Determinazione della misura percentuale della retribuzione percepita nel 2008 dai lavoratori dipendenti delle imprese di trasporto merci venerdì, Gen 16 2009 

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Inps, Messaggio 7.1.2009 n. 288.

Determinazione della misura percentuale della retribuzione percepita nel 2008 dai lavoratori dipendenti delle imprese di trasporto merci a titolo di prestazioni di lavoro straordinario che non concorre alla formazione del reddito imponibile.

L’art. 83-bis,comma 25, del D.L. n. 112/2008 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ha previsto, nel limite di spesa di 30 milioni di euro, la non concorrenza nella formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi di una percentuale delle somme percepite nel 2008, per prestazioni di lavoro straordinario, effettuate nel medesimo anno , dai lavoratori addetti alla guida dipendenti dalle imprese autorizzate al trasporto merci.

La misura della predetta percentuale, da determinarsi, secondo quanto disposto dal comma 27 del medesimo articolo, con apposito provvedimento del direttore dell’ Agenzia delle entrate (di concerto con il Ministero del lavoro) è stata fissata, in data 26 novembre 2008, nella misura del 28% (v. allegato).

La norma individua una nuova fattispecie, limitatamente all’anno 2008, di esclusione dalla formazione dell’imponibile fiscale e contributivo che si aggiunge a quelle elencate tassativamente nell’art. 51, comma 2, del TUIR…[continua…]

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Integrazione salariale straordinaria e trattamento di mobilità al personale dei vettori aerei martedì, Lug 15 2008 

(Inps, Circolare 11.7.2008 n. 73)

Legge 3 dicembre 2004, n. 291 art. 1-bis: estensione del trattamento di integrazione salariale straordinaria e del trattamento di mobilità al personale, anche navigante, dei vettori aerei e delle società da questi derivanti a seguito di processi di riorganizzazione o trasformazioni societarie. Verifica della sussistenza del diritto alle prestazioni e dello stato di disoccupazione del personale navigante.

Integrazione salariale straordinaria e trattamento di mobilità al personale, anche navigante, dei vettori aerei e delle società da questi derivanti a seguito di processi di riorganizzazione o trasformazioni societarie. Verifica dello stato di disoccupazione. Rioccupazione del personale navigante.

Da La Previdenza  la notizia qui

Le modalità di pagamento della retribuzione seguite per prassi aziendale possono essere modificate se cambiano gli usi locali mercoledì, Giu 4 2008 

LE MODALITA’ DI PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE SEGUITE PER PRASSI AZIENDALE POSSONO ESSERE MODIFICATE SE CAMBIANO GLI USI LOCALI – Ovvero se si tratta di un mutamento migliorativo (Cassazione Sezione Lavoro n. 13816 del 27 maggio 2008, Pres. Sciarelli, Rel. Ianniello).

L’Enel s.p.a. fino al dicembre 1996 ha pagato le retribuzioni mensili dei dipendenti a mezzo di assegni circolari. Dal gennaio 1997 il pagamento è stato effettuato mediante bonifico bancario su conto corrente di ciascuno dei dipendenti.

Mario B. ed altri dipendenti dell’Enel hanno chiesto al Tribunale di Rovigo di accertare l’illegittimità della modifica delle modalità di pagamento della retribuzione, sostenendo che l’innovazione apportata a far tempo dal gennaio 1997 doveva ritenersi illegittima perché contrastante con la precedente prassi aziendale.

Il Tribunale ha accolto la domanda ed ha ordinato all’Enel di provvedere al pagamento delle retribuzioni secondo le modalità precedenti. Questa decisione è stata riformata integralmente, in grado di appello, dalla Corte di Venezia che ha ritenuto infondata la domanda proposta dai lavoratori. Pur ritenendo sussistente un precedente uso aziendale, nel senso del pagamento dello stipendio mediante assegni circolari, penetrato nei contratti di lavoro dei dipendenti Enel a norma dell’art. 1340 cod. civ. e pertanto modificabile solo con il consenso delle parti, la Corte d’Appello ha ritenuto che tale consenso sia necessario unicamente nel caso in cui si tratti di modifiche peggiorative ed ha ritenuto positiva l’innovazione operata dalla società in quanto recante ai dipendenti un disagio minore di quello prodotto dalla precedente prassi.

