Se si cade sul bus, si è sempre risarciti anche se l’autista non ha colpa martedì, Mar 1 2011 

La caduta sull’autobus va sempre risarcita anche se l’autista non ha colpa. Secondo la Cassazione (sentenza 4442/11) in caso di infortuni sul bus, il cittadino ha diritto all’indennità per i danni patiti, anche se non rilevanti.

Il caso

La Suprema Corte ha convalidato il modesto risarcimento accordato ad un cittadino caduto sul pavimento di un autobus a causa di una brusca frenata. Una caduta non da imputare al conducente dell’autobus che «non aveva la possibilità di tenere una condotta di guida diversa e che era stato costretto a frenare per l’improvvisa invasione della corsia di un motorino cui ha attribuito l’esclusiva responsabilità dell’evento».

La vittima si era vista riconoscere una modesta indennità dalla Corte d’appello di Catania, nel 2009, ma ha fatto ricorso in Cassazione per chiedere un risarcimento maggiore. Il ricorso è stato respinto…[continua…]

Da La Stampa    la notizia qui

Infortunio in itinere e uso del mezzo proprio giovedì, Set 9 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 17752 del 29 Luglio 2010 ha stabilito che, ai fini del riconoscimento dell’infortunio in itinere, è necessario che l’uso del mezzo proprio sia strettamente necessario, cioè senza un’alternativa reale di mezzi pubblici.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

E’ reato di maltrattamenti disprezzare e umiliare il coniuge mercoledì, Lug 7 2010 

Cass. Sez. pen. Sentenza n. 22740/2010

La Suprema Corte di Cassazione ha di recente stabilito che: “nella materialità del delitto di maltrattamenti rientrano percosse, minacce, ingiurie, privazioni imposte alla vittima e anche atti di scherno, disprezzo, umiliazione e di asservimento idonei a cagionare durevoli sofferenze fisiche e morali.

Ne consegue che, non risultando diversamente accertato dal giudice del merito e tenuto conto della coincidenza temporale dei delitti contestati ex art. 572, 610, 612, 594 cp, i singoli episodi vessatori rimangono assorbiti nel reato di maltrattamenti”.

Da Saranno Avvocati  la notizia qui

Demansionamento e Risarcimento del Danno giovedì, Mag 20 2010 

La Corte di Cassazione con Sentenza n. 8893 del 14 Aprile 2010 ha stabilito che in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore, il giudice di merito può desumere l’esistenza del relativo danno, determinandone anche l’entità, con processo logico-giuridico attinente alle prove presentate, anche presuntive, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità dell’esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto.

Inoltre, la Corte ha specificato che costituisce credito di lavoro non solo quello retributivo, ma ogni credito che sia in diretta relazione causale con il rapporto di lavoro e, quindi, anche il credito per il risarcimento dei danni cagionati al lavoratore dall’inadempimento della società datrice di lavoro.

Infine, la Corte ha precisato che la nozione di giustificatezza del licenziamento si distingue da quella di giustificato motivo e consiste nell’assenza di arbitrarietà o, per controverso, nella ragionevolezza del provvedimento che lo dispone, da correlare alla presenza di valide ragioni di cessazione del rapporto.

Da Studio Ciocioni   la notizia qui

Clonazione carta di credito: come chiedere il risarcimento martedì, Mag 18 2010 

 

Nonostante la massima prudenza e grande attenzione nell’utilizzo degli strumenti di pagamento come il Bancomat e la carta di credito, spesso purtroppo capita di trovare nell’estratto conto spese per acquisti mai effettuati.

In questi casi è molto probabile che la carta di credito sia stata clonata, ragion per cui occorre agire tempestivamente al fine sia di bloccare la carta, sia di ottenere il risarcimento.

In particolare, sia per il Bancomat, sia per la carta di credito, occorre come primo passo bloccare subito lo strumento di pagamento chiamando il numero apposito, di norma un numero verde gratuito, che può variare da banca a banca…[continua…]

Da Vostri Soldi   la notizia qui

Il contribuente disordinato non solleva il professionista dalle proprie responsabilità mercoledì, Mag 12 2010 

Cassazione, sentenza 26.4.2010 n. 9916.

Con il primo motivo il ricorrente denuncia erronea e insufficiente motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5, rispetto al combinato disposto di cui agli artt. 2909 e 2729 c.c., su un punto decisivo della controversia, avuto riguardo alla affermazione della responsabilità professionale del Dott. F. sulla scorta del solo contenuto dell’accertamento compiuto dall’Ufficio delle Imposte dirette di Cervignano e dalle Commissioni Tributarie di 1^ e 2^ grado.

