Il medico risponde anche per colpa lieve lunedì, Ott 19 2009 

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Cass. III sez. civ. sentenza n. 20790/09

La Corte di Cassazione ha stabilito che il medico non può esimersi da responsabilità per colpa lieve per il solo fatto che l’intervento abbia comportato la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà.

La Corte richiamando il disposto di cui all’articolo 2236 ha precisato che in ambito medico, a prescindere dalla difficoltà dell’intervento, il sanitario ha l’obbligo di seguire il paziente anche in relazione a possibili eventi che possono verificarsi dopo l’operazione.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Va risarcito anche il marito quando la moglie dopo l’operazione non può più avere rapporti sessuali con il coniuge mercoledì, Set 9 2009 

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Responsabilità medica: quando la moglie in seguito a un intervento chirurgico è costretta a rinunciare all’intimità con il proprio marito, anche l’uomo ha diritto al risarcimento dei danni. È quanto emerge dalla sentenza 19092/09 della Cassazione.

E’ stato confermato il verdetto di merito con il quale era stato stabilito un ristoro di novanta milioni di vecchie lire a favore di una donna e di ventisei milioni di lire per suo marito da parte della Regione e del ginecologo. La paziente, infatti, era stata operata una prima volta nel 1986 in ospedale, e successivamente aveva subito un altro intervento chirurgico su una fistola post-operatoria a seguito di isterectomia, eseguito dallo stesso medico, in una casa di cura.

Ma da quell’operazione la moglie non aveva tratto alcun effetto benefico su una sopravvenuta incontinenza urinaria, che aveva costretto i coniugi a non avere più rapporti sessuali.

La Corte d’appello – spiega la Cassazione – ha ampiamente motivato sulla responsabilità del medico e, in particolare, sul nesso causale tra l’intervento chirurgico eseguito dallo stesso ginecologo e l’insorgenza della fistola post-operatoria che ha compromesso l’integrità psicofisica della donna.

I giudici di merito hanno poi escluso che la situazione clinica della paziente al momento dell’operazione fosse tale da costituire una concausa in relazione ai danni subiti dalla donna.

Da La Stampa   la notizia qui

I medici che non vogliono denunciare i clandestini mercoledì, Apr 22 2009 

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Da Torino a Bari: distintivi sui camici e cartelli multilingue.

MILANO — Medici-obiettori che per rendersi riconoscibili in corsia lo scrivono sul camice: «Io non ti denun­cio». Associazioni di categoria che invi­ano petizioni al governo per rafforzare il proprio «no»: «Quel provvedimento va contro il nostro codice deontologi­co». Regioni che rivendicano la pro­pria autonomia in fatto di sanità, riba­discono le norme in vigore, ne varano di nuove: «Le cure devono essere ga­rantite a tutti nel pieno rispetto della Costituzione e della privacy».

La batta­glia contro il provvedimento che pre­vede la denuncia da parte dei medici dei clandestini è trasversale.

Politica e di categoria. Un rincorrersi di iniziati­ve per fermare il disegno di legge. Per interrompere le denunce: tre quelle re­gistrate prima che la norma sia entrata in vigore. Ma anche per contenere il crollo di richieste di cure da parte de­gli stranieri: dei cittadini sprovvisti di permesso di soggiorno ma anche degli immigrati in regola…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Per la chirurgia ambulatoriale anestesia senza specializzazione martedì, Apr 7 2009 

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Esercizio abusivo della professione.

Cassazione, VI sez. PENALE, sen. 11004/2009.

In tema di esercizio abusivo di una professione, ex articolo 348 c.p., l’iscrizione all’albo abilita il medico chirurgo allo svolgimento non solo delle attività professionali sanitarie principali, ma anche a quelle ausiliarie, per le quali non è richiesto dalla legge il possesso di un apposito diploma o specializzazione.

Il caso al vaglio della Corte parte dall”indagine istruttoria, compiuta a seguito di un esposto presentato dalla ex dipendente di uno studio medico, in cui era stata riscontrata l’esistenza di una attività di somministrazione di anestesia locale per la realizzazione di interventi di chirurgia plastica a livello ambulatoriale., in assenza in capo al medico responsabile del requisito della specializzazione in anestesia.

La Cassazione spiega come “la rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche registrati negli ultimi decenni ha comportato lo spostamento di alcuni settori dell’operatività chirurgica al di fuori degli ospedali pubblici e consentito la distinzione tra quegli interventi, che per la loro natura e complessità – interventi di anestesia generale (narcosi) – non possono non essere effettuati se non in regime ospedaliere e interventi chirurgici o procedure diagnostiche a bassa complessità o invasività o seminvasive, praticabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori privati in anestesia locale o in sedo-analgesia…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Santa Rita, in aula le intercettazioni choc giovedì, Feb 19 2009 

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In aula a Milano le telefonate che hanno incastrato i vertici della clinica Santa Rita. “Qui ci sono i criminali”.

Intercettazioni choc. Quelle che Pier Paolo Brega Massone, l´ex primario di chirurgia toracica della clinica milanese Santa Rita, ascoltava fissando un punto lontano dell´aula bunker di piazza Filangieri mentre risuonava la voce di una sua collega: «Se controllano le cartelle, lo sai che il principe di queste cose è Brega Massone… lui (il proprietario della clinica, Pipitone) non può far venire a lavorare dei banditi che poi ci fanno finire sui giornali… altro che truffa, questi sono criminali».