I lavoratori hanno proposto ricorso per cassazione censurando la decisione della Corte di Venezia per vizi di motivazione e violazione di legge…[continua…]

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La riduzione della retribuzione pattuita con il lavoratore è illegittima giovedì, Mag 29 2008 

LA RIDUZIONE DELLA RETRIBUZIONE PATTUITA CON IL LAVORATORE E’ ILLEGITTIMA – Essa giustifica le dimissioni senza preavviso (Cassazione Sezione Lavoro n. 11362 dell’ 8 maggio 2008, Pres. Senese, Rel. Maiorano).

Antonio S. ha lavorato come dirigente alle dipendenze della società cooperativa a r.l. Conagros. Con effetto dal 19 settembre 1992, per delibera del Consiglio di Amministrazione della società gli è stato applicato il contratto collettivo nazionale del settore industriale. Egli ha percepito la relativa retribuzione sino al dicembre 1995, quando il Consiglio di Amministrazione ha deciso di ritenere inefficace la delibera del 19 settembre 1992 e di applicare ai dirigenti il contratto del settore agricolo.

Dal gennaio 1996 la società ha corrisposto ad Antonio S. la retribuzione prevista per i dirigenti del settore agricolo, inferiore a quella attribuitagli in precedenza. Il dirigente ha contestato la legittimità della riduzione della sua retribuzione e si è dimesso nell’agosto 1996, senza preavviso.

Il Tribunale di Palmi ha ritenuto illegittima la riduzione della retribuzione operata dalla società con effetto dal gennaio 1996 ed ha ritenuto che il dirigente si sia dimesso per giusta causa. Pertanto ha condannato la società a pagare al dirigente le differenze di retribuzione dovute in base al trattamento previsto per il c.c.l. del settore industriale, nonché l’indennità sostitutiva del preavviso. In grado di appello, la Corte di Reggio Calabria ha riformato la decisione del Tribunale, in quanto ha ritenuto legittima la riduzione della retribuzione operata in base alla delibera del dicembre 1995 con l’applicazione, dal gennaio 1996, del trattamento previsto per il settore agricolo; conseguentemente ha escluso la giusta causa di dimissioni ed ha condannato il dirigente a pagare all’azienda l’indennità sostitutiva del preavviso…[continua…]

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Indennità di disoccupazione: come accedere a quella con requisiti ridotti venerdì, Mar 14 2008 

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L’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti spetta a tutti quei lavoratori che, pur non avendo maturato il diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria (almeno 52 contributi settimanali negli ultimi due anni), sono comunque in possesso di un’anzianità assicurativa per la disoccupazione di almeno due anni.

A ricordarlo è l’INPS precisando che essere in possesso di un’anzianità assicurativa per la disoccupazione di almeno due anni significa che è stato versato almeno un contributo settimanale oltre un anno prima di quello per il quale si chiede l’indennità (ad esempio, per le indennità da pagare nel 2008, relative a periodi di disoccupazione intervenuti nel corso del 2007, il contributo deve essere stato accreditato prima del 2006), e che siano state effettuate almeno 78 giornate di lavoro nel corso dell’anno precedente a quello della domanda (in questo caso il 2007).

Alla domanda devono essere allegati la dichiarazione di ogni datore di lavoro presso il quale è stata prestata la propria attività nel corso del 2007 e la richiesta di detrazioni d’imposta. I relativi moduli sono disponibili presso tutte le Sedi Inps e nella sezione “moduli” del sito internet www.inps.it.

