Va ridotto il mantenimento se c’è da pagare il mutuo venerdì, Ott 1 2010 

Cass. Sez. civ. sentenza n. 15333/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che “è legittima la decurtazione dell’assegno di mantenimento” se “il coniuge cui spetta l’obbligo dell’assegno” sta pagando per intero “la rata del mutuo della casa coniugale” in cui vive la moglie.

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Si deve comunque mantenere il figlio che non è proprio fino alla sentenza di disconoscimento lunedì, Mar 15 2010 

Cass. sez. pen. sentenza n. 8998/2010.

La Corte di Cassazione ha affermato che l’obbligo del mantenimento dura fino a quando “la paternita’ non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale”.

E questo vale anche se si scopre che il figlio non è il nostro. Secondo Cassazione “non e’ in facolta’ dell’obbligato sostituire la somma di denaro, mensilmente dovuta, con cose o beni che, a suo avviso, meglio corrispondono alle esigenze del minore beneficiario: l’utilizzo in concreto della somma versata compete in fatti al coniuge affidatario il quale, propro per tale sua qualita’ gode in proposito di una limitata discrezionalita’ il cui mancato rispetto, in danno del figlio minore, puo’ trovare sanzione ricorrendo nelle condizioni”.

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L’assegno di mantenimento non può essere sostituito dalla “paghetta” venerdì, Lug 24 2009 

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Cass. VI sez. pen. sentenza n. 29459/09

La Cassazione ha confermato la multa nei confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva “sostituito il mantenimento” con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l’acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari.

La Corte ha sottolineato che il padre ”non ha adempiuto all’obbligo di mantenimento della figlia e sicuramente non lo ha assolto con la corresponsione di mezzi per spese voluttuarie o per spese straordinarie (mediche e per studi), considerato lo stato di bisogno della figlia minorenne, priva di reddito proprio, e considerato l’obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri”.

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Non è diseducativo dare troppi soldi ai figli per il mantenimento martedì, Mag 26 2009 

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Cass. sez. civ. sentenza n. 11538/09.

Secondo la Corte di Cassazione l’art. 147 del codice civile “obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicita’ di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, culturale, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale”, in una parola: ”alla opportuna predisposizione, fin quando l’eta’ dei figli lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessita’ di cura e di educazione”.

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Madri anoressiche separate non perdono il diritto di vedere i figli lunedì, Mar 23 2009 

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Madri anoressiche piú tutelate. Non perdono il diritto di vedere i figli affidati al padre anche se questi non vogliono avere rapporti con loro perché la malattia gli ha impedito di instaurare un solido legame affettivo. Ma non basta.

I regali della famiglia di origine, che migliorano le condizioni economiche del coniuge che ha diritto al mantenimento (come ad esempio l’uso di una casa), non giustificano la riduzione dell’importo dell’assegno.

Sono questi i due principi affermati dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6200 del 13 marzo 2009..[continua…]

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Nessuna riduzione del mantenimento anche se l’azienda di lui è in crisi martedì, Mar 10 2009 

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L’assegno di mantenimento alla ex, casalinga, non va ridotto neppure se l’azienda di lui è in crisi.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3916 del 18 febbraio 2009, ha respinto il ricorso di un imprenditore che versava 2mila euro alla ex moglie e altri 2mila per i figli e che chiedeva una riduzione dell’assegno perché era stato estromesso dalla guida dell’azienda.

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Danni morali in caso di mancata assistenza dei figli martedì, Feb 24 2009 

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Giro di vite sul mantenimento dei figli. Il genitore che non provvede facendo mancare i mezzi di sussistenza al minore, oltre a rischiare il carcere, deve alla ex anche i danni morali. Ma non basta.

Le accuse non cadono anche se ha versato, in seguito a un provvedimento di esecuzione disposto dal giudice, delle forti somme di denaro.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6575 del 16 febbraio 2009, ha reso definitiva la condanna nei confronti di un ex marito che non aveva versato alla moglie, in modo costante, il mantenimento per il figlio adolescente ma si era limitato, dopo il giudizio di esecuzione, a darle delle forti somme di denaro stabilite dal giudice.

Da Cassazione.net    la notizia qui

Il mantenimento dei figli comprende anche il telefonino martedì, Gen 20 2009 

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Cassazione 45809/2008.

Con l’evoluzione della società la nozione di mezzi di sussistenza non è più limitata a vitto e alloggio.

Il genitore separato tenuto al mantenimento dell’ex coniuge e dei figli deve garantire non solo i mezzi di sussistenza legati alla sopravvivenza, quali il vitto e l’alloggio, ma anche quelli divenuti necessari nell’evoluzione della società, come libri, mezzi di trasporto e mezzi di comunicazione, come i telefoni cellulari.

Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Napoli che aveva condannato un padre separato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare nei confronti della ex moglie e del figlio minore. L’uomo si era difeso sostenendo, tra l’altro, che al mantenimento del figlio provvedesse di fatto la madre del ragazzo, e per questo aveva proposto ricorso in Cassazione…[continua…]

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Affidamento, conta dove il bambino di fatto vive lunedì, Dic 22 2008 

cel083Più attenzione da parte della giustizia alle necessità dei minori dati in affidamento che, d’ora in avanti, dovrà fare i conti con le realtà dei diversi territori.

Spetta infatti al Tribunale del luogo dove il bambino di fatto risiede e che interagisce con il servizio sociale (e non a quello del luogo di residenza del bambino all’inizio del procedimento) decidere i provvedimenti d’urgenza adottati per il bene del piccolo.

Lo hanno stabilito le Sezioni unite civili della Corte di cassazione con l’ordinanza 28875 del 9 dicembre 2008.

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Non mantiene i figli perché perde il lavoro, può essere assolto venerdì, Dic 5 2008 

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Non commette un reato il genitore che improvvisamente non è più in grado di mantenere i figli.

Infatti può essere assolto il padre che, nonostante sia ancora giovane, non ha versato l’assegno perché, a un certo punto, ha perso il lavoro e si è accontentato di impieghi saltuari pur di guadagnare qualcosa.

La Cassazione con la sentenza n. 45273 del 4 dicembre 2008 allenta la linea dura nei confronti dei giovani genitore che perdono il lavoro e che per questo non riescono più a versare l’assegno.

Da Cassazione.net   la notizia qui

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