Droga, sanzione amministrativa per il consumo di gruppo lunedì, Giu 24 2013 

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Il consumo di droga in gruppo non è reato. Anche dopo la modifica del 2006, a opera della legge Fini-Giovanardi, del cosiddetto Testo unico sugli stupefacenti, l’acquisto e la detenzione per uso personale, se avvenuto sin dall’inizio anche per altri soggetti, integra un illecito amministrativo.

Lo hanno ribadito le Sezioni unite della Cassazione, con la sentenza 25401/2013…continua a leggere

Da Il Sole 24 Ore

Droghe leggere: superare la soglia dell’uso personale non sempre è reato venerdì, Mar 20 2009 

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La Cassazione rende più elastici i limiti all’uso personale di droghe leggere.

Non si rischia una condanna per spaccio quando, nonostante il superamento della soglia massima consentita dalla legge, chi detiene lo stupefacente riesca a dimostrare che gli serviva per una scorta, come avviene per un pastore in transumanza.

Insomma ai fini di una condanna non è sufficiente il supermento delle quantità ma l’accusa deve provare altri elementi che conducano allo spaccio.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 12146 del 19 marzo 2009, ha respinto il ricorso della Procura di Trento presentato contro l’assoluzione di un pastore che era stato sorpreso con 53 dosi di hashish prima di ritirarsi in montagna.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Droghe, quando la “pesante” è come la “leggera” la sanzione è più mite venerdì, Mar 6 2009 

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Cassazione, VI sez. PENALE, sen. n. 9874 del 4 marzo 2009.

La nuova disciplina in materia di detenzione degli stupefacenti, introdotta per effetto della legge 21 febbraio 2006, n. 49 che ha apportato modifiche al D.P.R. 309/1990, nel cancellare la differenza tra droghe pesanti e leggere ha reso, di fatto, inapplicabile la continuazione del reato (ex art. 81 c.p.).

In particolare la riforma, nel sopprimere la distinzione tabellare tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”, ha necessariamente mutato il trattamento sanzionato da riservarsi a chi illegalmente detiene sostanze stupefacenti di tipo e natura diversi.

Prima dell’introduzione della riforma la disciplina in materia (ex art. 73, commi 1 e 4) prevedeva diverse figure di reato in considerazione della diversità dell’oggetto materiale delle condotte; di conseguenza il colpevole rispondeva di due reati differenti, generalmente unificati dal vincolo della continuazione.

L’avvenuta assimilazione impone oggi di trattare il reato come unico e, dunque, di considerate il trattamento sanzionatorio in un’ottica più favorevole rispetto al passato.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Coltivare cannabis non è reato fino a che le piante non sono mature venerdì, Gen 16 2009 

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Neppure l’ultimo intervento delle Sezioni unite è riuscito a scrivere la parola fine alla questione della rilevanza penale della coltivazione di cannabis. Va infatti prosciolto chi l’ha coltivata ma è stato sorpreso dalle forze dell’ordine prima che le piantine fossero mature.

Con una sentenza, la n. 1222 del 14 gennaio 2009, che riaprirà le
polemiche sulla coltivazione delle sostenze stupefacenti, la Cassazione
ha annullato con formula piena, perché il fatto non sussiste, la
condanna nei confronti di 44enne di Ancona che aveva coltivato nel suo terreno 23 piantine di cannabis ed era stato sorpreso prima che queste avessero concluso il clclo annuale di maturazione.
Debora Alberici

Da Cassazione.net   la notizia qui

Non commette reato il convivente di chi detiene droga giovedì, Nov 13 2008 

200474441-001Cass. VI sez. pen. sentenza n. 39989/08.

È esclusa la punibilità di chi convive con un partner che detiene droga ai fini di spaccio se mantiene una condotta che si concretizza nell’assistere passivamente in modo inerte alla perpetrazione del reato, senza impedirlo od ostacolarlo.

La Cassazione puntualizza che in punto di diritto non esiste nessun obbligo giuridico di attivarsi in qualche modo per impedire l’evento. Inoltre, il comportamento omissivo di mancata opposizione alla detenzione in casa di droga da parte di persona legata da vincoli affettivi (coniuge, figlio, parente, convivente), non costituisce condotta punibile perché non è segno univoco di partecipazione morale.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

Maroni: patente tolta per i condannati per droga. E i minori non potranno prenderla martedì, Ott 21 2008 

La misura sarebbe valida pero’ solo per chi sara’ condannato in via definitiva.