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La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico venerdì, Mar 14 2008 

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La determinazione della retribuzione dell’impiegato dipendente di una pubblica amministrazione, in base alle risultanze del cartellino di presenza, non costituisce atto pubblico – Ai fini penali –

Il rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, a seguito della disciplina introdotta con il decreto legislativo n. 165 del 2001, ha assunto connotazioni privatistiche. Ne deriva che non può rientrare nella nozione di “atto pubblico” oggetto di tutela penale un’attività della pubblica amministrazione relativa alla gestione del rapporto con il dipendente, come la determinazione della retribuzione in base alle risultanze del cartellino di presenza. La non veridicità di tale determinazione, per effetto di irregolari annotazioni su tale cartellino, non configura falso in atto pubblico.

L’atto infatti viene posto in essere dall’organo amministrativo con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro ed è destinato ad operare esclusivamente nell’ambito delle paritetiche posizioni contrattuali delle parti (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 9045 del 28 febbraio 2008, Pres. Nardi, Rel. Ferrua).

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Il cessionario di un ramo d’azienda non può dar corso ad una procedura di riduzione del personale avviata in precedenza dal cedente mercoledì, Mar 12 2008 

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IL CESSIONARIO DI UN RAMO D’AZIENDA NON PUO’ DAR CORSO AD UNA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE AVVIATA IN PRECEDENZA DAL CEDENTE – In base alla legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 4334 del 20 febbraio 2008, Pres. Mattone, Rel. Miani Canevari).

Nell’aprile del 1996 la società Italcatering ha avviato, in base alla legge n. 223 del 1991, una procedura di riduzione del personale comunicando alle organizzazioni sindacali l’intenzione di licenziare 75 dipendenti.

La procedura si è conclusa il 6 giugno 1996 senza che l’azienda abbia raggiunto un accordo con i sindacati. Con effetto dal 1 luglio 1996 l’Italcatering ha ceduto alla società Sir il ramo di azienda interessato dalla annunciata riduzione di personale. Il 13 agosto 1996 la cessionaria ha effettuato il licenziamento del personale addetto al ramo d’azienda trasferitole, facendo riferimento alla procedura svolta in precedenza dalla Italcatering. Antonio R. ed altri lavoratori licenziati hanno impugnato i licenziamenti davanti al Pretore di Roma, sostenendo che alla Sir non era consentito avvalersi delle procedure in precedenza svolte dalla Italcatering.

Il Pretore ha ritenuto inefficaci soltanto due licenziamenti mentre ha respinto le domande proposte dagli altri lavoratori. Questa decisione è stata riformata, in grado di appello, dal Tribunale di Roma che ha dichiarato inefficaci tutti i licenziamenti, ha ordinato la reintegrazione dei lavoratori licenziati ed ha condannato l’azienda al risarcimento del danno in base all’art. 18 St. Lav…[continua…]

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Tra fratello e sorella può costituirsi un rapporto di lavoro subordinato, anche se per alcuni anni non sia stata chiesta la retribuzione venerdì, Mar 7 2008 

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TRA FRATELLO E SORELLA PUO’ COSTITUIRSI UN RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO, ANCHE SE PER ALCUNI ANNI NON SIA STATA CHIESTA LA RETRIBUZIONE – Per le modalità della prestazione (Cassazione Lavoro n. 3769 del 14 febbraio 2008, Pres. Mattone, Rel. Nobile).

Maria Assunta G. ha lavorato per circa otto anno nello studio professionale di suo fratello Giuseppe, ragioniere, provvedendo al coordinamento del personale e occupandosi della compilazione delle dichiarazioni fiscali, con presenza giornaliera dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19,30.

Non è stata inquadrata come dipendente e non ha percepito alcuna retribuzione. Ella ha chiesto al Tribunale di Sciacca di accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato e riconoscere il suo diritto al pagamento della retribuzione e del trattamento di fine rapporto. Giuseppe G. si è difeso sostenendo che sua sorella si era limitata a svolgere pratica professionale a titolo gratuito.

Il Tribunale, dopo aver sentito le parti e alcuni testi ha condannato il convenuto a pagare a Maria Assunta G. la somma di lire 267 milioni a titolo di retribuzione e spettanze finali, in quanto ha ritenuto che tra le parti si fosse svolto un rapporto di lavoro subordinato…[continua..]

