Fornero denunciata per mobbing sociale: arriva la ribellione di 191 esodati lunedì, Lug 15 2013 

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Arriva la denuncia contro l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero per mobbing sociale. Tutto questo perché la Riforma delle Pensioni, secondo la Ragioneria di Stato, ha prodotto 314.576 esodati, di cui solo 130mila sono stati salvaguardati nel raggiungimento della pensione.

La denuncia parla di risarcimento dovuto e di danno psicologico da patema d’animo. E i tutelati non se la sono vista benecontinua a leggere

Da Signoraggio.it

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La pensione di anzianità non decorre se c’è ancora il lavoro lunedì, Giu 22 2009 

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La cessazione dell’attività è requisito necessario per il diritto alla quiescenza.

Interpello Ministero del Lavoro n. 19/2009.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con l’Interpello n. 19 del 20 marzo 2009, ha confermato che, per i lavoratori dipendenti, la cessazione del rapporto di lavoro è requisito necessario per il diritto alla pensione di anzianità.

Occorre, cioè, che si determini lo “stato di bisogno” che giustifichi l’erogazione della prestazione sociale. Per lo stesso motivo non è consentito attivare un nuovo rapporto di lavoro – con lo stesso o con altro datore di lavoro – prima che sia intervenuta la decorrenza della pensione.

Pertanto, nel mese di decorrenza della pensione il pensionato non può avere redditi derivanti da un nuovo rapporto di lavoro…[continua…]

Da Azienda Lex   la notizia qui

Amianto: sanatoria per i benefici ottenuti sulle pensioni liquidate prima del 12.4.2009 mercoledì, Mag 6 2009 

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Inps, Circolare 5.5.2009 n. 68.

L’articolo 7 ter, comma 14 della citata legge prevede: “Restano validi ed efficaci i trattamenti pensionistici erogati antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto a seguito degli accertamenti compiuti dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ai fini del conseguimento dei benefici di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 e successive modificazioni, sulla base dei curricula presentati dal datore di lavoro e della documentazione integrativa, salvo il caso di dolo dell’interessato che sia accertato in via giudiziale con sentenza definitiva.

All’onere derivante dal presente comma, valutato in 700.000 euro per ciascuno degli anni 2009, 2010e 2011, in 600.000 euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, in 500.000 euro per l’anno 2015, in 400.000 euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e in 200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede a valere sul Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, con pari riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 6, comma 4, della legge 8 marzo 2000, n. 53.”

Da La Previdenza    la notizia qui

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato per colpa venerdì, Apr 3 2009 

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Cass. Sez. civ. Sentenza n. 6684/09.

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’ex deve essere: “equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato o non) e in favore del quale opera la presunzione legale di vivenza a carico del lavoratore al momento della morte, assolvendo alla funzione di sostentamento in precedenza indirettamente assicurata dalla pensione in titolarità del coniuge superstite titolare dell’assegno”.

L’assegno “va riconosciuto non solo al coniuge separato in favore del quale il pensionato defunto era tenuto a corrispondere un assegno di mantenimento, ma anche al coniuge separato per colpa o con addebito”.

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Dal 2018 donne in pensione a 65 anni mercoledì, Mar 4 2009 

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Il governo presenta il progetto alla Ue – Aumento graduale a partire dal 2010 -La Cgil attacca: «Basta accanimento».

ROMA
L’età di pensionamento delle donne che lavorano nel pubblico impiego aumenterà gradualmente a partire dal 2010 per arrivare a quota 65 anni nel 2018.

È la soluzione individuata dal governo in risposta alla Ue che ha chiesto di equiparare l’età di pensionamento fra uomini e donne. La misura sarà inserita in un emendamento, a firma della senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl), al disegno di legge Comunitaria in Aula al Senato. Il testo della bozza della proposta, che si compone di un solo articolo, prevede «l’elevazione dell’età pensionabile per le dipendenti pubbliche».

La Comunitaria approderà in Aula tra martedì e mercoledì della prossima settimana (molto probabilmente mercoledì) e il termine per la presentazione degli emendamenti scade dopodomani alle 19…[continua…]

Da La Stampa   la notizia qui

I coefficienti per la base di calcolo delle pensioni 2009 martedì, Mar 3 2009 

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L’aggiornamento avviene in misura corrispondente alla variazione dell’indice Istat.

Messaggio Inps 2880/2009.

Ecco come verranno rivalutate le pensioni quest’anno. In base all’articolo 3, comma 11, della legge 29 maggio 1982, n. 287, le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e i redditi dei lavoratori autonomi, relativi agli anni precedenti e che rientrano nel periodo di riferimento per determinare la “base di calcolo” delle prestazioni pensionistiche liquidate con il sistema retributivo, sono rivalutati in misura corrispondente alla variazione dell’indice annuo del costo della vita, calcolato dall’ISTAT, tra l’anno solare cui la retribuzione o il reddito si riferisce e quello precedente la decorrenza della pensione.

Per la base di calcolo della “quota B” della pensione, dato il maggior periodo di riferimento, con l’articolo 3, comma 5, del DLgs n. 503/1992, è stato stabilito che “ai predetti redditi e retribuzioni si applica altresì un aumento di un punto percentuale per ogni anno solare preso in considerazione ai fini del computo delle retribuzioni e dei redditi pensionabili”.