Parole intercettate dai militari della guardia di finanza nel luglio 2007, prima e subito dopo che nella clinica arrivassero gli arresti e i sequestri per una delle più brutte pagine della sanità lombarda. Perché il processo in corso riguarda non solo le truffe al sistema sanitario, ma anche, forse soprattutto, le lesioni ai pazienti finiti in sala operatoria per aumentare gli stipendi dei medici, pagati in base alla produttività…[continua…]

Da La Repubblica  la notizia qui

Non c’è reato se l’esito di un intervento non pattuito è positivo giovedì, Gen 29 2009 

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Cass. Sezioni Unite Cass. 2437/08.

La Corte di Cassazione ha stabilito che nei casi in cui “il medico sottoponga il paziente ad un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, e tale intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli, si sia concluso con esito fausto, nel senso che dall’intervento stesso è derivato un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute, in riferimento, anche alle eventuali alternative ipotizzabili, e senza che vi fossero indicazioni contrarie da parte del paziente medesimo, tale condotta è priva di rilevanza penale”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Il chirurgo reperibile che rifiuta di tornare in ospedale fa reato a prescindere dall’urgenza venerdì, Gen 9 2009 

chirurgoRischia il carcere il chirurgo reperibile che, chiamato da un collega per una presunta urgenza, non si reca immediatamente in ospedale per visitare il paziente, a prescindere dal fatto che si trattava di un caso grave oppure no.

Questa nuova stretta sulla responsabilità medica l’ha sancita la Suprema Corte di Cassazione che, con la sentenza 48379 del 30 dicembre 2008, ha affermato un nuovo principio facendo il punto sulle responsabilità dei medici reperibili.

Da Cassazione.net   la notizia qui

Niente diagnosi nei certificati per malattia giovedì, Nov 27 2008 

malattia_324_230Il provvedimento è stato adottato a seguito della segnalazione di un sindacato che lamentava il fatto che il Ministero della Giustizia richiedesse al personale di Polizia penitenziaria certificati medici indicanti, oltre alla prognosi, anche la diagnosi.

Non risultano disposizioni che obblighino l’Amministrazione ad acquisire certificati medici relativi ai congedi per malattia del personale del Corpo di polizia penitenziaria comprensivi anche della diagnosi.
Pertanto è fatto divieto al Ministero della Giustizia di trattare i dati personali relativi all’indicazione della diagnosi nei certificati di malattia idonei a rivelare lo stato di salute del personale del Corpo di polizia penitenziaria.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

«L’errore non sarà più reato» – Pronta la legge per i dottori lunedì, Nov 17 2008 

ks106387Per i cittadini sarà meno automatico poter citare i medici in giudizio.

Nove cause su dieci si concludono con l’assoluzione. Santelli: depenalizziamo. Ma imperizia e negligenza resteranno punite.

ROMA — Destino inesorabile per otto su dieci. Denunciati e trascinati in tribunale per sospetta malpractice. Accusati di aver sbagliato. Un rischio che i chirurghi devono mettere in preventivo e dal quale cercano di difendersi con tutte le armi. Ricorrendo ad esempio alla cosiddetta medicina difensiva, cioè prescrivendo al paziente cure, ricoveri, esami che in cuor loro ritengono superflui ma che risulterebbero solidi scudi in caso di processo.

Ogni anno il sistema sanitario pubblico sborsa tra 12 e 20 miliardi per analisi di tipo precauzionale. Una proposta di legge appena depositata ha l’obiettivo di alleggerire «il disagio di fronte alla crescita prepotente del contenzioso medico legale e alla richiesta di risarcimento a tutti i costi».

Un progetto di depenalizzazione dell’errore medico annunciato già a giugno dal sottosegretario al Welfare Fazio, e auspicato dalle categorie dei camici bianchi, chiamati da famiglie e pazienti a sostenere battaglie giudiziarie infinite che in quasi 9 casi su 10 si concludono con l’assoluzione.

Primi firmatari Iole Santelli (vicepresidente commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Palumbo (presidente Affari sociali), entrambi Pdl, il provvedimento introduce nel codice penale e civile una serie di aggiunte e nuovi articoli che definiscono la colpa professionale legata ad un atto medico e chiariscono i meccanismi del nesso di causalità…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Testamento biologico: il disegno di legge di Veronesi in esame al Senato lunedì, Nov 17 2008 

E’ in esapenna20su20foglio1me al Senato, alla Commissione Igiene e sanità in sede referente, il disegno di legge in tema di consenso informato del paziente ai trattamenti sanitari e dichiarazioni anticipate di volontà in materia.

Il provvedimento è esaminato congiuntamente ad altri nove disegni di legge in materia (S.10, S. 51, S. 136, S281, S 285, S 483, S. 800, S 994, S 1095).

“Riguardo al consenso informato, il testo specifica, tra l’altro, che per quanto riguarda l’informazione sui dati sanitari, non sono accettati modelli comunicativi standard e che la documentazione può integrare, ma non sostituire il colloquio informativo. Tale diritto è escluso per i trattamenti sanitari obbligatori per legge, nonché per le situazioni di urgenza, ossia relative a persone incapaci di esprimere in quel momento il consenso o il rifiuto…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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