Corte di Giustizia: l’Italia viola il principio di parità di retribuzione tra uomini e donne venerdì, Nov 14 2008 

pensionata_153_124La Corte di Giustizia Europea, con la Sentenza citata in epigrafe, ha condannato l’Italia per la violazione dell’art. 141 del Trattato UE riguardante “la parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore”.

Su ricorso della Commissione della Comunità europee, la Corte di Giustizia è stata infatti chiamata a pronunciarsi sul quadro giuridico pensionistico applicato ai dipendenti pubblici italiani per i quali, secondo il combinato disposto dall’art. 5, n. 1, e della tabella A del Dlgs 30 dicembre 1992, n. 503, l’età normale per il pensionamento di vecchiaia è di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini.

Anche se l’art. 141, n. 4, del Trattato autorizza gli Stati membri a mantenere o ad adottare misure che prevedano vantaggi specifici, diretti a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali, al fine di assicurare una piena uguaglianza tra uomini e donne nella vita professionale, non se ne può dedurre che questa disposizione consente la fissazione di una tale condizione di età diversa a seconda del sesso.

Infatti, i provvedimenti nazionali contemplati da tale disposizione debbono, in ogni caso, contribuire ad aiutare la donna a vivere la propria vita lavorativa su un piano di parità rispetto all’uomo e poiché la pensione in Italia viene calcolata – osserva la Corte – sulla base degli anni di servizio prestati e in base all’ultimo stipendio del dipendente pubblico, costringendo le donne ad andare in pensione 5 anni prima degli uomini, le si condanna di fatto a percepire una pensione inferiore.

Pertanto, sostiene la Corte, “mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all’art. 141 CE”.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

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Pensioni, uscita agevolata per gli usuranti operativa nel 2009 giovedì, Ott 30 2008 

Chi fa lavori pesanti o pericolosi arriverà prima al traguardo della pensione.

Per adesso deve portare un po’ di pazienza. L’uscita agevolata, prevista dalla legge 247/2007 sul Welfare, non diventerà operativa prima del 2009.

Dopo l’entrata in vigore del Ddl collegato, che martedì ha ottenuto il via libera della Camera, il Governo avrà tre mesi di tempo per l’emanazione del decreto legislativo con il quale dovranno essere fissate le condizioni per l’accesso ai benefici.

Di fatto, si tratterà di una riscrittura del provvedimento, proposto dal precedente Governo, che non ha ricevuto il via libera del Parlamento per la fine anticipata della legislatura. Tutto lascia comunque prevedere che con i nuovi criteri si cercherà di contenere al massimo i costi, anche sulla base di una diversa definizione della platea dei lavoratori interessati.

Chi è interessato
La legge 247/2007 («Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale») disegna già una prima mappa, la cui base di partenza è la tabella Salvi del ’99: un elenco, stilato dal ministro del Lavoro dell’epoca, Cesare Salvi, che comprende coloro che svolgono mansioni particolarmente gravose come i lavori in galleria, cava e miniera o, ancora, le attività svolte ad alte temperature o in spazi ristretti.

A questi lavoratori si aggiungono gli addetti alla “linea a catena” e i conducenti di mezzi pubblici pesanti adibiti al trasposto di almeno nove persone. Non solo: sono considerati addetti ad attività usuranti anche i lavoratori notturni, sempre che la prestazione sia stata svolta con le modalità previste dal Dlgs 66/2003 sull’orario di lavoro…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Pensioni, le rivalutazioni non sono cumulabili martedì, Ott 28 2008 

È assoluto il divieto di cumulo di adeguamento delle pensioni. Infatti, il cittadino titolare di due trattamenti, ad esempio quello dell’Inps e quello dello Stato, non può godere su entrambe della rivalutazione.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 25616 del 23 ottobre 2008

Da Cassazione.net   la notizia qui

UE: e’ discriminante negare il diritto alla reversibilita’ sulla base del principio della differenza di eta’ anagrafica martedì, Set 30 2008 

( Corte di giustizia U.E., Grande Sezione, Sentenza 23.9.2008 – C/427/06 – Caso Bartsch )

«Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro – Art. 13 CE – Direttiva 2000/78/CE – Regime pensionistico di azienda privata che esclude il diritto alla pensione di reversibilità a favore del coniuge superstite più giovane di più di quindici anni rispetto all’ex dipendente deceduto – Discriminazione basata sull’età – Collegamento con il diritto comunitario.

Da La Previdenza  la notizia qui

Pensioni, il 1° luglio si apre una nuova finestra venerdì, Giu 27 2008 

Si avvicina la nuova finestra del 1°luglio2008 di uscita dalla vita lavorativa sia per quanto riguarda le pensioni di anzianità che per quanto concerne quelle di vecchiaia.
Si tratta delle finestre previste per i lavoratori dipendenti e per quelli autonomi (vale a dire coltivatori diretti, coloni, mezzadri, artigiani e commercianti) che abbiano raggiunto i requisiti secondo la normativa previgente a quella introdotta dalla legge 247/07 di attuazione del protocollo Prodi e sulla base della stessa legge 247/07.

Gli interessati
I soggetti interessati all’apertura della finestra del 1 luglio 2008 appartengono a tre categorie:
• i lavoratori autonomi che hanno maturato, secondo la previgente normativa, il minimo contributivo di 35 anni e l’età di 58 anni al 31 dicembre 2007; oppure i lavoratori con 40 anni di contribuzione indipendentemente dal requisito anagrafico, sempre entro il 31 dicembre 2007, per il trattamento pensionistico di anzianità;

• i lavoratori dipendenti che hanno raggiunto entro il 31 marzo 2008 40 anni di contribuzione con compimento dell’età di 57 anni al 30 giugno 2008 (si tratta in questo caso della finestra della pensione di anzianità con le regole previste dalla nuova legge 247/07);

• i lavoratori dipendenti che entro il primo trimestre 2008 hanno raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia: anche in questo caso si tratta della finestra per il trattamento pensionistico di vecchiaia secondo la nuova legge 247/07.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Pensioni: arriva la “quattordicesima” mercoledì, Giu 25 2008 

La legge 127/2007 prevede un sostegno ai titolari di pensione basse.