L’INPS, con il Messaggio n. 2880, del 4 febbraio 2009, ha comunicato i coefficienti di rivalutazione, delle retribuzioni di lavoro dipendenti e dei redditi di lavoro autonomo, da utilizzare per la liquidazione delle prestazioni pensionistiche con decorrenza nell’anno 2009, sia per quanto concerne la “quota a” di pensione (relativa alle anzianità contributive maturate anteriormente al 1° gennaio 1993) sia per quanto concerne la “quota b” di pensione (relativa alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 1993), come stabiliscono gli articoli 3 e 13 del decreto legislativo n. 503 del 1992…[continua…]

Da Pensioni Lex    la notizia qui

Contributi Gestione Separata: i nuovi importi 2009 mercoledì, Feb 4 2009 

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L’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ha comunicato le aliquote 2009 relative ai contributi per i lavoratori iscritti alla gestione separata.

Gli iscritti alla gestione separata, in via obbligatoria, lo ricordiamo, sono i lavoratori autonomi che esercitano un’attività professionale o di collaborazione, e per la quale non è prevista alcuna forma assicurativa pensionistica.

Le forme più note di collaborazione che richiedono l’iscrizione obbligatoria alla gestione separata sono i cosiddetti co.co.pro, ovverosia le collaborazioni a progetto che vengono di norma utilizzate in Italia da molte società ed imprese di servizi.

In particolare, per chi non è iscritto ad alcuna altra forma di previdenza obbligatoria, l’aliquota è pari al 25,72%, di cui lo 0,72% a copertura di maternità, malattia, assegni familiari e degenza ospedaliera.

L’aliquota scende invece al 17% per tutti coloro che, o sono titolari di pensione, oppure risultano essere iscritti ad un’altra forma pensionistica obbligatoria come, ad esempio, l’Inarcassa per gli architetti e gli ingegneri…[continua…]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione redditi da lavoro sulle pensioni Enpals mercoledì, Gen 21 2009 

images111111Enpals, Circolare 14.1.2009 n.1

A partire dal 2009 le pensioni di anzianita’ e vecchiaia sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo . L’Enpals, con la pubblicazione della circolare 1/2009 fornisce la propria interpretazione in merito alla nuova disciplina…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Salirà l’età per la pensione di vecchiaia delle donne nel pubblico impiego martedì, Gen 13 2009 

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Varie le ipotesi: dall’adeguamento a 65 anni, alla fascia per tutti da 62 a 67.

Il governo ha scritto alla Ue che si adeguerà alla sentenza europea in materia.

MILANO – Di necessità virtù. Nel 2009 il governo varerà una riforma graduale e flessibile per allineare il requisito per la pensione di vecchiaia di uomini e donne del pubblico impiego: verrebbero portate entrambe almeno a 65 anni (attualmente per le donne il requisito è di 60 anni di età).

E’ l’impegno formale, preso dal governo in una comunicazione inviata lunedì a Bruxelles dal ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi.

LA LETTERA – La nota, dice il quotidiano economico, prende atto della sentenza dell’Alta corte di giustizia del Lussemburgo che il 13 novembre scorso aveva individuato nella differenza d’età minima (60 anni per le donne e 65 per gli uomini) una violazione dell’articolo 141 del Trattato. La sanzione, in caso di mancata correzione, prevede una multa base di 10 milioni di euro, più una penalità di mora variabile da 12.000 a 700.000 euro al giorno. Le nuove norme per allineare i trattamenti saranno presentate nelle prossime settimane in consiglio dei ministri dal titolare della Funzione pubblica Renato Brunetta dopo una verifica su costi e compatibilità. L’ipotesi più accreditata è che le modifiche vengano inserite nel disegno di legge comunitario 2009.

IPOTESI – Due sarebbero le ipotesi sul tappeto. Da un lato la possibilità di un adeguamento scaglionato (come la possibilità di un aumento di un anno ogni due dell’età minima per ottenere la pensione di vecchiaia, fino all’allineamento con gli uomini al «tetto» comune dei 65 anni). L’altra ipotesi prevederebbe un aumento immediato dell’età di pensionamento per vecchiaia a 62 anni da accompagnare con l’introduzione di una fascia flessibile di pensionamento di anzianità oscillante tra i 62 e i 67 anni valevole per tutti i lavoratori del pubblico impiego, sia donne che uomini…[continua…]

Da Il Corriere della Sera   la notizia qui

Decreto Legislativo 26 marzo 2001 , n. 151 – Interpretazione autentica mercoledì, Nov 19 2008 

westf08377Inps, Circolare 14.11.2008 n. 100.

Sulla G.U. n. 300 del 28-12-2007 – Suppl. Ordinario n. 285, è stata pubblicata la legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria per il 2008).

L’art. 2, comma 504 , della legge citata stabilisce che le disposizioni degli articoli 25 e 35 del Testo Unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, si applicano agli iscritti in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo e che sono fatti salvi i trattamenti pensionistici più favorevoli già liquidati alla data di entrata in vigore della stessa legge finanziaria per il 2008…[continua…]

Da La Previdenza  la notizia qui

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