirigente è colpevole di non aver frenato le sue intemperanze che ogni “uomo medio, dotato di comuni poteri percettivi e valutativi” deve fare.

I giudici, per prescrizione, hanno però cancellato la condanna a 20 giorni di reclusione per lesioni colpose. Il dirigente, a cui è stato contestato di aver offeso l’onore e il decoro dell’impiegata, era solito offenderla con frasi tipo “lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile”.

Durante il processo i colleghi di lavoro avevano testimoniato che il dirigente aveva un “atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e prevaricazione”…[continua…]

Da Tgcom.it   la notizia qui

In tema di stalking e maltrattamenti mercoledì, Giu 3 2009 

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Tribunale penale di Bari, Ordinanza 6.4.2009 n. 347.

Al fine, quindi, di colmare il vuoto di tutela della vittima di comportamenti ripetuti ed insistenti tali da non integrare ancora i più gravi reati contro la vita o l’incolumità personale, ma comunque idonei a fondare un giustificato timore tale per tali beni, si è inserita la nuova fattispecie di reato di cui all’art. 612 bis cp.

Perché sussista la fattispecie delittuosa è quindi necessario, in primo luogo, il ripetersi della condotta: gli atti e comportamenti volti alla minaccia o alla molestia devono essere reiterati.

Inoltre, i comportamenti devono essere intenzionali e finalizzati alla molestia. Inoltre, occorre che i suddetti comportamenti abbiano l’effetto di provocare disagi psichici, timore per la propria incolumità e quella delle persone care, pregiudizio alle abitudini di vita….[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Lontano dalla ex lo stalker già andato via di casa lunedì, Apr 20 2009 

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È legittima la misura dell’allontanamento definitivo dalla residenza della famiglia nei confronti di chi, pur avendo abbandonato formalmente la casa, continua a sottoporre a “stalking” l’ex.

Lo ha deciso la Cassazione che, con la sentenza n. 16658 del 17 aprile 2009, ha confermato la misura restrittiva nei confronti di un uomo, citando espressamente per la prima volta il fenomeno stalking, solo di recente recepito in una legge.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Pari opportunità risarcite per le discriminazioni contro le donne venerdì, Apr 17 2009 

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Duro affondo della Cassazione contro le discriminazioni e le molestie subite dalle donne sul posto di lavoro.

Possono costituirsi in giudizio come parte danneggiata e chiedere il risarcimento (iure proprio), insieme alla dipendente, gli organi delle pari opportunità e il sindacato di appartenenza. Ma non solo. Il molestatore risponde del reato di maltrattamenti…[continua…]

Da Cassazione.net   la notizia qui

Agenzia Onu: “L’Italia viola i diritti umani” giovedì, Mar 19 2009 

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Immigrati, durissime accuse nel rapporto dell’Ilo che si occupa del rispetto degli standard internazionali sul lavoro.

ROMA – “È evidente e crescente l’incidenza della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti degli immigrati in Italia. Nel paese persistono razzismo e xenofobia anche verso richiedenti asilo e rifugiati, compresi i Rom. Chiediamo al governo di intervenire efficacemente per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”.

Sono insolitamente dure e nette le parole che il Comitato di esperti dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia Onu, usa per descrivere il trattamento degli immigrati in Italia e la violazione di alcune norme internazionali.

Come ogni anno, a marzo, esce il rapporto dell’Ilo sull’applicazione degli standard internazionali del lavoro e quest’anno la pagina che riguarda l’Italia denuncia un comportamento senza precedenti per un paese europeo democratico, perché contravviene alla convenzione 143, quella sulla “promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti”, ratificata dal nostro paese nel 1981…[continua…]

Da La Repubblica  la notizia qui

Anche chi fa il “palo” in uno stupro è colpevole martedì, Feb 24 2009 

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ROMA – Anche chi fa il “palo” di uno stupratore deve essere condannato per violenza sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso di due giovani confermando la condanna per rapina, violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona inflitta loro nell’ aprile 2008 dalla Corte di appello di Milano, per aver aggredito una ragazza nel parcheggio di una metropolitana.

Il concorso nel reato – scrivono i giudici della seconda sezione penale nella sentenza 7336 – “può configurarsi nella sola ipotesi di quello morale, ossia in tutti i casi in cui un terzo , pur non partecipando agli atti di violenza sessuale e pur non essendo presente sul luogo del delitto, abbia istigato, aiutato, agevolato il singolo autore materiale della violenza e cioé, in una parola, abbia posto in essere tutte quelle condotte che, normalmente, vengono sussunte nella fattispecie del concorso morale”.

Nel caso in questione “é pacifico” che i due imputati erano presenti sul luogo del delitto e che uno dei due “sebbene non abbia praticato alcuna violenza, partecipò all’ azione criminosa, essendo dato lui che da una parte liberò l’ interno della vettura di quanto l’ ingombrava per facilitare la violenza che avrebbe praticato l’ altro, e fece da ‘palo’ tant’ é che , appena si avvide che un elicottero stava sorvolando la zona, prontamente avvertì il complice”.

Da Libero   la notizia qui

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