Il ministro dell’Interno sta pensando di introdurre delle pene accessorie nel ddl sulla sicurezza.

MILANO – Il governo sta pensando a prendere provvedimenti innovativi in materia di lotta allo spaccio di droga. Se un minore viene condannato in maniera definitiva per droga gli potrebbe essere negato di prendere la patente a 18 anni, come pena accessoria.

una delle proposte che valuterà il ministro dell’interno Roberto Maroni e che sono emerse dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto questa mattina a Milano. «Una delle proposte emerse – ha detto il ministro Maroni – è quella di intervenire come sanzione accessoria per ritirare la patente a chi è condannato in maniera definitiva per droga.

E se è un minore impedirgli di prendere la patente a 18 anni». Secondo il Ministro accanto alla repressione servono politiche di prevenzione. E un messaggio del genere per un minorenne che oltre alle conseguenze del reato potrebbe avere come sanzione accessoria anche questa della patente è «una proposta forte ma interessante e da valutare».

LOTTA ALLA DROGA – «La lotta alla criminalità organizzata è principalmente la lotta al traffico della droga. Ed è su questo che si concentrerà l’azione del Viminale nei prossimi mesi» ha annunciato Maroni. «Oggi sono emerse proposte interessanti – ha detto il ministro – che saranno poi valutate nei prossimi giorni e che probabilmente entreranno nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione in Senato».

Da Il Corriere della Sera  la notizia qui

Più facile provare che l’hashish è per uso personale lunedì, Ott 20 2008 

Sarà più facile d’ora in poi provare che un pò di hashish, anche se superiore alla soglia consentita, è a uso personale. Basterà consegnare la droga spontaneamente, dire di farne abitualmente uso e non dividerla in singole dosi.

Ci risiamo. La Cassazione deposita un’altra sentenza sulle sostanze stupefacenti, la n. 39017 del 16 ottobre, che di sicuro non metterà tutti d’accordo.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Chi offre uno spinello compie un reato lunedì, Set 29 2008 

Rischia il carcere per traffico illecito di stupefacenti chi “offre uno spinello ad un amico”.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 36876 del 26 settembre 2008, ha spiegato che l’uso di gruppo della droga, che solleva chi la acquista da ogni responsabilità, si configura quando il gruppo di amici abbia dato il compito a uno di loro di comprare lo stupefacente per tutti.

Da Cassazione.net  la notizia qui

Le droghe leggere se in piccole quantità possono essere portate fuori casa martedì, Set 9 2008 

Cass. Sez. pen. Sentenza n. 31441/08

La Corte di Cassazione ha stabilito che in piccole quantità, le droghe leggere possono essere portate fuori casa, in quanto il loro possesso non puo’ essere scambiato come indizio di spaccio.

Per la Corte non e’ infatti significativa dell’attivita’ di spaccio la “mancanza di strumenti per il consumo diretto” come le cartine o il tabacco, inoltre “non e’ dato comprendere sulla base di quale massima di esperienza sia possibile affermare che portare fuori casa quella droga non aveva altro senso se non quello di destinarla allo spaccio”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Cassazione: sì alla detenzione di marijuana per i rasta giovedì, Lug 10 2008 

La Cassazione accoglie il ricorso di un rasta: “La loro religione lo prevede, aiuta la preghiera e la contemplazione”.

ROMA
I giudici devono essere comprensivi nei confronti dei rasta fari trovati in possesso di abbondanti quantitativi d’«erba», poichè è la loro religione a prevederlo. Fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera «nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone».

Lo sottolinea la Cassazione, che ha accolto il ricorso di Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4 mila euro di multa per detenzione a fine di spaccio inflittagli dalla Corte di appello di Perugia nel 2004. I carabinieri lo avevano trovato con circa un etto di “erba”, ma l’uomo ha sostenuto in Cassazione di essere un rasta fariano e di fumare l’erba in base ai precetti della sua religione, che ne consentono l’uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno…[continua…]

Da La Stampa  la notizia qui