L’affermazione di responsabilità del F. poggiava esclusivamente sull’acritico recepimento delle risultanze di un accertamento del reddito compiuto dall’Ufficio delle Imposte Dirette di Cervignano a carico dello Z. per l’anno 1996 e di due sentenze delle Commissioni di 1^ e 2^ grado, tra loro non concordanti.

In pratica, i giudici di appello aveva dato per scontato che la pretesa avanzata dal Fisco nei confronti dello Z. fosse legittima e che spettasse al F. confutare le risultanze delle sentenze pronunciate dalle Commissioni Tributarie. L’errore compiuto dalla Corte territoriale era evidente…[continua…]

Da La Previdenza   la notizia qui

Vanno risarciti i danni per il mancato matrimonio martedì, Mag 11 2010 

Cass. sez. civ. sentenza n. 9052/2010.

La Corte di Cassazione ha stabilito che “lo scioglimento di una promessa di matrimonio” è una ”espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi condotta antigiuridica”

Tuttavia rompere il matrimonio senza giusto motivo comporta che: ”la promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte”. 

Da Saranno Avvocati   la notizia qui

Frasi offensive su “Facebook”: corretto il risarcimento alla persona offesa martedì, Apr 6 2010 

Il Tribunale di Monza della Sezione IV Civile, con la recente sentenza 2 marzo 2010, n. 770, ha stabilito che colui il quale lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona tramite l’invio di un messaggio del social network “Facebook” è obbligato al risarcimento del danno.

Questa la vicenda sottoposta al Tribunale di Monza: una giovane donna, portatrice di una particolare tipologia di strabismo, definita “esotropia congenita”, entra in contatto con un giovane attraverso il più famoso social network “Facebook”.

I due intraprendono una relazione sentimentale, ma il giovane, stufo delle continue ed eccessive attenzioni della donna, decide di porre fine al rapporto con un messaggio, visibile da altri utenti, tramite “Facebook”.

Nel citato messaggio il ragazzo non solo la offende sull’aspetto fisico e sulla particolare tipologia di strabismo, ma ne rende noti i gusti sessuali, ledendo la sua reputazione, l’onore ed il decoro.

La donna decide di citare in giudizio il ragazzo, chiedendo il risarcimento del danno morale soggettivo o, comunque, del danno non patrimoniale, conseguente alla lesione subita…[continua…]

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Risarcito il cliente del conto on line se il sistema di sicurezza non è adeguato martedì, Mar 23 2010 

Tribunale di Palermo – Sentenza 20 dIcembre 2009.

Due correntisti di un conto on line si sono visti sparire 6.000 euro. Era stato fatto un bonificonon autorizzato dal loro a favore di una signora russa.

I due clienti hanno chiesto il rimborso alla banca che si è rifiutata sostenendo la responsabilità dei due clienti perchè non avrebbero custodito i codici personali. Una versione che non è stata accolta dal Got del tribunale di Palermo.

Al contrario ha sostenuto che “il sistema predisposto dalla società convenuta non appare adeguato alla tecnologia esistente” e la stessa “avrebbe dovuto adottare tutte le misure di sicurezza, tecnicamente idonee e conosciute in base al progresso tecnico, a prevenire danni, come quelli verificatasi in capo agli attori”.

In base a queste considerazioni il Tribunale di Palermo ha condannato la società a risarcire i due correntisti del danno subito.

Da Il Sole 24 Ore   la notizia qui

Vendita annullabile senza informazione sul diritto di recesso lunedì, Mar 8 2010 

La direttiva 85/577/CEE non vieta che un giudice nazionale dichiari nullo il contratto porta a porta.

Corte di giustizia europea 18.12.2009.

In tutt’Europa un giudice può annullare un contratto commerciale porta a porta se il consumatore non era stato informato del suo diritto di recesso. La Corte di giustizia europea ieri ha deciso che la direttiva 85/577/CEE, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, non vieta affatto che, a certe condizioni, l’impegno a comprare non possa essere annullato.

Il rischio era che la direttiva, pensata per proteggere i consumatori, costituisse un limite alla loro difesa da venditori disinvolti.

Come si sa, la direttiva 85/577/CEE, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali stabilisce che il consumatore ha il diritto di rescindere il proprio impegno indirizzando una comunicazione entro un termine di almeno 7 giorni dal momento in cui ha ricevuto l’informazione sul suo diritto di rescindere il contratto e secondo le modalità e condizioni prescritte dalla legislazione nazionale...[continua…]

Da Azienda Lex   la notizia qui

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