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Una tantum lavoratori addetti all’industria metalmeccanica ed alla installazione di impianti: rivalutazione delle prestazioni giovedì, Feb 21 2008 

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(Inps, Circolare 19.2.2008 n. 19).

L’accordo 20 gennaio 2008, per il rinnovo del C.C.N.L. stipulato il 19 gennaio 2006 per l’industria metalmeccanica e della installazione di impianti ha previsto, tra l’altro, la corresponsione a titolo di arretrati retributivi, ai lavoratori in forza ad una data compresa tra il 20 gennaio ed il 29 febbraio 2008, di un importo forfettario lordo di 267,00 euro, suddivisibili in quote mensili in relazione alla durata, anche non consecutiva, del rapporto di lavoro nel periodo 1° luglio- 31 dicembre 2007 (v. testo contrattuale, all.n.1).

La frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata, ai predetti effetti, come mese intero. L’importo dell’una tantum – comprensivo dell’incidenza sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale o contrattuale – verrà corrisposto con la prima retribuzione utile erogata nel mese di marzo 2008, ovvero, nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro, all’atto della liquidazione delle competenze.

Si precisa, altresì, che detto importo è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto. Come per il passato, l’erogazione non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione senza diritto alla retribuzione ( ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, assenza facoltativa post partum, ecc.); sono invece considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le giornate di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio e congedo matrimoniale, intervenute nel periodo 1° luglio-31 dicembre 2007, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e di integrazione a carico delle aziende.

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Vedi anche:  Metalmeccanici (industria): le novità economiche in sintesi

Ancora mobbing: rivendicazione di qualifica superiore e differenze retributive mercoledì, Set 19 2007 

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La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 4 settembre 2007, n. 18570 ha chiarito che il diritto alle differenze retributive è completamente slegato dal diritto alla qualifica superiore e che la domanda di qualifica superiore inoltrata al giudice interrompe comunque la prescrizione del diritto alle differenze retributive.

Fatto e diritto
Un dipendente delle Ferrovie dello Stato ha ottenuto il riconoscimento di qualifica superiore con sentenza passata in giudicato e su tu tale base, ha richiesto ed ottenuto decreto ingiuntivo di pagamento contro la Rete Ferroviaria Italiana.
Contro tale decreto, la Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. si è opposta, eccependo l’avvenuta prescrizione del diritto alle differenze retributive, in quanto la domanda giudiziaria di qualifica superiore non sarebbe atto valido ad interrompere la prescrizione del distinto diritto alle relative differenze retributive.
Il giudice prima e la Corte d’appello poi hanno stabilito che la domanda giudiziale ha efficacia interruttiva della prescrizione per tutti i diritti che si colleghino con stretto nesso di causalità al rapporto dedotto in causa, senza necessità che il loro titolare proponga nello stesso o in altro giudizio una domanda specifica diretta a farli valere.

Le motivazioni della società
Contro tale sentenza la Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. ha proposto ricorso per Cassazione in quanto, affinché un atto possa acquisire efficacia interruttiva della prescrizione, deve contenere l’esplicitazione di una pretesa, ovvero una intimazione o richiesta scritta di adempimento, idonea a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto passivo, con l’effetto di costituirlo in mora (a norma dell’articolo 2943, quarto comma, codice civile).
Fa rilevare la società, inoltre, che il giudice del merito non aveva emesso pronuncia sulle differenze retributive, quindi ciò comporta rigetto implicito della domanda.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondate le motivazioni della società in quanto la domanda giudiziale, proposta davanti ad un giudice ordinario o speciale, da uno dei soggetti di un rapporto giuridico, ed avente ad oggetto la sussistenza o meno degli elementi costitutivi del rapporto stesso, ha efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi degli artt. 2943 e 2945 c.c., con riguardo a tutti i diritti che si ricolleghino con stretto nesso di causalità a quel rapporto, senza che occorra che il loro titolare proponga, nello stesso o in altro giudizio, una specifica domanda diretta a farli valere, ed anche quando tale domanda non sia proponibile nel giudizio pendente.

Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 4 settembre 2007, n. 18570.

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