Per questo, ricorda l’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, i pensionati che rispettano determinati requisiti ricevono insieme alla pensione una somma aggiuntiva non tassata, la cosiddetta quattordicesima.

Ecco che, recita una nota emessa dall’Istituto, sono più di 2 milioni e 300 mila i pensionati che riceveranno la somma aggiuntiva, per un importo complessivo destinata ai pensionati di circa 919 milioni di euro, mentre l’importo medio della “quattordicesima” è pari a 389 euro.

La somma aggiuntiva, che spetta anche ai pensionati residenti all’estero, varia perché è calcolata in base all’anzianità contributiva del pensionato; l’INPS rende noto d’aver già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione precisa dell’importo cui ha diritto.

In ogni caso, se qualche pensionato non la ricevesse e ritenesse di avere diritto alla somma aggiuntiva, può rivolgersi comunque agli uffici Inps, o agli enti di patronato, dove riceverà le informazioni necessarie per richiederne il pagamento.

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Pensioni: i nuovi requisiti e le finestre di accesso in seguito alla firma del Protocollo sul Welfare giovedì, Mag 22 2008 

(Inps, Circolare 15.5.2008 n. 60)

Sulla G.U. n. 301 del 29 dicembre 2007 è stata pubblicata la legge 24 dicembre 2007, n. 247, recante “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.” Con messaggio n. 30923 del 31 dicembre 2007 è stata fornita una prima informativa sulle principali novità previste dalla legge in oggetto ed entrate in vigore il 1° gennaio 2008.

Con la presente circolare, condivisa nel suo impianto generale dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentito il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 112793/16/318/13 del 24 aprile 2008, si forniscono ulteriori istruzioni in merito all’applicazione del provvedimento in oggetto.

Al riguardo si fa preliminarmente presente che a seguito dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro con la nota citata devono intendersi superate le istruzioni fornite al paragrafo 3 del messaggio n. 30923 del 2007, limitatamente alle finestre di accesso applicabili alle pensioni di vecchiaia contributive conseguite con 40 anni di contribuzione, nonché sciolta la riserva in merito alle “finestre di accesso” applicabili alle medesime pensioni conseguite dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009 al raggiungimento di un’anzianità contributiva minima di 35 anni.

Da La Previdenza   la notizia qui

Germania: il superstite di una coppia gay ha diritto alla pensione di reversibilità venerdì, Apr 4 2008 

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Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, 1 aprile 2008, procedimento C-267/06

Oggetto della domanda di pronuncia pregiudiziale: interpretazione degli artt. 1, 2, n. 2, lett. a) e b), sub i), nonché 3, nn. 1, lett. c), e 3, della direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU L 303, pag. 16).

Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il superstite di una coppia gay e l’ente di previdenza dei lavoratori teatrali, in merito al diniego di quest’ultimo di riconoscergli una pensione di vedovo a titolo delle prestazioni ai superstiti previste dal regime previdenziale obbligatorio di categoria al quale era iscritto il suo partner, poi deceduto, con il quale aveva contratto un’unione solidale.

La Corte (Grande Sezione) ha dichiarato:
1) Una prestazione ai superstiti concessa nell’ambito di un regime previdenziale di categoria come quello gestito dalla Versorgungsanstalt der deutschen Bühnen rientra nella sfera di applicazione della direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro…[continua…]

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Socio lavoratore e amministratore: un altro no dalla Cassazione alla doppia iscrizione previdenziale mercoledì, Apr 2 2008 

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Nota a Corte di Cassazione, Sentenza 22 febbraio 2008, n.4676

Si conferma l’orientamento della Suprema Corte espresso in due precedenti sentenze (sentenza n. 20886 del 5 ottobre 2007 e Sentenza del 8 gennaio 2008, n. 149) in merito alla doppia iscrizione del socio lavoratore e amministratore di società commerciale.

Vale sempre la massima formulata dalla Suprema Corte nella sentenza n. 20886 del 5 ottobre 2007: “In applicazione dell’art. 29 primo comma della Legge 3 giugno 1975 n. 160, come sostituito dall’art. 1 comma 203 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662, colui che nell’ambito d’una società a responsabilità limitata svolga attività di socio amministratore e di socio lavoratore ha l’obbligo di chiedere iscrizione nella gestione in cui svolge l’attività con carattere di abitualità e prevalenza; nell’incompatibile coesistenza delle due corrispondenti iscrizioni, è onere dell’I.N.P.S. decidere sull’iscrizione all’assicurazione corrispondente all’attività prevalente”…[continua…]

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Pensionamento lavoratori in mobilita’: applicazione della clausola di salvaguardia giovedì, Mar 13 2008 

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(Inps, Circolare 12.3.2008 n. 31)

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007 e’ stata pubblicata la legge 24 dicembre 2007, n. 247, recante “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitivita’ per favorire l’equita’ e la crescita sostenibili, nonche’ ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale che ha, tra l’altro, apportato alcune modifiche alla legge 23 agosto 2004, n. 243.

Nella fattispecie in oggetto ci si riferisce, in particolare, alle modifiche contenute nell’articolo 1, comma 2, punto 3, lettere d) ed e) della legge 24 dicembre 2007, n, 247, che recitano, rispettivamente…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

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